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Medaglia per i benemeriti della popolare istruzione (1891)

Editore:
Università degli Studi del Molise
Luogo di pubblicazione:
Via F. De Sanctis, s.n.c., 86100 Campobasso
Autore della scheda:
DOI:
10.53219/777
Scheda compilata da:
annarita.pilla
Pubblicato il:
04/11/2021
Tipologia onorificenza:
Medaglia di benemerenza
Denominazione:
Medaglia d’argento per i benemeriti della istruzione e della educazione popolare (1891)
Classi o gradi:
Medaglia d'Argento
Insegne:
Medaglia d'Argento con nastro
Committenza:
Ministero della Pubblica Istruzione
Ente produttore:
Zecca dello Stato
Data di produzione:
29 gennaio 1891
Estremi cronologici:
29 gennaio 1891
28 ottobre 1904
Materiale:
Argento
Misure:

Diametro: 3.5 cm; Larghezza: 36 mm.

Benemeriti

Persone:
Achille Bellati

Achille Bellati nacque il 4 settembre 1833 a Ostellato, in provincia di Ferrara. Fu insegnante e direttore nelle scuole elementari di Ferrara. Insegnò per quattro anni lingua italiana nella scuola tecnica pareggiata della città e diresse, per oltre 30 anni, le scuole serali della Congregazione di Carità. Fu inoltre presidente della Società Pedagogica dei maestri nella provincia ottenendo sempre «la pubblica stima, elogi, incoraggiamenti e gratificazioni dal Governo e autorità comunali»(ACS, 1893). Il R. Ispettore scolastico del Circondario di Ferrara, Grimaldi, propose il direttore Bellati per il conferimento della medaglia d'argento dei benemeriti della istruzione popolare, poiché con «zelo indefesso, sapienza e amore ha prestato l'opera sua illuminata pel buon andamento e pel progresso delle istituzioni educative a lui affidate» (ACS, 1893). L'onorificenza gli fu conferito l' 8 ottobre 1893.

Fonti archivistiche:
  • ARCHIVIO CENTRALE DELLO STATO (ACS), Ministero della Pubblica Istruzione (MPI), fondo Divisione Primarie e Normali (F. DPP), 1860-90, busta 490 bis, fascicolo 1893
Luisa De Giovanni

Luisa De Giovanni nacque il 5 settembre 1842 a Casale Monferrato (TO), fu maestra di storia, geografia e morale nei corsi superiori dell'Istituto Nazionale per le figlie dei Militari Italiani di Torino. Iniziò la sua carriera d'insegnante nel 1868 quando venne aperto l'istituto nella Villa della Regina a Torino. Munita di patente normale di grado superiore, nell'ottobre del 1872 ottenne l'abilitazione all'insegnamento della lingua inglese. L'anno successivo ottenne il diploma per l'insegnamento della lingua italiana, storia e geografia nelle scuole tecniche, nomali e magistrali conseguito nella R. Università di Torino; nel 1884, nella R. Università di Torino sostenne gli esami di pedagogia con la votazione 30/30. Studiosa e colta fece «dell'insegnamento l'unico scopo della vita» (ACS, 1893), ricevendo lettere di encomio dagli ispettori scolastici e dai giornali dell'epoca: «Il Risveglio», «l'Avvenire», «Il Giornale di Udine», «L'Euganeo». Fu molto stimata nella sua città, tanto da ricevere una dedica da una sua ex alunna, la Contessa Della Rocca-Castiglione, nel suo libro La Rivoluzione Francese narrata alle giovanette, Le Monnier, Firenze, 1891. Fu relatrice nelle conferenze pedagogiche che si tennero a Conegliano (TV). L'onorificenza le venne conferita in occasione del 25 esimo anniversario dell'apertura dell'Istituto Nazionale per le figlie dei Militari Italiani di Torino, il 30 maggio 1893.

Fonti archivistiche:
  • ARCHIVIO CENTRALE DELLO STATO (ACS), Ministero della Pubblica Istruzione (MPI), fondo Divisione Primarie e Normali (F. DPP), 1860-90, busta 490 bis, fascicolo 1893
Rocco Lepido

Rocco Lepido nacque il 22 ottobre 1858 nella frazione di Lorenzago di Cadore del comune di Motta di Livenza (TV). Dal 1864 al 1871 frequentò le scuole elementari di Motta di Livenza, meritandosi due premi di I e II grado. Dal 1871 al 1874 ottenne un sussidio economico che gli permise di frequentare le scuole normali di Padova riportando sempre ottimi voti. Alla fine del suo percorso di studi, ottenuta la patente di grado superiore, fu nominato maestro nelle scuole elementare di Motta di Livenza e ottenne un certificato lusinghiero dal direttore della ginnastica di Padova, per le sue lezioni di ginnastica nelle scuole. Tra il 1879 e il 1882 partecipò alle conferenze pedagogiche che si tennero a Venezia e Treviso, ottenendo lettere di encomio per la sua cultura pedagogica dal presidente delle conferenze. Nel 1882 venne nominato presidente della Società fra i maestri del distretto e capo palestra della Società di Ginnastica di Motta di Livenza. Nel 1885 e 1886 pubblicò un opuscolo: La scuola popolare reclamata dal vero progresso, osservazioni proposte del maestro Rocco Lepido, Tipografia di G.B. Bianchi, Oderzo, 1885.

Dal 1886 al 1889 venne nominato maestro e direttore didattico delle scuole elementari di Motta di Livenza e partecipò alle conferenze di storia e igiene tenutesi a Treviso nel 1889-1890. Nel corso della sua carriera istituì una biblioteca pedagogica-scolastica, un ricreatorio gratuito, la cassa scolastica di risparmio e, diede vita a conferenze mensili fra gli insegnanti di Motta di Livenza. Lepido fu uno dei fondatori del periodico «Scuola e famiglia», fece parte della commissione provinciale per l'esame dei libri di testo e per gli esami di proscioglimento scolastici. Il 29 ottobre 1893 gli venne conferita la medaglia d'argento per i benemeriti della popolare istruzione.

Fonti archivistiche:
  • ARCHIVIO CENTRALE DELLO STATO (ACS), Ministero della Pubblica Istruzione (MPI), fondo Divisione Primarie e Normali (F. DPP), 1860-90, busta 490 bis, fascicolo 1893
Pio Coradeschi

Pio Coradeschi nacque nel 1847 a Foiano della Chiana, in provincia di Arezzo. Compì i suoi studi tecnici e ginnasiali a Firenze e nel 1874 ottenne la patente normale di grado superiore ad Arezzo. Venne nominato insegnante elementare nel proprio comune natio, dove insegnò per 23 anni. Nel 1886 venne annoverato tra gli insegnanti benemeriti della provincia di Arezzo, ottenendo una gratificazione e nel 1889 gli venne conferita la medaglia di bronzo per i benemeriti della educazione popolare. Come maestro dimostrò di saper attirare l'attenzione dei suoi alunni, utilizzando un buon metodo didattico, affinché essi dimostrassero non solo di «possedere le materie del programma, ma di sapersene servire nei bisogni della vita» (ACS, 1893). Nella sua carriera professionale riordinò le scuole di Foiano, creò un museo scolastico e una biblioteca pedagogica ricca di volumi e, preparò i ragazzi agli esami d'ammissione alla terza classe tecnica. Coradeschi fu, inoltre, direttore didattico delle scuole elementari di Foiano della Chiana e della scuola di disegno applicata alle arti e ai mestieri e ricoprì la carica di giudice conciliatore nel suo comune. Il 1 luglio 1893 gli venne conferita la medaglia d'argento per i benemeriti della popolare istruzione.

Fonti archivistiche:
  • ARCHIVIO CENTRALE DELLO STATO (ACS), Ministero della Pubblica Istruzione (MPI), fondo Divisione Primarie e Normali (F. DPP), 1860-90, busta 490 bis, fascicolo 1893
Erminio Bianchi

Erminio Bianchi nacque a Bergamo il 16 maggio 1807 e compì i suoi studi nella città natale. Dopo aver frequentato il corso di Metodica, nel 1824, ottenne la patente di insegnamento elementare di grado inferiore. Fu nominato maestro della scuola elementare maschile nel comune di Caprino Bergamasco (BG), dove insegnò dal 1 novembre 1826 al 31 ottobre 1887. Gli venne conferita la medaglia d'argento per i benemeriti della popolare istruzione nel 1893.

Fonti archivistiche:
  • ARCHIVIO CENTRALE DELLO STATO (ACS), Ministero della Pubblica Istruzione (MPI), fondo Divisione Primarie e Normali (F. DPP), 1860-90, busta 490 bis, fascicolo 1893
Sinossi:

La medaglia, istituita ai sensi del R.D. n. 63 del 29 gennaio 1891, veniva conferita dal Ministero della Pubblica Istruzione, agli insegnanti elementari e alle persone, che avevano mostrato, in modo singolare, di favorire l'istruzione e l'educazione popolare. Il provvedimento regolamentava i criteri per il conferimento della benemerenza. In particolare stabiliva che l'onorificenza dovesse essere attribuita annualmente a non più di un insegnante di una provincia la cui popolazione raggiungesse o superasse il numero di cinquecentomila abitanti. La medaglia veniva conferita ogni due anni, invece, a quei benemeriti che esercitavano l'insegnamento nelle province, con un numero inferiore a cinquecentomila abitanti. Definiva, inoltre, che la benemerenza poteva essere assegnata a chi risultava essere in possesso di specifici requisiti come la patente per l'insegnamento e di almeno otto anni di servizio. In ogni caso, tutti, dovevano dimostrare di possedere requisiti significativi, oltre allo zelo, costumi e capacità, come il numero degli alunni e il grado di istruzione da questi raggiunto ciascun anno, la frequenza e il profitto degli alunni di tali scuole. Inoltre, si doveva considerare l'anzianità di servizio nello stesso comune e altri meriti speciali riconosciuti all'insegnante.

La medaglia doveva avere inciso il nome della persona alla quale  veniva conferita, ma il regolamento non riporta altre indicazioni sulle caratteristiche della stessa. Solo con il R.D. n. 358 del 2 giugno 1895 fu precisato che la medaglia doveva prevedere nel diritto l'effigie del re Umberto I di Savoia e nel verso una corona di quercia.

La medaglia, della quale il benemerito poteva fregiarsi, andava portata alla parte sinistra del petto, appesa ad un nastro di seta di color verde ,con gli orli rossi .

Fonti

Fonti normative:
  • Regio Decreto (R.D.) n. 63 del 19 gennaio 1891
  • R.D. n. 358 del 2 giugno 1895
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