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“Come spiegarli la distanza tra la terra e la luna”: le memorie della maestra Calvelli

Editore:
Dipartimento di Formazione, Lingue, Intercultura, Letteratura e Psicologia dell'Università degli Studi di Firenze
Luogo di pubblicazione:
Via Laura, n. 48, 50121, Firenze (Italia)
Autore della scheda:
DOI:
10.53221/643
Scheda compilata da:
MONICA DATI
Pubblicato il:
26/10/2021
Nome e cognome dell'intervistatore:
Valentina Lapucci
Nome e cognome dell'intervistato:
Manola Calvelli
Anno di presa di servizio dell'intervistato:
1972
Categoria dell'intervistato:
Insegnante
Livello scolastico:
Scuola primaria
Categoria professionale dell'intervistato:
Insegnante scuola elementare
Regione:
Toscana

buongiorno a tutti siamo in compagnia della nostra mano la calvelli per farle delle domande sulla sua esperienza il suo vissuto nel mondo scolastico buongiorno tale innanzitutto vorrei chiederti come abito di voler fare la maestra fin dall'inizio limba piccola oppure no è stata una decisione che ho sempre abuso fino da piccola ho sempre pensato ai più piccoli perché quelli che hanno sempre riscosso la mia attenzione il mio interesse il mio relazionarmi erano proprio i bambini più piccoli fatto sta che al momento della decisione alla fine delle medie sono proprio dovuto andare a cercare la scuola che riguardasse l'infanzia esatto vista nonno e ho proprio idea di articolari percorso di studi hai fatto vedere se ho fatto proprio lo nella scuola esistente a firenze era la rosa ghazi di soffiano che aveva un programma molto intenso e inteso liani in cui il programma di studio escluso il vasino la lingua straniera era in tutto uguale al alle varie scuole che c'erano per insegnanti di scuole primarie aveva anche un periodo di tirocinio all'interno della scuola quindi e ferie ha alcun segno molto tempo no era proprio nel programma di studio per cui avevi nel nell'ultimo free e nell'ultimo anno proprio il rapporto con i bambini perché la scuola avevo una scuola materna interna dove noi si andava 12 volte la settimana a interagire con l'insegnante erano ok anche anno ti sei diplomato nel 72 e da lì è iniziato subito a lavorare o se era un mondo molto diverso da questo per cui io mi sono diplomata a luglio anno vennero comunque in una scuola privata era quella di osteria nuova però ho lavorato subito poi ho lavorato con la scuola materna comunale come supplente perché poi quindi il ruolo e la presunta preso anche dopo e come era organizzato quando ha iniziato a lavorare le stesse opzioni scolari che me lo ricordo perché ovviamente avendo fatto tutti i passaggi dunque quando io sono entrata scuola comunale che era un passo avanti l'esperto a quella che era la scuola privata era basata più che altro su la sorveglianza dei bambini il gioco il piccolo momento di disegno ma comunque non c'era interazione dei bambini con all insegnante o comunque una parte attiva era un soggetto molto passivo questo anche nella scuola comunale all'inizi per quanto fosse già un passettino più avanti però la struttura era quella non c'era una programmazione non c'era lei un po il luogo dove bambini venivano lì c'era latte disagio corsa c'era attività di fiaba più che altro il classico disegnino il lavorino pelle per le feste di natale ma eccetera non era assolutamente un soggetto attivo sottoposi passare in molti anni anche perché quanto ho fatto è capitato facendo tantissime supplenze anche quella che veniva chiamata la scuola sperimentale ma non aveva comunque una programmazione aveva delle attività perché magari potevi trovare la cucina dove tu potevi magari manipolare un i bambini fin ora feriale se oppure tu potevi avere la stanza il pavimento in legno dove tu potevi fare così 61 trici parolone perotto una parvenza di zelo motricità con i bambini peggiori magari fossero di gruppo o insieme ecco però questo era riservato solo alcune scuole perché sennò la scuola ma sam per molto tempo le stato sulla falsa falsa riga di quella l oggi la scuola primaria quindi c'era comunque il banchino quando c'era comunque questa struttura proprio basata sulla falsariga certe certe quindi e rischiano anche negli anni il cambiamento da gerrard e rooney non esco là dei moduli sinora i progressi e cosa che con te ne penti di questo cambiamento negli anni ma il cambiamento è andata avanti con quella che era la società quindi anche la preparazione dei bambini ed arrivavano la preparazione dirige episodio perché comunque quando si arriva il bambino ti arriva la famiglia i taliban che la famiglia è una famiglia culturalmente più preparata una famiglia già che già la consideri il bambino parte attiva della famiglia e non soggetto passivo come si veniva quella con il senso di deferenza la maestra e tutte ma in un discorso più paritarie di collaborazione anche la scuola si è mossa a cercare attività diverse anche perché gli orari e poi il bambino passata a scuola e diventavano più diventavano 8 ore dalle quattro che erano perché specialmente all'inizio era raro che tu avessi un attività pomeridiana per i non per i bambini perché il bambino comunque che forse la scuola materna o forse la scuola primaria la si concludeva allenamento mezzogiorno e mezzo leona perché comunque c'era la disponibilità dei nonni del a al pomeriggio ai compiti cioè e poi per necessità della società che poi ha cambiato anche il numero delle ore il servizio su una programmazione share i vasi ad avere degli obiettivi da raggiungere ristrutturata l'interattività dei bambini all'interno di progetto link cioè il bambino diventasse l'idv che con rara il tipo il bambino a mente che è cambiato certo a un certo punto si è visto anche la differenza del bambino che veniva dal nido o comunque da uno spazio gioco da il bambino che ancora venuta d'europa non aveva scolarizzazione era stato seduto cioè in materia scuola dell'infanzia non essendo obbligatoria ma tutti la verità no no party raro che perché quando il divario è diventato troppo grosso per cui il bambino era stato se l'uso in famiglia e quindi non era abituata alla socializzazione non aveva tutte quelle conoscenze del bambino che era che era vissuto all'interno dell'ambiente societario che lei la scuola materna o il dito si trovava in di fiume una tinozza e cioè si nota subito all'ingresso tu no sì proprio un problema di relazione e di interagire autonomia ma quella dei meno perché per imitazione comunque come tutti i bambini riesce a sopperire a quella ma del proprio al livello di relazione con gli altri di interazione anche all adulto e e di attenzione anche certo cento e all'inizio proprio inizio quando inizia a lavorare i supporti didattici nelle alle copie c'era qualcosa cioè il supporto supporto didattico zero perché quello che ti trovavi in genere libro di testo sono sincera il libro di testo c'è il di più di vettura c'erano alfabetiere è finita e il dito e c'erano questo me lo ricordo me lo ricorderò perché i famosi quadretti che ha come altrove barca che li trovavi proprio non c'era il discorso ancora dell'insiemistica che era proprio basa era l'insegnamento della lettura era proprio ben canio non era fonetico per cui era ancora quello che era stato il mio sistema di di di scuola fatta di segni e poi ti senti messi insieme certo certo emiliani che un ricamo che il ruolo dell'insegnante sì sì tanto tanto cioè le scesa ma più che dai bambini forse proprio a livello di di genitori cioè è rientrata in quell'ora era in realtà il celoro quello di collaborare con la famiglia di capirne i problemi di aiutarla e di aiutare i bambini a crescere mentre di essere quella statuina che la stava lì assedio in piedi ha un'amante dra a dettare le regole anche a livello di bambino insegnare tenere la relazione c'è lei era proprio vista casa nei 100m sono sulla terra per di radi materna cioè proprio quello che viene definito un contatto fisico certo è prima un insegnante lavorava su una parte appunto tasto la entrerebbe sono tifosi che comunque devono collaborare se si trovasse a collaborare con altri docenti certo ai miei bot vuoi solo per il discorso della continuità per cui fra le varie situazioni scolastiche hai sempre e comunque un confronto anche perché nell'andare degli anni zero che anche l'insegnante ha acquisito nuove conoscenze si è trovata in situazioni diverse in cui spedire negli anni fino a quasi gli anni 2000 certe situazioni avevano disco turbo di carattere disturbo dell'apprendimento è in difficoltà perché non avevi nemmeno se nel supporto che noi negli strumenti per poter capire per cui lei era tutto un andare a tentoni pene cercare di tamponare una situazione in cui tu vedevi o il bambino il disagio o per diletto avere i problemi all'interno di gruppo con il quale tu dovevi lavorare proprio fina che appunto a oggi vuoi perché comunque le insegnanti sono molto più preparati a livello neuropsichiatrico se cominciano a diversificare tutti i vari le varie problematiche dei bambini e in molte se ne trova la soluzione prove avendo un apporto da parte della scuola che non non può dare definizione di quello è il disagio però già il fatto di avere una relazione con l'unita sanitaria del territorio a cui poter mandare la famiglia a risolvere un colpo da da da il problema della logopedia al problema della relazione che sono i più semplici per trovare la soluzione e far vivere bene poi l'ambito scolastico al bambino perché io neri passare degli anni cioè siamo passati da chi aveva problemi e quindi se di sava athena anche se non venir isolato perché quello dipende da chi c'è all'interno della classe come ci si relaziona a è poverino più di lì non può andare non può da prego jesi stringevi nelle spalle sia voli di genitori che quando le rare volte che tutti ritrovati che poi lui piu degli amici cioè ad avere un discorso diverso perché per preparazione riesce a individuare il disagio per cui anche avendo anche tanti momenti di aggregazione con gli altri insegnanti in cui come poi discutere tune planari il punto di vista quando tutti trovi con i genitori ai punti di vista anche di altri ha il supporto anche di altri per cui diventa un lavoro di collaborazione in cui si è gratuito gray usare il mancio è fine di rito il tutto è nato a noto mentre mai del mio vissuto è stata lasciata andare quindi per me le sottinteso che comunque il tutto è improntato su aiutare il bambino a vivere bene la situazione scolastica sia e sia per un disagio familiari sia e sia per un disagio perché è un disturbo e lui sa ma comunque va messo in situazione di tranquillità e di vivere bene il suo momento scolastico per certo e altre domande volevo farti east e negli anni di insegnamento e risoluto dei corsi di aggiornamento e suggestivi anche [Musica] allora all'its corsi d'aggiornamento per me essere debba essere era di soggetto passivo b bambini per cui c'era il famoso fa colore dove c'era una più persone che parlavano e testa visita i cavalletti ad affrontare e dopo i temi appunti mentre poi è arrivato il momento del dei corsi erano specifiche che poteva essere dalla rosa più sciocca come il laboratorio ha la rosa più impegnativa ed importante quindi si è cominciato a parlare dei primi disagi dei bambini programmi problema di relazione problema di apprendimento razo'n quelli emergenti più e il bambino a quel tempo e non riesce a star fermo nel bar con un ricordo il bambino quando riesce a stare fermo nel banco e mi ricordo di queste due cose cioè o è perchè te non riesce a catturare il suo interesse era già un punto a favore del bambino e perché comunque era era già considerato non più passivo ma un attimino più collaborativo perché se lo stava nel banco perché te o meglio se interessante da poterlo fare appassionare l'air un passo avanti in questo ragionamento il bambino proprietà che era un problema è comune ad era più un problema dell'insegnante non riusciva a interessarlo riusciva a tenere anas fino ad arrivare poi a parlare di quelle possono essere i disturbi reali e crudi erano cioè alla fine i corsi di aggiornamento visto che ormai nelle scuole ogni sezione più o meno forse siamo diventati orante tronco di ratin ma comunque nella realtà ci sono molti disagi quindi l'insegnante deve essere conoscere andare sempre più avanti per poterli di individuare comunicarli alla famiglia edili trovare oro per contro gela da tra queste volte gli andamenti dei stilerà tivoli oppure erano obbligatori tutti alle comuni erano ottimi erano decisamente obbligatori cioè quello è il laboratorio per dire ti poteva essere guarda c'è il laboratorio che interessa guardare qualcuno ha da dare quelli erano rettamente di interesse didattico no quello pronti anche perché un certo numero di tep e comunque fi che già prima in smettessi di lavorare io eco e quand'è che per esigenze di lavoro né allora io spesso sette anni fa quindi questa è una lunga carriera bovo suoi figli dei miei denti due generazioni di due generazioni e qual è il consiglio che mi daresti per non commettere errori in questo mestiere allora errori in questo mestiere si commettono tutti i giorni è quello quando tu esci da scuola e quello che è sempre peluso spontanea me il i bambini li ho seguito erano tranquilli si sono relazionati senza problemi con me e se fatto tutto quello che ci si era proposti fare in e obiettivo tenere in mente bene lo beve tese e provare a raggiungerlo con la collaborazione di loro perché se l'obiettivo a loro non piace le inutili io ho sempre abuso ma da sempre la convinzione che ho un bambino tu li puoi spiegare anche la teoria della relatività bassa tutti ne spieghi con le sue conoscenze in maniera l'attuale la e potrei capire e soprattutto incuriosì allora io credo che sono stata una delle cuore e ha puntato tanto su quello che era bene di tutti a partire dai musei dai dai libri a a quello del è il patrimonio storico scientifico net e nella mia programmazione questo c'è sempre stato le tante uscite la santa interattività all'interno dei musei qualcuno che conosco i sostenitori dal m che erano troppo piccoli ma intanto ho fatto tanto detto e ce li ho portati e mi ricordo che c'era signore che ci ha fatto da guida che a voce alta disse io non so come spiegarmi la distanza tra la terra e la luna è qualcuno che conosco io gli disse basta tu faccia come la manovra tanto tanto tanto tanto tempo fa più a lungo di tanto più lunga la distanza tra la polizia ed è questo che dà ecco e consiglio decido di queste per farti capire come si fa basta a portarlo sul noi abbiamo fatto [Musica] l'evoluzione della specie dice come si fa con le che ho fatto gli innesti con le piante è bastato fare di mischiare i colori cioè deve trovare il modo di rim orio che migliore per spiegare e come portarli al museo di fare il disegno ma non è che tu presidio tu chiedi a chi c'è di rifare il t6 you tube che tu vedi al museo di san marco d'accordo perde di gas angelo ma basta che tu ti faccio a capire non ha luogo suolo e regole possibilità su sei per te quello per esempio al museo di san marco molti son rimani rimasti in estasiati dai modi fini a chi può pensare che dei ragazzi della scuola primaria e inizialmente erano i sei grassi portarono o era una prima una seconda per i piccoli quindi si dovettero mettere il rischio bene per farglieli vedere erano affascinati da da questa mossa guida questo modo di scrivere dei monaci più di quello che avevano visto cioè che l'oro di batak ha visto di aria tira se erano portati lì per tutto e loro sono cioè ti stupiscono sempre the tube uno pensa di chissà che cosa in poi si stupiscono perché vanno dalla partente pensino non ci andrebbero mai perché teorici dei libri aperti inler è capito quanto siamo stati lì ea te questo lavoro ha lasciato tanta nostalgia se avessi l'energia sarei ancora lì e che a un certo punto deve aprire il divario fra te e loro lei troppo troppo distante secondo me un insegnante non deve mai avere troppo divario tra i ragazzi con cui si relaziona e la sua età e prima cosa perché via via gli vai avanti diventa proprio fisicamente difficile per cui poi prendi più il senso della responsabilità per cui inizia a pensare troppo non va in più distinto non rischi più certo e e quindi e questo è dannoso per il ragazzo quelli mediamente a rimanere va di certo a un certo punto quando ti accorgi che tu diventi troppo apprensiva ai troppe paure ai troppo per indietro perché thai paura che succeda se tu sei un insegnante e sai come si insegna di monti ti rendi conto nel momento di come si suol dire di salutare la cui doveste scegliere di nuovo il lavoro da fare per nuovi fari show divertire sicuro di siluro e ti dirò che farei tutto marco di mezzi di oggi è sem partirei da psicologia perché vorrei avere le forse perché io l'ho paisà di dover contare solo su di me di trovare da sola le strategie per aiutare cioè vorrei partire da lì per poter aiutare senza dover andare per 30 set in maniera aggregata se una ricetta però però un certo se secondo me gli insegnanti dovrebbero avere sempre e comunque il supporto psicologico o essere preparate loro a quel livello lì perché è vero e con l'esperienza tullo medico adoi entra si raccolse però è tutta 40 anni sulle spalle per cui ancora oggi che magari a meno per strada e per esperienza di insegnamento riesca a capire dai comportamento di un bambino che sta succedendo ecco perché dico ci vuole tanta e tanta dice ma alla teoria è vero ma la teoria chieda aiuto quando tutti trovi in difficoltà e vero abbiamo tutto di tutti bisogno della bravia perché anche io quando ho cominciato cioè si esce 20 o non è così poi però hai bisogno di quel periodo di tirocinio di quella persona e collabora con te per insegnarti anche una rosa meccanica che sono gli occhi davanti e di dietro il blogger e cioè che tu riesci con uno sguardo a quadrare la situazione questa tumori pari stando lì è però quando tutti trovi in difficoltà la teoria si dà una bella ma un supporto ma tanto tanto tanto tanto bene io ti ringrazio per queste tutte queste risposte né li aiuteranno spero sia d'aiuto

Scarica trascrizione

 

L’intervista (durata 32:27 minuti, https://youtu.be/lI3bJMbjvIU) ha per oggetto la storia professionale della maestra Calvelli che ha sempre desiderato svolgere questo lavoro perché afferma “ho sempre pensato ai piccoli, i piccoli hanno riscontrato il mio interesse sempre”. Alla fine delle scuole medie ha dovuto cercare appositamente una scuola adeguata nel suo territorio, iscrivendosi alla Rosa Agazzi  di Soffiano, una scuola magistrale privata che prevedeva anche il tirocinio, avendo una scuola materna interna. Diplomata nel ‘72, a novembre dello stesso anno lavorava in una scuola materna privata e successivamente in una struttura. Il ruolo lo ha preso anni dopo ma non viene specificato l’anno esatto.

Tutta l’intervista affronta il confronto tra passato e presente, tra la scuola di ieri e quella di oggi (Santamaita, 2021; Galfrè, 2017).  Quando è entrata nella scuola materna comunale, un passo avanti rispetto a quella privata basata esclusivamente su sorveglianza e gioco, non c’era una programmazione, il bambino non era considerato un soggetto attivo, la scuola aveva delle attività laboratoriali, la ludoteca, una parvenza di psicomotricità con giochi di gruppo. Inoltre all’epoca era poco diffuso il tempo pieno e l’orario pomeridiano grazie alla disponibilità dei nonni che aiutavano nei compiti e supportavano i genitori.  I notevoli e repentini cambiamenti della società hanno spinto verso la programmazione, verso obiettivi da raggiungere riservando anche una parte attiva al bambino. Anche i supporti didattici erano carenti, si limitavano al libro di testo, l’alfabetiere, Lo stesso ruolo dell’insegnante è cambiato nel rapporto con i genitori (secondo la maestra oggi si collabora molto di più con la famiglia, si va oltre la cattedra) sia con i colleghi: collaborazione è la parola chiave, anche con il territorio. Per esempio c’è un confronto, prima inesistente con l’unità sanitaria locale, logopedisti o specialisti dell’età evolutiva, con l’obiettivo di far vivere bene il rapporto del bambino con la scuola evitando esclusioni e cercando di supportarlo, cosa che in passato veniva trascurata. Oggi si comunica molto di più, si hanno più interlocutori e a si fanno molti corsi di aggiornamento.

Il consiglio che la docente dà è quello di non farsi scoraggiare dagli errori che fanno parte della quotidianità della professione e di condividere gli obiettivi con i bambini, ad un bambino afferma la maestra “ si può spiegare tutto anche la teoria della relatività. A tal proposito parla della sua esperienza con le classi prime e seconda elementare nel rapporto con uscite didattiche ed attività extrascolastiche. La maestra dice di aver sempre privilegiato il rapporto con il patrimonio artistico del territorio, nella sua programmazione ha sempre inserito, per quanti molti ritenessero fosse precoce, l’interazione con le realtà museali:

"Alcuni dicevano che erano troppo piccoli, mi ricordo che c'era un signore che ci ha fatto da guida che a voce alta disse -io non so come spiegarli la distanza tra la terra e la luna-, e qualcuno che conosco io gli disse -basta tu faccia come la Manola: tanto tanto tanto tanto tempo fa, più è lungo il tanto più lunga è la distanza-."

L’intervista finisce con dichiarazioni di affetto e nostalgia da parte dell’insegnante nei confronti della scuola, con la consapevolezza altresì che un docente deve essere consapevole dell’età che avanza e della necessità di farsi da parte: “arriva il momento di salutare la curva” afferma Manola che è andata in pensione nel 2012.

 

 

Fonti

Fonti bibliografiche:

 

G. Bandini, S. Oliviero, Public History of Education: riflessioni, testimonianze, esperienze, Firenze, Firenze University Press, 2019.

P. Causarano, Riforme senza storia. Insegnanti di storia e reclutamento professionale nella scuola italiana all’inizio del millennio, «Italia contemporanea», vol. 286, 2018, pp. 239-256.

M. Galfrè, Tutti a scuola! L'istruzione nell'Italia del Novecento, Roma, Carocci, 2017.

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