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"O fuggi a gambe levate, o ci rimani". Memorie di un'insegnante

Editore:
Dipartimento di Formazione, Lingue, Intercultura, Letteratura e Psicologia dell'Università degli Studi di Firenze
Luogo di pubblicazione:
Via Laura, n. 48, 50121, Firenze (Italia)
Autore della scheda:
DOI:
10.53221/1046
Scheda compilata da:
Chiara Martinelli
Pubblicato il:
20/12/2021
Nome e cognome dell'intervistatore:
Chiara Martinelli
Nome e cognome dell'intervistato:
Eva Creati
Anno di presa di servizio dell'intervistato:
2000
Categoria dell'intervistato:
Insegnante
Livello scolastico:
Nido d'infanzia
Scuola secondaria di primo grado
Istruzione professionale
Categoria professionale dell'intervistato:
Educatore servizi per l'infanzia
Insegnante scuola secondaria
Data di registrazione dell'intervista:
30 ottobre 2021
Regione:
Toscana
Veneto

Indicizzazione e descrizione semantica

Identificatori cronologici:
2000s

buon pomeriggio a tutti oggi è il 30 ottobre del 2021 io sono cioè martinelli e per il progetto di ricerca di interesse nazionale memories and school collection en italie dei train making city one teach one to one sono qui a intervistare per le memorie di un insegnante eva creati con cui ho lavorato insieme alcuni anni fa è ma se puoi presentarti buon pomeriggio salve a tutti io sono eva creati sono una docente di una scuola secondaria di secondo grado attualmente insegna da diversi anni anzi dieci anni ben dieci anni una scuola secondaria ii grado qui in provincia di pistoia pesce esattamente un istituto professionale e lavoro presso questo istituto oramai da quasi si sono dieci anni quindi in auguro il mio passi undicesimo anno e andiamo verso un anno anche diverso rispetto ai precedenti insomma e cosa dire di me io vengo da un'esperienza professionale un pochino vasta quindi io ho iniziato circa oramai sono circa 19 anni fa con la scuola secondaria prima di primo grado e tu mi dici anche l'anno proprio preciso sente lo ricorda iniziato con brevi supplenze 2002 2003 erano scolastico poi dal 2004 2005 se non erro avuto le annuali di tali dalla mia specializzazione perché vengono da una formazione si assiste a scuola di specializzazione terzo ciclo ho svolto questo corso di formazione presso l'università di padova venezia allora quindi era gestita da entrambe le università e gara assist ho preso la specializzazione per il sostegno con la scuola secondaria di primo e di secondo grado ed al di la mia avventura nella scuola come le supplenze accanto dicevo nel 2002 2003 per poi entrare con le annualità che si sono protratte per quattro anni e ho avuto la fortuna di entrare devono nel 2007 però nella scuola secondaria di primo grado come docente di lettere io sono laureate dell'interno uno specializzato prima materia e ho insegnato si tende da sole geografia nella scuola secondaria di primo grado è un piccolo paese occhi con tanto però dalla provincia di padova cittadella e dove sono rimasta per diversi anni con la vita mi ha portato nella magnifica terra toscana dove invece ho effettuato il passaggio dell'uomo insomma interrata dopo una piacevole avventura di circa 200 ore di tirocinio presso un corso di formazione appunto della sis a padova non professionale io mi sono innamorata del lavoro di un docente in un professionale e mi ero ripromessa nella vita insomma una volta ha ottenuto del ruolo di lavorare in un solo professionale quindi ho scelto pacinotti di pescia lo conoscevo ormai da cinque anni per per i motivi di mobilità interna ed esterna è che le ho fatto la domanda quando sapevo che potevo avere più possibilità per arrivare alla meta e sono arrivata qui se nel 2011 7 lug e quindi center asati ruolo nel 2006 nella scuola secondaria di primo grado di offendere 2007 poi dopo nel 2011 2012 hai fatto il passaggio nella scuola secondaria di secondo grado e quindi allora per tornare un po indietro invece mi parleresti detto contesto d'origine della tua famiglia d'origine allora se io sono abruzzese si sente bambina della mia dedizione molto perfetta sono abruzzese di nascita ho vissuto in abruzzo in un piccolo paese nella provincia di teramo esattamente ad arsita mi sono trasferita con i miei a pineto e da lì poi l'avventura mi sono laureata all'università di chieti alla gabriele d'annunzio in lettere moderne o mi sono scusate diplomata maestra io ho fatto il suo magistrale quindi vengo da una realtà pedagogica trovò quelli giornalieri teramo un istituto che che ha lasciato traccia il me molto di pedagogia e quella è stata una grande risorsa per me negli anni affrontando diversi tipi di scuola e diversi gradi di scuola quindi ho avuto la fortuna poi dall abruzzo fatto appunto mi sono laureata e per questioni anche personali mi sono trasferita a padovani che pato è stato il mio terreno primo di lavoro li ho gestito avendo superato un concorso come maestra di scuola dell'infanzia o inaugurato nido comunale gestito da me e da un'altra ragazza e insieme abbiamo vissuto questa avventura per un anno e mezzo questo lido comunale che mi ha dato l'opportunità di conoscere quella fascia d'età 0 6 0 3 anni e una fascia molto particolare poi darvi l'avventura in brevi supplenze presso istituti prima privati e poi pubblici quelli la scuola pubblica dell'infanzia e delle scuole primarie ma proprio piccole apparizioni nulla di che e poi un'avventura l'assise perché no tenuto il test d'ingresso ho fatto il test ingresso e ce l'ho fatta sono entrata all'asilo o continuato sempre con il neon edito e con l'avventura padovana che vi dicevo due anni di specializzazione insiste un anno di specializzazione nel sostegno e sono entrata di ruolo appunto nello score secondaria di primo grado dopo un'esperienza però nel sostegno di circa quattro anni nel 2007 questo è il mio iter se ora ogni amy parleresti di più del tuo istituto a teramo visto che ha detto che ha lasciato inter una traccia profonda ecco che cosa cioè più concretamente che cosa ha lasciato in te quale esperienze hai fatto che ha incontrato e dei docenti che hanno lasciato a me la capacità di vedere di vedere a tutto tondo e di come l'educazione sia si alza la base fondamentale attraverso la quale uno non può prescindere da una conoscenza del le tavole che evolutiva qui nell'età evolutiva come conoscenza proprio di base di come si apprende fin dall'inizio è di quelle che possono essere le frasi di apprendimento no che passano dalla prima hardie dall'infanzia alla primaria alla scuola secondaria primo grado e via sempre più sono delle tappe fondamentali che riguardano l'aspetto pedagogico quindi quella impostazione lì forse mi è stata utile né ripropormi anche con progettualità per meglio dettagliare e concretizzarle rispetto agli utenti che avevo di fronte non so se ho reso chiaro vinsero cioè era fondamentale per me sapere chi fossero e la realtà pedagogica lo studio pedagogico che aveva la base ha dato la possibilità di poter avviare progettualità più centrate solo individuo in base all'età evolutiva ok e poi un'altra cosa che mi incuriosiva era il fatto che tu abbia sostituito nel mentre che è frequentato anche la sis io mi ricordo quanto fosse pesante il mio posto di specializzazione ecco com'è fatta conciliare tutto ciò è sono stati anni padova li po pesanti e pesanti perché io a star accordo alla pizza cittadini diventano dalla vita di provincia quindi tutto parte in maniera molto veloce tutto parte presto quindi avremo il nido le 6 del mattino e questa attività mi portava per una gestione dell'attività lavorativa o al mattino soprattutto lo preferivo lavorare quindi finire all'una perché poi le elezioni che aveva appunto intorno a quell'ora le una e mezza due fino alle otto di sera alle 20 di sera è stato faticoso stato faticoso perché ne siamo usciti veramente disfatti anche a livello fisico e se le tracce erano evidenti noi però è stato un corso di formazione devo dire molto alto [Musica] parlare di didattica che non di saperi quindi di come riuscire a trasmettere il sapere è stato fondamentale soprattutto quando ho avuto di fronte docenti molto preparati dell'ateneo patavino ma che soprattutto all'università di venezia e anche nell'ambito del sostegno con persone docenti molto motivati molto molto dentro la disciplina malgrado troppo di darci panni proprio di riferimenti concreti dell'attività didattica e quindi se superata la fase del sapere ed ecco che siamo entrati nella prima fase di formazione didattica ecco io la sis la rimpiango per la formazione dei futuri docenti scusatemi se mi permetto perché io credo che sia stato un passaggio magari anche troppo però utile ok e senti invece per quanto riguarda il mito è come ne potresti parlare un po di più come era come era la gestione del nido come ti trovavi con i piccoli è la gestione con i piccoli era la gestione faticosa ma al tempo stesso ricca di un tutti i campi di esperienze vere quindi dal dal momento del gioco avevamo la struttura che garantiva già di per sé un'attività concreta quindi nel rispetto di quelli che erano gli spazi dei bambini ma soprattutto nelle aree di crescita no a quell'età alla percezione sensoriale tattile la percezione dei colori dei tessuti aveva un laboratorio molto attivo anche perché poi avevamo la possibilità di avere le tirocinanti di scienze della formazione primaria ed erano un valido anche il contributo avuto da loro io gestivo in toto la didattica una didattica proprio sul senso della percezione del del pattern e quindi anche dal momento del pasto i bambini avevano libertà nel consumare i pasti con le loro mani le attività ludiche erano sempre incentrate su attività di manipolazione vera concreta quindi con la pasta di creta naturalmente tutti i materiali utili ai bambini che potessero garantire loro anche una crescita è stato utile è stato utile come passaggio una fascia di età che tra l'altro non conoscevo perché comunque 0 3 anni una fascia delicata di vita e avere bambini per tante ore che trascorrevano con noi anche se sette ore al giorno insomma è una responsabilità non solo della persona ma anche di tatticamente parlando elisi la programmazione era incentrata sui singoli bambini e sulle fasce che avevamo chiaramente avevamo i miei piccoli medi grandi e lì le attività erano specificate nelle varie di tattiche arrivare ecco a facevate attività di ambientazione di accoglienza sì sì sì sì l'attività di accoglienza era prevista con i genitori bisognava io ho puntato sempre l'accento è comunque il fatto che un'età particolare quindi il fatto di [Musica] accoglierle quindi di permettere loro di lasciare con un sorriso genitore certo non sempre è possibile no però ecco rassicurare se alla parte genitoriale che la carta naturalmente dell'infante a diversi la quotidianità in maniera tranquilla con il lato emotivo il lato più importante a quell'età quindi i genitori spesso andavano via tranquilli perché sentivano di bambini avevano quella serenità dell'ambiente delle attività che permetteva loro di di accoglierti con un abbraccio quindi quando li vedevi alla porta e loro si lanciavano verso di me vuol dire che la cosa era stata che l'accoglienza c'era stata e aveva avuto fosse un risultato positivo io ho avuto tanti riscontri poi negli anni a seguire da quest'esperienza bambini che oggi hanno più di 12 anni e che mi contattano ora chiaramente loro non ricordano di me ma i loro genitori se ora sono ragazzi di 12 13 anni quindi è bello ricordarli per quello che gli hanno dato e spero che quello che ho potuto dare io loro un'altra domanda al nido i giochi che comprava te l'hanno i materiali naturali legno oppure no erano i cori no no io me lo ricordo benissimo perché immagina che erano non dico la serie un'esagerazione ma circa 200 metri quadri io sto parlando di un'ex fabbrica rimessa al luogo e tutte le pareti erano morbide e quindi c'erano tutte le norme di sicurezza naturalmente per quella età e tutti i materiali erano ecologici sotto ogni punto di vista dalle piscine che avevamo con il canile morbide ai tessuti che potevano mangiare ai pelissetti morbidi ora poi calcoliamo che sono passati anche diversi anni e quindi i materiali oggi sono cambiati magari ci sono molti materiali al mais o contenitori molto più ecologici rispetto a 11 anni fa però se c'era molto a cura e attenzione verso l'ambiente e verso i materiali verso la pulizia verso tutto suo ecco poi ancora un'altra domanda sull'esperienza del nido cosa cosa penso che abbia lasciato questa esperienza nel fare scuola nella secondaria di secondo grado bella domanda che forse anche difficile da rispondere però ricordiamo ricordare che siamo e poter vedere quel [Musica] adolescente ribelle davanti agli occhi e spesso anche in percorsi di storia no faccio loro ricordare la memoria di un passato ma soprattutto la scuola secondaria di primo grado la scatola in di dello storico dove erano spesso facevamo laboratorio dello storico dove trovavano lì loro le loro foto da piccole e quindi ricordare che siamo per scoprirci oggi in una strada diversa e perché no dove stiamo andando però anche oggi quell'esperienza mi è stata utile per osservare più da vicino i ragazzi non solo da un punto di vista di adolescenza o di crescita umana ma anche nelle difficoltà che presentano chiara è facile dopo tanti anni accorgersi oggi di un disturbo specifico di apprendimento che per me è più facile da leggere in quanto va bene sono certamente anni di lavoro però che dicevo è una parte fondamentale il fatto che riconoscere i disturbi specifici di apprendimento a riconoscere le varie tappe di età evolutiva le difficoltà ad esempio mi accorse al nido di una bambina che aveva un nella fase apporto di inizio che cercava faticosamente nodi cammina e no io ho visto primi passi e meglio visti non hanno messo i genitori e quindi mi sono accorta che aveva un deficit ad una gamba che le impediva di poter accedere appunto alla deambulazione normale naturale era una microfrattura ad un'anca per olio fece notare questa cosa ai genitori ed era congenita poi aveva una malattia genetica però ti dico tante piccole variabili che fanno con la costellazione di essere umani che noi siamo però che ci permettono le varie tappe evolutive di vedere e osservare meglio certe capacità come mai sono state così potenziate o in deficit non è stato colmato rispetto all'età l'adolescente di no di fronte degli di cose magari un ragazzino avesse svolto in un determinato periodo un recupero reso linguistico o grafico particolare poteva colmare per il giappone ora dal nido un po insomma difficile però capitolo rispetto ad altre scuole magari sì ok no e ora passiamo passiamo alla sis ecco se tu potessi parlare un po più nel dettaglio dell'assise di come sono state le prove di ammissione come stato il percorso è stato stato faticoso e stato un percorso test di batterie di 75 domande di cultura generale ogni batteria era per una classe di concorso e quando sono arrivata al terzo ciclo nella regione veneto potevamo avere il massimo due classi di abilitazione mentre negli anni precedenti so che in alcune regioni sono state concesse anche quattro abilitazioni non sa che i laureati in lettere possono avere la 43 la 50 50 52 allora si chiamavano così ora dovrebbero essere a 11 22 a 12 forse al 13 però mele alla fine greco si e ci fu un limite quindi uno sbarramento anche rispetto forse al numero di richieste però al numero chiuso quindi eravamo 460 e tessera fatto di due quindi due testi batteria 75 domande in 40 minuti nemmeno è superata quella trova c'era un altro che un testo scritto quindi bisognava attendo i risultati un gesto scritto quindi erano due le prove per ogni singola classe di concorso a me è andata bene perché voi in graduatoria mi sono qualificato abbastanza in alto sono stata 20 21 mauro non ricordo però è contenuto anche la borsa di studio quindi andata bene è andata bene però sono stati anni faticosi perché comunque sono stati circa 23 esami in due anni con un horner è d obbligo di frequenza che è stato veramente forte l'eccessivo avevate l'obbligo al cento per cento di sì altrimenti il conto che doveva essere di nuovo fatto non potevamo accedere all'esame se il modulo non avesse una mi ricordo il 75 80 della grecia ok se non ricordo male che ha reso passati negli anni non puoi sbagliare e quanti all'incirca la base ammessi ogni ciclo t ti ricordi non lo ricordo perché poi considerare che erano scuole specializzazioni a livello regionale no quindi solo in un ateneo venivano in data delle elezioni poi invece a raggiera furono fatte di essere non solo a pato all'ama rovigo a venezia quindi in diverse diversi punti della regione veneto però sì un circa un 250 sì metà rispetto ai frequentanti ai partecipanti al testo scusa quindi c'era un rapporto di 1 a 2 forse sì che hanno pero non lo ricordo è una mente non ricordo proprio la data che mi ricordo che si parlava ed erano metà poi negli anni hanno cambiato molto negli ordinamenti no perché ora per esempio con i corsi di realizzazione di sostegni il rapporto è molto più alto per dire cioè ora ho fatto io il rapporto è stato di più di uno a dieci non era veramente selettiva la sis match e la gente con me che frequentava e arrivava da tutta italia è un catania sicilia appunto tanti napoli della campagna dall'abruzzo dalla toscana non conosceva la ragazza che di pistoia che è venuto a lei perché per la sua classe di concorso c'erano più posti anche il numero dei posti era in relazione al test ingresso e quindi hanno preferito farlo lei ok ok ora passiamo più al pre ruolo ecco che esperienza e ha avuto di pre ruolo quanti anni è durato come erano le convocazioni com'era il sistema delle graduatorie il primo non è una cosa che della quale tutti ma no a mamma mia dicono mamma mia finito e non sembra vero quando poi si finisce dice oh mamma mia sono in attesa di graduatorie e non devo stare più dietro ad una graduatoria è stato devastante perché sono stata fortunata che era perché l'ho vissuto solo per quattro anni però sai andar via dalla propria regione buttarsi in un'altra regione poi cercare una volta che avevo ottenuto tenuta l'abilitazione dove inserisco in quale provincia quindi dramma più grande era scegliere la provincia per noi che eravamo già itineranti no io una mia amica abbiamo deciso le anche abruzzo di esempio in una notte folle di mettere la provincia novara cosa è andata a finire andata a finire che novara quell'anno lì a nostra insaputa hanno diviso la provincia e le scuole quindi sono state accorpate ad altre altre aree geografiche e noi non siamo riusciti ad ottenere l'incarico annuale quindi io sono ritornata con le graduatorie delle supplenze padova dei pierini lasciate in abruzzo qual è stato il risultato che lei ha lavorato 15 giorni in un anno io per fortuna avevo lasciato nella lasciato di graduatorie in veneto ho lavorato tutto l'anno quindi la prima primo anno è stato questo il primo modo proprio girato una bassa padovana e poi l'alta padovana per chiudere con una scuola secondaria di primo grado e con la scuola secondaria di secondo grado e dalla bassa l'alta padovana in un istituto professionale e in provincia di padova questo è stato il primo anno negli anni successivi invece mi sono pronto con la specializzazione del sostegno accettato le annualità nel sostegno quindi avendo avuto più opportunità e quando poi mi sono abilitata al sostegno avuto la possibilità di cimentarmi normalità del sostegno che sono state da un punto di vista didattico di formazione il massimo anche io credo che ogni docente debba passare per quella vera perché essere docenti di sostegno significa attenzionare attenzionare che tutti perché non sei docenti di 126 docenti class e avere un'attenzione e avere altri due occhi no e non solo due in una classe quindi 4 permettono all'individuo di avere una percezione più ampia di quelli che sono le difficoltà di quelle che sono le reali capacità di quelle che sono le potenzialità di quelli che possono mettere in campo come metodologie di far raggiungere a ciascuno le proprie potenzialità e quindi io credo veramente che sia necessario un passaggio di sostegno per tutti i docenti che spesso non capiscono che un ruolo fondamentale lo ringrazio dall'edilizia volerli perché non sarei quella che sono bello no e quindi con come ti sei sentita accolta quando hai cominciato a insegnare su sostegno cioè a quello che dici anche tu le stava in classe non c'erano delle dinamiche di push out potremmo dire no chiara solo che aveva un caso molto particolare perché poi io mi ero affezionata e disturbi comportamentali gravi affezionata scusami cercavo di studiarli per capire perché erano modo che a me affascinava particolarmente molto difficile tra l'altro e quindi spesso erano difficile contenerli all'interno di una classe però preteso sempre che ci fosse massimo rispetto della dell'inclusività quindi della presenza in classe ma anche dell'assenza presenza quindi quando sushi ma noi non si usciva mai da soli ma eravamo accompagnati a rotazione i ragazzi della classe per qualsiasi attività io facessi un alunno mi ricordo di cittadella con il quale ha condiviso un periodo di due anni bellissimo affetto da disturbi comportamentali e gravi tra l'altro sento che di da un ictus alla nascita quindi aveva una paralisi facciale con l'impossibilità all'uso della parola quindi difficile il percorso per questo alunno è però siamo riusciti attraverso una serie di interventi anche esterni alla scuola nel territorio e con il territorio a scoprire che quest'anno dopo due anni era in grado di leggere quindi è stata un processo lungo che ha permesso a me della mamma mia delle conquiste e delle esperienze veramente forti che mi hanno veramente cambiata proprio come docente e parlavi di più anche delle strategie didattiche che per esempio utilizzare con quest alunno anche con altri alunni che ha avuto sul sostegno alle medie allora ascolta ora lui era dentro una cosa che io non conoscevo vedere la comunicazione facilitata allora in quegli anni si utilizzava poco in molti si erano rifiutati di volerla intraprendere in questo caso io ho voluto ho fatto un corso ne sono praticamente formata la comunicazione facilitata angela peso questo cammino con questo ragazzo ben gunn domi per qualche ora mentre io perché lui non avendo il viso spaziale aveva bisogno di un sostegno della mano quindi io sostenevo la mano su questa tastiera gigante e quindi nell'evitare che io fossi condizionata magari anche dalla tastiera e quindi di guidarlo qui vediamo quindi io sentivo con la sua mano si muove di marmo vivo la mia e così abbiamo scoperto videoriprese naturalmente con tutte le accortezze della famiglia va nella stanza al governo e che sapeva leggere screen la pubblicazione facilità come metodologia poi un approccio anche con il territorio perché era fondamentale che lui avesse anche a disposizione la capacità di poter andare in un bar in causa quindi sul territorio siamo uscite abbiamo fatto di percorsi attivi di comunicazione vera io l'operatore l'assistente conseguiva che condivideva tutta la parte didattica con me guido ho avuto anche fortuna non solo sull'altro dell'autonomia personale ma anche sulle strategie da mettere in campo con la donna ed è stata un'esperienza forte e di ogni settimana avevamo panificio bar e varie aree del territorio dove han uno doveva muoversi e dopo aver lavorato in classe dimostrare cosa era in grado di poter fare da solo in una situazione del genere ok ok e il rapporto invece con gli altri colleghi con gli altri colleghi per esempio sulla disciplina ma guarda io dico all'inizio del sostegno è stata stata una bella esperienza poi io sono entrata per fortuna di una scuola dove c'era una cura speciale nel senso che si attivavano corsi sulla formazione hulk per quanto riguarda il sostegno il numero degli alunni questa scuola secondaria di primo grado alunni diversamente abili era molto alto per cui c'erano veramente tante progettualità e quelle quando poi durante gli anni ho avuto anche la possibilità di presentare domanda come funzione strumentale per la macroarea della diversabilità riecco abbiamo fatto tanti progetti realizzato canto con le ragazze e con i docenti che volevano come hanno condiviso un percorso eravamo circa 15 16 docenti e una macro area della visibilità alla fine utilizzando in due aree l'area didattica e l'area invece di gestione della disabilità per quanto riguarda l'orientamento in entrata e in uscita quindi era importante anche il progetto di vita per le medie e io parlo di ragazze soprattutto che avevano gravi disabilità ora che chiamiamo comma treno le gravi patologie che però avevano come tutti diritto ad un progetto di vita futuro eravamo riusciti fino al 2010 ad attivare il percorso in uscita per di orientamento per queste ragazze naturalmente nel territorio dell'alta padovana con un territorio ritmo che offre molte possibilità e devo dirlo quindi anche questo terremoto per una scuola avere risorse e per quanto riguarda le attività si facevano tanti giochi ai ragazzi erano protagonisti delle loro avventure dal teatro ai giochi di natale c'era una giornata in cui li erano conduttori loro dei giochi di natale tutti i ragazzi all'incontro con i vari anni olimpiadi libici di diverse specialità che venivano a che il corso lavorato tanto anche con il grande claudio imprudente di roma e di bologna di bologna scusate lui un grande esperto di disabilità ma in senso reale del termine uno perché l'ho poi è la vive sul suo microblog come il sé dice lui piccolo corpo e l'altro anche per quello che realizza in quella terra da tanti anni nell'associazione che mi ha dato grande con la quale abbiamo fatto tantissimi progetti ok quindi avete sempre cercato un alleanza col territorio valutando e c'era la presenza della asd era fondamentale ed è stata ed è stata molto positiva perché mi davano la possibilità di individuare le metodologie adatte a quindi era un'operazione di concerto di scambio continuo non solo nelle parti iniziali e finali non sappiamo dodicenni sostegno realizzazione del play che usurano era un continuo scambio durante l'anno il monitoraggio c'era sul pay continuo questo che quindi non vi sentivate sono le classiche tre volte l'anno no no no l'ho sottolineato che anche di questo non e questo mi interessa questa sera ovvero il proprio monitoraggio ma anche perché e le difficoltà dei ragazzi erano erano tante io ti parlo di una scuola dove erano vicine anche comunità di ragazzi che vivevano da soli quindi vedremo il nostro scuola quindi c'era un'attenzione particolare su questa scuola ok però diciamo che la zona era presente io ho lavorato con anche i tre equipe dei medici specialisti che venivano non solo dal territorio dell'alta padovana nome magari la famiglia aveva inserito in un altro gruppo di studio di potenziamento di alcune aree della disabilità il ragazzo ha pagato dal gip di padova oppure di grantorto c'era uno specialista di grande mi ritrovavo anche con strumenti cinque figure attorno ad un unico ragazzo è la causa ma sì sì sì come era il lavoro in equipe con tutte queste persone chiara quando sappiamo bene chi fra cosa è molto semplice farlo però lì i ruoli sono marcati lo devo dire maniera molto franca e ruoli marcati vuol dire che ognuno fa il proprio micro pezzettino e sai a chi chiedere nel momento giusto e avrai la risposta per quanto riguarda quel settore con l'aspetto quindi il logopedista il fisioterapista oppure capito la psicologa neuropsichiatra o piuttosto il lo psicologo che curò le relazioni tra pari quindi non solo colui che lo guidava nella sua problema hryo ma anche accanto un altro psicologo che lo guidava nella relazione tra pari di cui aveva un numero di telefono quindi non mi chiamava per sapere come andava come procedeva io ho vissuto momenti veramente di scuola di formazione alta e le sono grata veramente padova mi ha dato tanto in questo senso tanto tanto proprio ripeto ognuno dentro di sé porta proprio quel pezzettino di storia no però se poi è anche la possibilità di vederti questi magici mondi allora ti arricchisce ok quindi quindi tu sei entrata di ruolo però come insegnante di sostegno come insegnante sulla disciplina sulla disciplina e come stato come è stata mamma di prove formazione ma è stato avvincente anche quello anche se mi dispiaceva lasciare il sostegno devo confessarlo perché io ho sempre condiviso in maniera veramente positiva la relazione sia con i ragazzi che con le classi e soprattutto era il punto fondamentale per me era valorizzare la diversabilità in tutti noi quindi non solo in chi aveva dei deficit ha evidenti però in tutti noi quindi no io mi ritengo diversamente abbiano delle abilità ma certamente avrò delle carenze che vanno colmate chiaramente in quella spettori e su quell'aspetto li lavorato molto con la classe quando ho affrontato il primo anno delle medie non ti reggo che insomma un po paura avevo anche un team preparatissimo io sono entrata con delle colleghe che avevano di primariato 15 anni vent'anni quindi io ero quella nuova di quattro anni di precariato la fortunata di turno che si trovava di ruolo e non aveva esperienza che va loro quindi mi sono appoggiata da avuto l'aiuto totale ho seguito le loro orme va di docenti che che sono veramente preparati e bravi e ho avuto a fianco sono stata affiancata da ma tutor tradizional molto tradizionale innocenti di decenni di vecchio stampo che è stata grandiosa abbiamo fatto un viaggio meraviglioso nel corso era gestito per noi docenti né un ruolo e avevamo mi pare perché iniziavano allora le operazioni in corso online iniziava allora nel 2007 e c'è stato un corso di 50 ore se non erro online obbligatorio poi abbiamo avuto un formatore interno che ci ha fatto circa 20 o 40 ore che era il referente del nostro preso dal sostituto dell'area della macros disabilità e poi nostro tuto che ci affiancava e abbia potuto fare delle elezioni lei venuta delle nostre lezioni per verificare questa diciamo unità di apprendimento io ho fatto un lavoro e lei mi ha seguito in tutto questo lavoro con una classe e la cover stato l'oggetto di discussione giorno della presentazione della relazione no del ruolo e questo lavoro è stato un lavoro lo credo anche bello perché ci siamo divertiti nel farlo un dante alighieri visto riletto in maniera diversa quindi è proposto a dei ragazzi delle medie sotto una chiave di lettura che era diverso e con fap ha combinato nell inferno particolare ricco di spunti d arte di musica è stato bello belle ragazze si sono divertiti però faticoso ecco come come era il rapporto con i ragazzi nelle scuole medie che strategie didattiche utilizza v allora allora veramente di strategie didattiche sai neo forma neo immessa strategie didattiche che ci corsi allenai un pochino e si attivarono tanti cooperativa allora il cooperative learning era al top la risorsa italiana della dell'attività principale e devo dire che l'esperienza perché dell'assist era stata molto incentrata su cooperative learning no quindi quelle attività che però va anche insomma va gestito non in tutti i campi può essere realizzato soprattutto attraverso un programma fatto per bene nella classe prima bisogna conoscere bene i ragazzi conoscere bene le relazioni tra i ragazzi e cercare di fare un cooperativa anche a livello disciplinare utile quindi siccome strategia e cooperative nei miei primi anni primissimi se mi chiedi primi anni sicurezza si ok quindi utilizzati poco la lezione frontale e poi soprattutto per quanto capito presto hornig cooperative che cosa si faceva role playing canto eco però quelle parole sono uscite dopo quegli hanno capito cioè si sono sempre fatte magari non si è dato un nome a quelle parole oppure io ero all'oscuro di quelle strategie che poi ho perfezionato nelle ande che ho riattaccato poi nella scuola secondaria di secondo grado di non le avete non ne hai sentito molto parlare se ho ben capito all'ascissa nel sì nei primi anni di ssis sisi però nelle metodologie la sis ha fornito soprattutto sull'impatto del copro di brainstorming soprattutto su questo però se parliamo ad esempio di metodologie come quelle più odierne o contemporanee e chiaro che non sentivamo lo guarda che in dieci anni la didattica è cambiata si è arricchita dal lato e forse impoverita da un altro se parliamo di vita italiana cosa sentono edita secondo si è di ore prima di tutto di ore mi dispiace dirlo per lo meno al professionale così le ore sono poche sono poche le ore di tempo in laboratorio in attività mirate ragazzi hanno bisogno di saper fare ma per saper fare devono sapersi ad operare e comunque devono saper mettere mano impastano pochissime ore chiara io ricordo i professionali di 30 anni fa ma completamente diversi ora sono stati snaturati della loro principale formazione che quella di indirizzarli alla scuola delle professioni ed è complicato che siano tra virgolette scomparse le professioni perché hanno bisogno di potenziare quelle ore e la prima volta adesso le entrate numero personale a padova noi recarsi facevano già tantissime ore e ti parlo del 2002 2001 quando ho fatto un'esperienza di tirocinio cioè ragazzi avevano tante ore e poi tante ore ma perché ne ricavavano da altre è chiaro della riforma gelmini ha buttato la scuola in una dimensione di povertà educativa noi ci misuriamo con delle ore io ho vissuto chiare dell'uomo meglio ora vado dei quali mi perdonerai però io ho vissuto i primi anni nella scuola alta padovana dove c'era la mensa io l'orario di mensa io per due arma in una secondaria di secondo grado nello di nardo di primo grado e di primo grado la mensa quando non oggi settori di una cosa del genere c dove mi trovo sì perché poi non è un servizio solo per le mani a tempo prolungato fino all'anno stampa ora falcidiate sì ma dove c'erano gli indirizzi tutti scrivere una scuola secondaria di primo grado con l'indirizzo non c'era solo musicale che qui è arrivato da pochi anni c'era linguistico doppia lingua c'era il tecnologico sportivo quindi tu poteri già sceglierà nei media il tuo indirizzo e chiaro che poi con la legge gelmini quelle ore che sono state tagliate le opere con patate dai genitori ma io ti volevo fare una domanda sui cambiamenti normativi ma mi ha anticipato però mi ha parlato di corsi di aggiornamento quindi io ma se lei ha in corsetto e non è così di aggiornamento ecco tra a padova e pescia quali sono i passi viaggio cioè hai seguito delle istanze di aggiornamento quali sono stati gli ambiti che hai prediletto di più e per caso in questi cose ha incontrato magari figure di educatori di pedagogisti che ti hanno influenzato che ti hanno spinto anche a rivedere i tuoi modi di approcciare la scuola tanti chiara domanda complessa da tanti corsi l'anno scorso ho fatto 68 ore di corsi di formazione tutti devo dire molto positivi 23 un po titubanti soprattutto sull'aspetto delle metodologie perché a me piace quando la scuola si concretizza e si fa scuola non è solo e io mi rivolgono a scuola nella quale lavoro è la scuola nella con il lavoro professionale che ha bisogno di gente che sia in grado di di motivarli di stimolati di incuriosirli la scuola deve essere deve trascinare e di metodologie che ho incontrato particolari magari ti direi ecco perché tu sia qui anche la public and history è una cosa bellissima che mi ha dato modo di scoprire scoprirmi anche nelle dinamiche di una storia più sul territorio ma della quale già io ero focalizzata io feci un corso ad esempio all'università di padova con un corso perfezionamento tra l'altro erano corsi negli anni che si doveva fare per avere punteggi della da torre per le cose tremende c'è un corso bellissimo molto duro frequentava tutti i venerdì quindi un albero la scuola dell'università di pedagogia allora di padova e bellissimo una progettazione didattico educativa gestita da figure diverse quindi è un progetto che è sempre stato lì nel mio calduccio the bridge il ponte che metterà in comunicazione il territorio con tutte le realtà presenti a livello educativo ed è una cosa che per me è stata sempre tra virgolette una fissa quella di voler far sì che la scuola offrisse non si entra a scuola solo la scuola come decennio abbiamo il compito di poterla pg doverla portar fuori è un cammino verso l'esterno non a scuola non va lasciata sola e purtroppo negli anni vedo che ora piccole realtà nel terzo settore si stanno riprendendo la scuola no soprattutto nei concorsi del terzo settore mandato questo come aspetto che sarà il fatto di potermi mettere in campo sapendo che ho un comune sapendo che un'università sapendo che io perché noi delle associazioni di volontariato delle associazioni culturali nella zona e che ragazzi posso inserire quei contesti quindi sono quelli progetti ora non sto fatti tori però quei progetti li a partire da quello che per me fu illuminante ben realtà qui sarebbe interessante anche parlare di qualche progetto che hai svolto anche per esempio a pesce oppure prima parametri sembra esemplificativo ecco cioè di cui mai orgogliosa e e non so un progetto bellino che abbiamo fatto qualche anno fa che mi piaceva era quello di aver messo in campo diverse figure perché spesso nel mondo della droga non si parla mai no è invece un problema che nel suo maestro esiste ed esisterà una costante del mondo non lo so è diventata la costante ed è un mondo brutto brutale del quale ragazzi spesso non sanno nulla e vero che alcuni interventi possono essere disastrose nelle classe e questo l'ho sperimentato come spesso magari l'intervista porti a dichiarare spesso adolescente riferimento va beh se ce l'ha fatta luce la farà oppure no però messa da un altro punto di vista come illustri anche dottori di tossicologia esperti mi hanno sostenuta nel voler affrontare questa problematica mag ampio spettro può avere una valenza diversa a livello educativo ma a livello anche di prevenzione quindi raggruppando nel territorio dal punto di vista giuridico un magistrato attento da un punto di vista degli esperto medico appunto di tossicologia è stato realizzato questo progetto qualche anno fa e ha visto appunto 45 figure di riferimento il serd del territorio lo psicologo la la parte della letteratura dell'artista che vuole comunque manifestare la propria idea attraverso un libro abbiamo invitato il nostro caso collega che ha scritto un libro bellissimo su matematica quindi mettendo insieme tanti punti di riferimento per arrivare a capire qual è la problematica allora parlare di droga senso ed ha un senso ai ragazzi perché da un punto di vista culturale leggere un libro magrini era spietata e codardo si parla di droga affrontare un magistrato che parla in maniera molto tranquilla no di quelli che sono le parole legate a valori della realtà della legalità affrontare anche che cos'è oggi la droga poi in continuo divenire e stato un progetto che ha visto no il territorio dice sostenuti no abbiamo fatto anche per le famiglie un incontro qui nel comune di riferimento nella nostra scuola ed era stato pronto proposto a tutte le scuole del territorio paul covit eco già bloccati per il progetto era quello questa è una cosa della quale vado fiera perché perché credo che abbia lasciato traccia quindi quando vedo un ragazzo dopo tanti anni sono proprio un progetto che bello sono loro a dirci se il progetto vale la pena farlo meno non siamo noi a doverci sponsorizzarono doverlo sponsorizzare quindi io penso che abbia lasciato traccia e me lo dicono me lo confermano i ragazzi negli anni e allora poi ormai stiamo passando verso la scuola secondaria di secondo grado è come è stato il passaggio dalla scuola di primo grado a quella di secondo grado tra l'altro anche un diverso contesto perché sei passata dal veneto alla toscana è insomma un po traumatico devo dirlo si 1 sotto l'aspetto non me ne vogliate 1 sotto l'aspetto della scuola dei materiali della poca presenza la poca cura che spesso trascuriamo i nostri edifici scolastici invece dovremmo renderli più belli del mondo ecco a padova c'è meno questa questa cosa loro amano pulito a malo e il servizio sia anche bello da vedersi lavorato in scuole nel territorio provando anche professionali che erano molto molto curati questo è un po mi ha fatto effetto dopo tanti anni quando ci si abitua anche ad un livello di decoro anche fa anche da aspetto bello delle scuole ma anche di quello che avevano dei materiali delle strutture dei laboratori ecco questo sì un pochino mi hanno scioccato e poi ecco aridi ii e di catapultarvi sono catapultata non è nessuno mi ha costretta però due quinte una prima box cosa faccio il primo clima guardare se forse non è calma vedrà ci riusciva c'è grande fiducia in me perfetta sconosciuta però con iniziato questa avventura ed è stata una di quelle sciocche e inutili che solo chi lavora professionale può capire o chi ci lavora per la prima volta shock emotivi sono quelli shock che a oggi con la taglia gambe private oppure scilly mani con la voglia di dire no io mi metto esse da ma con la sfida emotiva bella che fa crescere me ogni anno che spero dia loro qualcosa io sono arrivata a metà anno del primo anno con quella prima dove io letteralmente il bianco di che essendo tutt'oggi and roll e le piccole scimmiette impazzite loro non riuscivano a stare dentro un'aula non riuscivano a non erano scolarizzati probabilmente i loro anni ne sono passati nei corridoi delle scuole e questo è triste questo è triste e io sono arrivata a metà hanno aspettato osservato sono uno di quelli che poi pretende subito ed eravamo arrivati ad un numero di sospensioni che non avevo mai visto tra l'altro mi sono spaventata dal mend esorbitate che a metà anno quindi mi ricordo allora c'erano i consigli l'asse a dicembre io lasciai tutti a bocca chiusa quando disse posso sapere con i vostri con le vostre sospensioni che cosa avete ottenuto perché inizia a farlo anch'io se si ottiene qualcosa però se non si ottiene nulla e quindi questa cosa ha scioccato anche in rabbit hole di loro di milos costo per le rime però detto io e lo ceda sporcano in un altro universo e 4 progetto chiara nella memoria e allora il preside sfidato da me è anche un pochino sulle sue in maniera molto devo dire bella un preside che crede molto nella scuola e ha dato tanto e con dean andare tanto [Musica] professoressa visto che a questa voglia perché non realizza lei un progetto e io chiara mi sono messa giulia realizzato il progetto l'officina sociale è stato un progetto da visto i ragazzi di quella classe partecipare a partire dal secondo quali maestra a turno hanno lavorato con ragazzi e uomini affetti da disturbi psichiatrici loro non era in grado e sarà in classe quindi ho voluto mandarli in una sede dell'asl quindi a turno tre di loro invece nella scuola dalle 9 a mezzogiorno lavoravano presso questa sede facendo manutenzione e assistenza tecnica dello stabile ma condividendo la relazione a me andava che loro condividessero la grazia ed è stato un progetto che ti dico che ha fatto commuovere e tante persone ma perché quei ragazzi non erano più gli stessi dopo sei mesi i ragazzi sono tornati e non ero più distesi e io non pensavo potesse far loro così tanto bene ora sono uomini lavorano tutti sono sposati a cui sono sposati alcuni hanno anche figli è però per dirti cosa cosa ha dato il benvenuto a così un'idea detto buttiamo landi vediamo se si può realizzare ho chiamato il direttore della salute mentale di pistoia ho chiesto se la risposta da affrontare come questa esperienza è stata un'esperienza che tra l'altro documentata è quindi ce n'è traccia che l'hanno proiettata si reca a trieste a firenze in diversi convegni della psichiatria per vedere come cosa del genere fanno farlo bene fanno bene alla persona a tutti noi è stato ai ragazzi di quella classe hanno continuato il loro percorso scolastico quasi tutti sono arrivati inquilini che hanno preso la quinta se se se non tutti chiara è però quasi tutti non è mostrata una classe particolarmente ecco in questo è il visto l'abbandono quasi tutti si ok e in questa fase di secondaria di secondo grado come è stata la tua relazione con gli studenti cioè su cosa su quali elementi ha puntato per costruire una relazione con gli studenti che l'ironia ironia ironia ironia ironia autoironia e ironia quindi io credo che sia un toccasana per un'ironia colata non quella spicciola con la legata solo la relazione perché chiaramente non mettono mai al pari però non mi metto mai al di sopra quindi nel rispetto dei ruoli nel rispetto delle persone però nel creare in loro un intima convinzione che la creati cioè se c'è un problema possono posso parlarne c'è una difficoltà lecce e può dare una mano quindi nella relazione si fosse la risposta è cercare di portarli ad una relazione positiva cercare già sin dal primo anno di fare loro un gruppo ma la classe unirli gruppo coeso uscite se venisse a un importo a pranzo e cena da dicembre in poi e quindi questo fa gruppo questo fa presenza questo fa attenzione questo non è il docente che arriva un ora e va via certo non a tutti non tutti non so giudicando altri colleghi e quella di dio 118 però per me ne professionale è indispensabile e il car in relazione e in relazione si entra quando tu entri nella vita dell'altro c'è poco da fare e io entro quando me lo permettono e se me lo permette nelle loro vite non me le loro vite private ma nelle loro vite scolastiche e invece il rapporto con i genitori i genitori molto franca molto diretta anzi fin troppo però loro anche qui terreno fiducia cioè io le dico che sono questo è il mio modo di agire me lo dica se ci sono problemi difficoltà ne parliamo però ecco tutto improntato ad una fiducia e chiaro che poi con loro io prediligo il contatto quando sono coordinatrice della prima la terza poi dalla quarta la quinta e io paragoni ragazzi ritengo che sia indispensabile io chiuso sono dei piccoli adulti in quarta e quindi è fondamentale che la reazione anche didattica o di profitto di problematiche sia diretta a loro e non più ai genitori a meno che non ci sono cose eclatanti però ok ok ecco invece con i colleghi del dipartimento che tipo di collaborazione c'è grande scambio ora però è da dire una cosa che negli ultimi anni purtroppo abbiamo avuto una precarizzazione che anche dito di poterci ecco mettere in rete condividere materiali e organizzare il dipartimento finora eravamo più il ruolo negli ultimi sei anni per fortuna in questo anno abbiamo una diversa posizione di ruoli quindi morti sono entrati e condividono con questo percorso devo dire che per quest'anno il dipartimento a pieno regime anche veramente partimento è fatto da 10 che era 15 persone che muovono ma sono lì in presenza anche annuale non me ne vogliano i precari non è il fatto di non avere la possibilità però il fatto di non sapere se continuano meno in questione la fortuna c'è ed è una grande fortuna poter lavorare con loro ma non sono poter lavoro dico non condividere perché il lavoro polo fa ognuno nelle proprie classi ma quanti tra il materiale o dei colleghi e straordinari con i quali condivido verifiche scambi di opinione scambi di materiale la sto facendo questo progetto che dice oggi una collega mi ha chiamato che dice andiamoli a vedere però chissà se per la mia frase cerchiamo di adattare a tutte le situazioni e le varie possibilità progettuali che abbiamo a disposizione e di collocarle si 5 fondamentalmente facciamo squali allora in questo periodo stanno aumentando tanto gli insegnanti di sostegno sempre per rimanere sul tema colleghi ecco tu come ti relazioni con gli insegnanti di sostegno ne vorrei di più benissimo benissimo le vorrei di più per classe anche se non ci sono difficoltà problemi capisco dice il sostegno è per una problematica ma dovrebbero essere sempre presenti benissimo quest'anno ora da diversi anni devo dire che non avevo più docente di sostegno quest'anno finalmente è tornato un docente di sostegno per ora questo conoscendo ma mi trovo abbastanza bene è molto presente e partecipe e sento quando non c'è marras ne sento quando non c'è quindi vuol dire deludente e tanto tanto è una figura indispensabile nelle scuole per me ok ok ecco un'altra domanda se scritta un sindacato ecco quanto quanto valuti importante il sindacato nella tua attività lavorativa per ora io devo dirlo ma in maniera molto franca a zero nel senso che con tutte le problematiche ho avuto anche nel mio sito scolastiche sindacati mi hanno abbandonata però al di là di questo è un riferimento storico più che altro per me del sindacato di quello che è stato di quelli di lotte che ha fatto il sindacato anche verso la nostra categoria ahimè con dolore e devo riscontrare che meno bene anno negli altri e nero se ne cercano per colpendo avuto problemi proprio qualche anno fa anche no mi hanno dato una mano eppure si parlava di diritti negati o di cose di violazioni forti e me la sono cavata da sola però ecco avere il film ne avrebbe fatto piacere un sindacato cosa che in un'altra regione avrebbe ottenuto perché ho chiamato insieme a casa un'altra regione e io avrei ottenuto quindi non capisco cosa stia succedendo quindi dintorni e vorrei che ci fosse più attenzione perché poi chi solleva un problema ma non per criticare ma per costruire perché io sono una che muove critiche si però a volte alla costruzione della realtà e diritti non si negano e non si calpestano soprattutto quindi spesso ai membri sono dovuta cavare da sola perché torniamo ai cambiamenti normativi noi abbiamo già parlato un po della legge gelmini ora tu hai attraversato l'arrivo del 170 e poi della direttiva ministeriale sud est ecco come hai vissuto questa transizione in cui ci sono stati ben icona dei riconoscimenti dell'esistenza degli alunni con dsa e convesse e io sono contenta della 170 perché finalmente ha messo in atto un problema annoso per la scuola perché queste ragazze derivano tra virgolette etichettati e ti dico già che dieci anni fa erano in diversamente abili a livello linguistico quindi ho avuto delle certificazioni di allora si chiamavano gli però di ragazzi che potevano benissimo intraprendere la via appunto del del tsa del disturbo specifico di apprendimento io ho modo di capire come potermi comportare quindi strutturare un pdp in favore di quella che la criticità dell'alunno del momento ma soprattutto anche del momento che a rai perché poi un conto è avere una relazione ma io ho preteso negli anni delle relazioni fossero aggiornate risponde recuperi io ho avuto dsa gravissimi entrati in prima con forti problemi di dislessia discalculia che hanno fatto una eccellente ma dopo la dislessia si è ridotta notevolmente ho preteso la relazione finale di traslazione ha confermato quello che non si diceva da diverso tempo quindi è un rispetto della dignità umana sapere qual è la difficoltà non questo resta non voglio leggere allora un alunno riscontra in seria difficoltà e io non posso vederla e quindi non ricordando pensate quanti anni abbia in passato a pretendere delle cose di ragazze non erano in grado di poter fare di saper fare di mettere in pratica benvenuto 370 benvenuta se è anche quella di pes sì assolutamente sono i bisogni educativi speciali che meritano attenzioni e chiaro però che poi a singolo docente da solo ecco perché dicevo prima sarebbe bella veloce 17 sempre e classe sempre perché potrebbe seguire dp e tutti i diplomi sono ritrovate in classi con 12 15 cani di studio personalizzati non solo per ds adesso a livello di qualsiasi tipo no che poi magari sono stati dichiarati non veste del corso dell'anno poi succede di tutto un abbandono un lutto se yara al momento beh son all 1 poi succede di avere due alunni che arrivano direttamente da da carlo da tirana e arrivano sostituito e succede spesso eccoli anche una problematica quindi sono tante e tori cavano solo sul singolo docente che almeno un po attenzionare come vuole e io sono una di quelle che cerca di star dietro a tutti nella classe però con numeri vistosi 24 alunni allo scorso 29 30 non in una classe e chiaro che si fa fatica non si fa fatica ecco perché servirebbe qualcuno che affiancasse un esperto oppure qualcuno venisse ogni tanto perché è faticoso faticoso sta dietro a 12 pdp e quindi personalizzare l'apprendimento non magari la verifica però sappiamo bene che poi la verifica per un dislessico deve essere fatte determinato modo e che può accedere a delle conoscenze ad altre un po meno per difficoltà e poi ci può ritornare quindi su strumenti compensativi di misure dispensative di cui hanno necessità è un dovere per noi darle però a volte esprimo la difficoltà di fronte a 12 quindi perché che sono tantini effettivamente anche nella ultima classe che avevo c'era un numero del genere di pgp e allora tu mi hai detto che sei stata referente nelle scuole medie quindi ora la mia domanda è qual è il tuo coinvolgimento qual è stato il tuo coinvolgimento degli organi collegiali e poi oltre a queste esperienze delle media avuto altre esperienze come referente allora cerco di riattivare la memoria se parliamo dell'esperienza veneta sono stata praticamente per due anni disabilità te l'avevo già detto e poi ho fatto la referente della commissione intercultura quindi delle due quindi delle ragazze che arrivavano italofoni come università di trento organizzare un progetto pilota per attivare questi corsi e n 2 poi a livello regionale e hanno inserita dentro corsi di due per gli adulti perché poi ha avuto una breve parentesi anche del serale presso quell'istituto quindi ho fatto le terze medie sera ne e ho diretto dei corsi di lingua italiana per adulti quindi è stata anche quella esperienza insomma forte e bella e poi altri referenti sono entrata in consiglio d'istituto per la prima volta qui a passion su tutto secondario dove con la mia attività di docente sono contento questa collegialità alma ei 45 anni e il quinto invece come figura di referenti di educazione alla salute questo il quarto anno presso questo istituto cos'è che manca manca qualcosa mancano se altre referenze ci sono state di diverso tipo non ricordo no solo queste chiara però non ricordo se queste della ora sono ricreduti balzano alla salute ripreso l'istituto da quattro anni anche in un lavoro bello con la asd di concerto delle attività dei progetti ma non sono con l'asma che con persone che ho conosciuto negli anni esperte soprattutto in relazione gestione dei conflitti gestione tra pari questa è stata una bella avventura anche questa mi ha dato tanto tanto tanto quella della relazione dell'educazione alla salute e soprattutto mi ha messo di fronte a personale qualificato che mi ha saputo guidare indirizzare anche 10 e pensavo solo referente della radio del mio istituto insieme al mio collega dall'iri anni e abbiamo ho messo su questa radio nell'anno del lock down there primo da una radio che ha nella quale mi piace parlare perché credo che siamo un utile strumento per i ragazzi se ora c'è da rifare la redazione siamo quasi al completo per la nuova avventura ecco quanto o quanto ti sembra efficace ora con per come è strutturata verso il consiglio d'istituto in che senso ha un livello di quello che fa concentus i chip e potrebbe far tanto consiglio d'istituto potrebbe far tanto ea tutte le componenti utili a modificare anche la scuola a portare nella scuola e giuste misure necessarie quindi potrebbe arricchire la scuola e metterla nella sua centralità avendo gli studenti con rappresentarli genitori come rappresentanti parti docenti è utile come strumento è utile può fare tanto poi sai bisogna conoscere bene anche il ruolo di uno va intraprendere dentro quell organo collegiale come gli organi collegiali come il collegio docenti m una pecca che riscontro in questi anni che deleterio facondia telematica cioè questo voglio sottolinearlo perché collegi in via telematica sono dannose non fanno crescere nessuno se non una burocrazia immensa che non ha fine e non portano noi in relazione assoluta assolutamente quindi gli ultimi due tre anni questo terzo anno di college online e stamane quando il collegio perché è una cosa che non ci mette in relazione le ho vissuto dei collegi magnifici vedere le persone alzarsi e andare prende il microfono parlare e scambiare e presenza questa è totale assenza scusate il ma dico la verità consiglio di istituto meno sono meno persone con più di 200 persone 185 190 quanti siamo e cosa molto triste ok stiamo andando verso l'argomento cobit pandemie lockdown nei quali sono stati cioè come affrontato te la didattica in tempi di locman e cosa vedi che sta lasciando come ricadute tutto il lodo è tutta la pandemia che abbiamo vissuto anche le zone rosse che abbiamo vissuto sui ragazzi sulla scuola io penso che i ragazzi non abbia fatto bene loro quando ne narrano ne parlano vivono solo ripercorrono la sofferenza che hanno vissuto chiara perché l'hanno vissuta e dicono quelli chiaramente non è scuola ma questo lo dico anch'io sono comunque il momento storico così particolare drammaticamente forte per tutti noi non ci siamo dovuti reinventare da una prima fase che non si sapeva cosa fosse ecco a me è venuta ti dicevo prima il colpo di genio della radio ma per mettermi in contatto con loro necessità di sapere loro cosa provassero cosa sentissero e di buttare argomenti che potessero invece ride star di tirarli fuori da quel buio è stato sono stati anni di tenebre e adolescenti alcune delle scienze hanno presto parte della loro adolescenza vera e bisogna dire che dal buio o comunque dai momenti tristi spesso viene fuori bello perché deve venire fuori bello anche dalla sofferenza quindi per me il bello la radio per me è bello e vederli atti di eco partecipi però li vedo tanto affaticati da non aver fatto quelli faticano a relazionarsi di nuovo fatica a stare a scuola faticano nelle consegne faticano molto hanno trovato il bello anche cosa è difficile dirlo difficile per me dare da parte loro è dalla mia parte ti inventi nuove strategie i podcast utilizzato i podcast antissime ho utilizzato pillole di letteratura per il ripasso del mela nascosto per la per l'esame di stato avevo promesso loro che se avessero studiato almeno otto autori di quelli proposti sarebbero arrivate nei miei pillole in cuffietta perché il popolo del cuffiette merita di avere anche quello quindi mi sono inventata avevo fatto i trailer non solo di letteratura ma vi di diversi argomenti per classe un po più basse come le seconde le terze quindi abbiamo lavorato sui grandi facendo un trailer e loro hanno completato abbiamo lavorato su un percorso sulla follia e non hanno completato in radio con il rap insomma cerchi di fare quello che poi farà al meglio sperando di aver dato loro piccole pillole di saggezza o se non di saggezza di riconoscenza di conoscenza di curiosità voce eco e ragazzi vanno incuriositi vanno portati lentamente i nostri sappiamo con tutte le loro difficoltà a dire ce la fai e ce la farai aprire un libro la cosa bella prendino è bello e allora piano piano piano piano questa lunga costruzione può portare alcuni di loro perché no a crederci se vi state l'anno scorso è stato a riguardo in esame gli stata una scossa è stata emozionante vedere questi piccoli di prima arrivati in quinta in un momento tragico che hanno dato il massimo di loro stessi ma con un empatia altissima e con una voglia di dare a loro stessi in massa non potevano dare io penso che ci siano riuscite sì ho detto allora la fine che era orgogliosa di loro perché hanno fatto delle cose troppo belle sì bello no e allora io ti diventi chiedere un ultima cosa prima di concludere l'intervista secondo se la scuola come è strutturata adesso riesce a sollevare almeno ad attutire le disuguaglianze sociali e cosa potrebbe fare herat dirle è questa la domanda delle domande eh si cari ma neanche con i device abbiamo visto cosa è successo a noi device che sono arrivati l'anno scorso dove non arrivare un certo numero i nostri ragazzi alcuni non hanno mai non ricevute device e dico però non avevano la linea che vuoi fare pelli non potevano connettersi o che il device è arrivato ma dei suoi con gli altri sociali sono un problema appunto sociale che investe la scuola ancor di più che ha cercato di colmare come poteva e noi come docenti li abbiamo raggiunti tutti ecco io ho avuto solo un obiettivo raggiungerli tutti come potevo e ho utilizzato i canali diversi quelli non convenzionali perché di diritto di diritto di diritto dovevano avere la lezione quindi utilizzato forzata quando potrebbero utilizzato una stampa incrociando degli alunni raggiungendo o utilizzata da un vecchio computer ad ora che non c'è la rete si è cercato di fare il massimo ma molti miei colleghi hanno fatto a te canzone tanti tanti diverse però le disuguaglianze sociali a scuola non è in grado di colmarle le colmiamo facciamo fatica ma proprio come società spesso ecco perché io penso che se un problema proprio danni da rivedere sotto un punto di vista politico sociale reale perché presenta è presente la nostra scuola ne è un esempio eclatante nuovo di quelli che sono gli appena le ragazze dobbiamo conosce per sapere dove ci possiamo spingere con loro questo può essere un obiettivo non chiara quindi quello di dire ok io fintato mi posso spingere con te io non ho un libro o che non deve occupare gotico la foto e porta la fotocopia cerchiamo di colmarle come possiamo cercando di fare il meglio per ora è così ai m se da dire ma è quello che che io faccio ogni giorno cerco di non spinge per me tanto oltre quando un video che non posso però esistono esistono non li mettiamo in mostra per non farle vedere e non è giusto per loro per un'età così particolare che loro vedono questo però mi fa rabbia perché se io vedo che il mio mancato cento dell'anno scorso deve andare a lavorare per la famiglia non fare l'università e guardano negli occhi e dire tu non ti preoccupare che ci saranno tempi migliori per te e tu arriverai però vederlo lavorare ora per me capito ecco questa ne ma non è una diseguaglianza sociale lui negli occhi con gli occhi lucidi guardarvi dice raiola devo fare questo devo lavorare però ecco come lo colmata ecco io spero che quel ragazzo tra qualche anno verrà generata direbbe schema università ora sono in grado di farlo è capito compatta con il lavoro e sono sicuro che lo farà spero anch'io io ringrazio molto epa per l'intervista e sono siamo anche tutti gli ascoltatori io ringrazio te chiara per il tuo lavoro e la tua passione per quello che fai e ringrazio anche l'università per avermi dato questa opportunità un abbraccio che ha buona serata grazie anche a te

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L’intervista, della durata di 1:18:08 (link: https://www.youtube.com/watch?v=MYczly7PxHc), affronta le memorie professionali di Eva Creati. Nata e cresciuta in Abruzzo, ha frequentato l’Istituto magistrale di Teramo e ha conseguito, successivamente, una laurea in Lettere presso l’università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti. Come rievoca nell’intervista, la sua prima esperienza nel settore è stata come educatrice della prima infanzia: nel 2000, infatti, ha inaugurato con un’altra persona un asilo nido che gestisce per due anni. A questo proposito, ricorda una progettualità educativa estremamente scaglionata e incentrata sulle attività concrete, sulla manipolazione e la scoperta degli oggetti (Catarsi 1997). Contemporaneamente, vince le selezioni per entrare nel terzo ciclo della SISS (la Scuola di specializzazione all’insegnamento secondario, biennale), in quegli anni il canale per conseguire l’abilitazione sulla disciplina e la specializzazione sul sostegno. Come ricorda più avanti, il rapporto candidati/posti disponibili nella sede universitaria in cui ha sostenuto i corsi (l’Università di Padova) era di circa uno a due: le prove selettive comprendevano una batteria di domande a crocette, una prova scritta e un orale. Ha usufruito di una borsa di studio per la frequenza dei corsi, che richiedevano una percentuale di presenza del 75/80 per cento e la cui gestione, contemporaneamente a quella dell’asilo nido, si è rivelata complessa. Al termine del percorso, ha conseguito le abilitazioni per insegnare lettere nelle scuole secondarie di primo e secondo grado. 

Conclusa l’esperienza dell’asilo nido, si è iscritta nelle Graduatorie provinciali, prima a Novara – provincia poi risultata satura a causa di una riforma amministrativa intercorsa in quei mesi – e poi a Padova, dove ha cominciato a insegnare, con qualche supplenza breve, nel 2002-2003. Il conseguimento della specializzazione del sostegno, avvenuto l’anno seguente con un corso annuale ad accesso libero per chi avesse completato la SISS, le ha consentito, dall’a.s. 2003/04, di lavorare con contratti annuali nelle scuole secondarie di primo grado. Il periodo di preruolo, in cui è stata insegnante di sostegno nelle scuole secondarie di primo grado, è durato fino all’a.s. 2005/06. Di questi anni ricorda soprattutto il coinvolgimento intellettivo nel relazionarsi con studenti con disabilità e nel lavorare sulle loro zone di sviluppo potenziali. Entrata di ruolo nel 2006 come insegnante di italiano in una scuola di primo grado a Cittadella (provincia di Padova), ha lavorato qui fino al 2011, quando, trasferendosi in Toscana, ha chiesto il passaggio di ruolo nelle scuole secondarie di secondo grado. Del periodo trascorso a Cittadella sottolinea soprattutto l’anno di formazione e prova, da lei giudicato estremamente stimolante in quanto svolto con una tutor qualificata e con colleghe che, rispetto a lei, vantavano un periodo di preruolo molto prolungato. Tra le metodologie didattiche adottate, ricorda soprattutto il cooperative learning e il brainstorming, il cui utilizzo discendeva dagli insegnamenti ricevuti alla SISS (Cottini 2017).

Di questo periodo menziona il ruolo, a suo dire profondamente negativo, che la L. 169/2008 (cosiddetta “Legge Gelmini”) ha esercitato sull’organizzazione scolastica, e in particolar modo sugli istituti professionali, il cui monte ore settimanali è stato drasticamente diminuito da quaranta a trentadue. Positivi invece i giudizi sui cambiamenti esercitati dalla L. 170/2010 e dal D.M. 27 dicembre 2012, che hanno introdotto strumenti compensative e misure dispensative per alunni con DSA e BES.

La parte successiva dell’intervista si concentra sulla sua esperienza nell’Istituto professionale di Pescia (provincia di Pistoia) presso cui lavora dal 2011. Ricorda l’impatto con la realtà del professionale come uno shock emotivo, in cui “o fuggi a gambe levate, o ci rimani, con la voglia di dire no, io mi metto in sfida” (m. 50.50 e ss). Secondo Creati, a marcare la realtà toscana rispetto a quella veneta, vi è anche una carenza nelle strutture scolastiche, nelle attrezzature, nei laboratori. In questo contesto ricorda, nell’a.s. 2011/12, un’esperienza con una prima professionale abbastanza problematica, il cui rapporto con il mondo scuola è cambiato quando gli studenti sono stati coinvolti in un progetto con il Centro di Salute Mentale e hanno lavorato per sei mesi a contatto con persone diversamente abili. Rientrati nel percorso scolastico, la maggior parte di loro ha conseguito il diploma, con tassi di abbandono minori rispetto a quelli mediamente riscontrati nel segmento.

Nel concludere l’intervista, Creati si sofferma sulla difficoltà per la scuola di poter sanare le disuguaglianze sociali, che “esistono esistono non le mettiamo in mostra per non farle vedere e non è giusto per loro che sono in un’età così particolare vedere questo però mi fa rabbia perché se io vedo che il mio mancato cento dell’anno scorso deve andare a lavorare per la famiglia e non fare l’università e guardarlo negli occhi e dire tu non ti preoccupare che ci saranno tempi migliori per te e tu arriverai” (m. 1.16.47) (Boarelli 2018).

Fonti

Fonti bibliografiche:

M. Boarelli, Contro il merito, Roma-Bari, Laterza, 2018.

E. Catarsi, Nascita e sviluppo degli asili nido in Toscana, in Catarsi E., Faenzi G. (a cura di), Asili nido e nuovi servizi per l’infanzia in Toscana, Junior, Bergamo, 1997.

L. Cottini, Didattica speciale e inclusione scolastica, Bologna, il Mulino, 2017.

 

Fonti normative 

Legge 30 Ottobre 2008, n. 169, Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137, recante disposizioni urgenti in materia di istruzione e università (GU Serie Generale n. 256 del 31-10-2008), permalink: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2008/10/31/008G0198/sg 

Legge 8 Ottobre 2010, n. 170, Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico, (GU Serie Generale n. 244 del 18-10-2010), permalink: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2010/10/18/010G0192/sg

 

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