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"se non hai l'empatia le tue conoscenze sono campate in aria". Memorie di una maestra

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Editore:
Dipartimento di Formazione, Lingue, Intercultura, Letteratura e Psicologia dell'Università degli Studi di Firenze
Luogo di pubblicazione:
Via Laura, n. 48, 50121, Firenze (Italia)
Codice ISSN:
2785-440X
Autore della scheda:
DOI:
10.53221/1475
Scheda compilata da:
Chiara Martinelli
Pubblicato il:
27/02/2022
Livello scolastico:
Scuola primaria
Data di registrazione dell'intervista:
29 dicembre 2021

Indicizzazione e descrizione semantica

Identificatori cronologici:
1990s 2000s

Buongiorno mi chiamo Maria Gaetana Ho 44 anni sono nata il 18 febbraio del 1978 in un piccolo comune della Basilicata Tricarico provincia di Matera i miei studi Sono stati prettamente classici ho studiato presso l'Istituto Gesù eucaristico di Tricarico un istituto gestito da suore e sono diventata insegnante nel 96 ho frequentato l'anno integrativo e mi ha permesso di accedere all'insegnamento dell'infanzia bene Perfetto Grazie Maria Grazie per la tua presentazione Ti ringrazio anche per aver accolto l'invito a partecipare al progetto memorie visto che ci hai parlato dei tuoi studi e professione vorrei vorremmo un attimino vorrei che te approfondisce a proporre poi approfondire questa le motivazioni diciamo le Quale motivazione quale sono state le cause per cui hai deciso di intraprendere questa questo bel percorso sin da piccola ho avuto sempre una grande ammirazione per la mia insegnante della scuola primaria e ancora oggi ho contatti con lei e devo ringraziarla per quello che sto per come mi ha insegnato ad amare l'insegnamento è stata più che un insegnante una mamma è a 360° lo stimata sin da da piccola è già dalla terza elementare io sapevo quello che volevo volevo diventare un insegnante brava come lei non solo perché lei riusciva a trasmetterci quello sapere ma non riusciva a fare in un modo eccezionale ti faceva innamorare di ciò che dicevi di ciò che diceva è per cui per me è stata un'icona e ho voluto intraprendere le sue orme proprio perché volevo diventare come lei Volevo prendermi cura dei bambini e di trasmettere tutto ciò che avrei imparato con il tempo e con l'esperienza perché come mi diceva sempre lei è più facile insegnare a un bambino che ha un adulto e i bambini come tu sai sono delle anime pure che riconoscono subito quando un insegnante Fa bene il suo mestiere Ecco questo è stato il mio segreto prima di insegnare io cerco di conquistarmi i bambini perché i bambini devono fidarsi di te e non appena hai raggiunto questa questo connubio è più facile trasmettere emozioni Certamente sì sì esatto ovviamente diciamo arrivare raggiungere Questo obiettivo è dovuto compiere degli studino per potresti parlarci un attimino di cosa e come sta sulla tua il tuo percorso formativo Si purtroppo Io provengo da una famiglia benestante e mio padre non vedeva di buon occhio che le figlie potessero viaggiare per intraprendere degli Studi fuori dal paese per cui per mia grande fortuna Io avevo questo Istituto che appunto formava gli studenti a diventare insegnanti Quindi io conseguito un diploma nel 96 che mi ha permesso di accedere all'insegnamento senza andare all'università Questa è una pecca Mi dispiace moltissimo però purtroppo all'epoca il volere dei genitori era qui Quindi ho fatto 4 anni più l'anno integrativo dal secondo anno non mi ricordo e andavamo presso le scuole primarie sul territorio a fare tirocinio e quindi è stato per me molto importante E per concludere la mia formazione perché come ti ho detto prima io non avevo dubbi Io nella vita volevo diventare insegnante poi nel 96 c'è stato questo concorso ho partecipato e ho vinto e però poi ho dovuto intrapreso ho dovuto lasciare questo sogno Perché e quando ho frequentato le scuole superiori avevo delle insegnanti suore che un attimino mi hanno fatto perdere quella che era la mia strada e quindi poi nulla nel 96 ho deciso di abbandonare questa mia passione e intra prenderne un'altra e infatti ho vinto anche un concorso da ispettore di polizia sono stata a Roma È solo che poi alla visita medica fu scartata e quindi poi nulla Sono ritornata al mio paese e sono stata accolta di nell'istituto dove avevo studiato e ho iniziato ad insegnare i bambini dell'infanzia questo è durato per circa 2 anni poi nel 2001 mi sono sposata e sono venuta qui a Firenze Ha iniziato a essere chiamata come supplente e nel 2007 Sono arrivata presso l'Istituto suore Serve di Maria Santissima Addolorata dove dopo un anno tra virgolette di Gavetta era una dopo L'anno dopo ho subito avuto la cattedra e Attualmente lavoro sempre in questo Istituto ho capito benissimo Maria potresti un attimino approfondire Perché diciamo mi ha fatto riflettere il fatto che all'inizio se hai detto che comunque nei tuoi studi elementari pensano queste diciamo le suore che hanno coinvolto ti hanno portato comunque ad avere questo sogno giusto Sì ho avuto ti ha portato ad avere questo sogno però successivamente invece finisce un po' e sogno è andato un po' a scemare un po' Sì la cosa che mi ha frenato è stata appunto vedere come loro si comportavano in maniera molto fredda con gli studenti c'era sempre questo distacco Io sono l'insegnante E tu sei L'alunno è questo questo mi ha fatto perché io pensavo che ci fosse comunque sia una continuità perché oggi dopo 15 anni di esperienza posso affermare che la scuola deve avere un contatto diretto con la famiglia perché se un bambino all'interno della famiglia ha dei problemi Si ripercuotono sull'insegnamento infatti i partecipanti a un corso si chiama chiamava corso ruler Dove appunto diceva che un ambiente sereno facilità l'apprendimento per cui se un bambino a casa vive dei disagi e di conseguenza si ripercuotono su di insegnamento Quindi tornando indietro io non capivo questo distacco che avevano e le mie insegnanti suore nei Non cercare di capire quelli che erano i problemi reali degli impegni di noi studenti e di come si potevano ripercuotere sul sull'insegna Non ho mai cercato di capire perché ad esempio uno studente il giorno prima non avessi studiato c'era l'interrogazione non avevi studiato due invece io cerco sempre di fare il contrario cerco sempre di capire perché il bambino non ha studiato perché sicuramente ci sarà stato un motivo che glielo ha impedito Quindi io do sempre fiducia cerco sempre di parlare con loro di farmi raccontare quello che è successo per poi cercare di aiutarlo e devo dire che questo metodo mi aiuta tanto e mi permette di instaurare un buon rapporto con i miei che è un rapporto basato sulla fiducia perché se non hanno studiato il giorno dell'interrogazione io do sempre la possibilità di recuperare il giorno dopo Perfetto Sì sì questa parte è molto importante e creare anche dei rapporti soprattutto e stabili no come dici te la fiducia è importante Maria sei accennato se non ho capito male che hai iniziato con l'infanzia giusto Sì io ho insegnato all'infanzia per quasi un anno e mezzo e poi avevo capito che a me piaceva trasmettere nozioni mio sapere perché mi ricordo C'era questa mia professoressa di italiano che prima di parlare Ti faccio un esempio di Alessandro Manzoni lei ci raccontava quello che aveva fatto il giorno prima da lì catturava la nostra attenzione per poi arrivare ad Alessandro Manzoni quindi le strategie Ei metodi che gli USA più o meno se ricordi Allora uno è sicuramente questo lei cercava questa mia professoressa di lettere cercava di a tirarci perché aveva questo modo di parlare molto semplice non usava mai dei termini difficili e di cui noi non conoscevamo il significato ci appassionava proprio ascoltare i suoi racconti e poi senza che noi ce ne accorgeva mo ci riproviamo appunto a studiare Manzoni ma in realtà Eravamo partiti da quello che le aveva fatto la sera prima Ecco questo è un modo di dire approcci all'insegnamento che a me piace moltissimo ed è quello che utilizzo anch'io parto sempre da un racconto da quello che mi è successo e la mattina prima di arrivare in classe e poi collegarlo alla lezione che devo spiegare ho capito bene 1 settembre una bella strategia anche per così crei un po' di curiosità inizialmente mi puoi mancare strategia che io uso e quella di non far sentire nessun bambino escluso di cercare di trattarli tutti allo stesso modo si sa ogni insegnante alle sue preferenze però è bene che l'insegnante quando è professionale Non non le faccia notare quindi io cerco di essere attenta a tutti i bisogni di ogni studente perché in una classe è normale Ci sono 23 studenti che provengono da famiglie diverse costumi tradizioni diverse quindi in classe è difficile puoi parlare una sola lingua uguale per tutti quindi io cerco di fare questo cerco di non farli sentire a disagio di non farli sentire inferiori è normale che ognuno ha le proprie difficoltà ma io cerco di Ognuno di loro sempre un lato positivo e Ditemi un bambino non riesce a esporre un argomento orale so che si sente male Allora io cerco di trovare quello che magari un una sua dote e valorizzarla farlo sapere agli altri fanno sapere alla classe così da sentirsi partecipe di essere accettato dal gruppo classe tutte le scuole italiane pubbliche o private Comunque diciamo come dici te abbiamo una multiculturalità e in tutti i sensi linguistica ma anche culturale e quindi è da tenere in conto anche questo Maria Però allora per quanto riguarda Tenerife iniziato con l'infanzia però dopo l'IKEA il proseguito con le elementari Giusto Sì esatto Quando sono arrivata a Barberino nel 2001 ho iniziato con delle supplenze insegnavo lingua italiana in una classe testa e poi da lì nulla Mi sono appassionata e ho deciso di rimanere alla primaria Però contemporaneamente aiutavo la scuola dell'infanzia di Barberino a preparare i lavori durante le varie festività e poi nulla nel 2007 avevano bisogno di un insegnante doposcuola lista in questa scuola di Campi e nulla Sono andata dovevo supplire un anno un insegnante che e poi invece eccomi qui sono passati 15 anni e insegna ancora in questo Istituto magnifico vuol dire che tu lavoro [Musica] eccellente E comunque vedi le cose che più o meno e dicevi che hanno coinvolto intraprendere questo percorso alla fine le APT anche no da un certo punto di vista però volevo chiederti Maria perché io non intendo Magari anche un contesto diverso me li parliamo di questa interculturalità e ma anche culturalmente l'educazione in Italia è diversa magari rispetto al mio paese Vorrei un attimino capire il ruolo te come insegnante di ruolo questa cosa perché sia mai i colpi sul passato per la testa l'hai fatto non l'hai fatto Mi potresti parlare un attimino di questa cosa non ho capito bene la domanda so che qui c'è l'insegnamento che all'inizio Insomma si parla di precario o insegnante di ruolo no Quindi te come sei diciamo da questo punto di vista e o statale o privato quindi la tua scelta Non gli diciamo di rimanere diciamo Allora la Io ho lavorato sia nel pubblico che nel privato e posso dire che sono due mondi diversi non separati io ho avuto una bruttissima esperienza nella scuola statale perché quando gli ho insegnato in questa terza elementare non mi sentivo libera e per me l'insegnamento in libero mi veniva detto quello che dovevo fare di rimanere al pari passo con tutte le altre terze di limitare Comunque sia quelli che erano i miei e quindi questo non mi è piaciuto invece della scuola dove insegno ora è un insegnamento libero io sono un insegnante prevalente insegno tutte le materie e ed è una crescita e c'è una continuità nel senso Ti faccio un esempio se io devo spiegare che ne so l'area in geometria e l'ora dopo geografia io non non faccio geografia per concludere il concetto sull'area quindi non rispetto quelli che sono i termini quindi cerco di approfondire al meglio quello che è l'argomento invece dall'altra parte no non riuscivi mai a concludere una lezione perché comunque sia anche un'ora da 60 minuti non bastava perché non puoi entrare in una classe e dire oggi spieghiamo l'area come ti di prima devi cercare di catturare prima l'attenzione dei ragazzi perché comunque sia quando devi spiegare dei concetti che hanno bisogno di più attenzione Ci vuole del tempo quindi dalla nello stato almeno per quanto l'ho vissuta io questa esperienza non è stata un'esperienza molto positiva mi sentivo limitata e non mi sentivo libera nell'insegnamento ho capito bene e parlando di queste limitazioni tutte queste la scuola statale e ci sono immagino estate anche diciamo dei cambiamenti no a livelli livello anche legislativo livello di noi medi9 come dirci provvedimenti scolastici questa quest'aspetto come come lo hai vissuto Maria Allora il purtroppo c'è sempre stato questa distinzione tra scuola pubblica e scuola privata Purtroppo prima l'idea di scuola privata era un'idea di mandos figlia alla scuola privata perché ho i soldi e invece non è così perché comunque sia tu lo sai uno del degli articoli della Costituzione Italiana deve garantire il diritto allo studio quindi secondo me non ci dovrebbero essere delle difficoltà delle differenze tra scuola pubblica e scuola privata perché comunque sia sono due strutture che hanno lo stesso scopo formare i ragazzi ad essere cittadini del domani invece ancora oggi si parla di distinzione se sei di ruolo e lavoro in una scuola pubblica Secondo me a mio avviso Ti culli perché comunque sia hai un'entrata una hai un posto congelato dall'altra parte se lavori in una scuola privata bene o male sai che se quella scuola non dovesse più ricevere aiuti da parte dello stato tu Rischi di rimanere in mezzo ad una strada però ecco sono due realtà completamente diverse perché la scuola privata secondo me è più attenta a quella che è la formazione di ogni singolo studente e più attento proprio perché a un ristretto numero di studenti invece in una scuola statale anche un istituto piccolo si parla di quattro 500 studenti per cui è sempre quel rapporto molto distaccato anche scuola famiglia È un rapporto molto lontano Invece da noi essendo una realtà molto piccola si cerca di stare attenti e di prestare attenzione ai bisogni degli studenti alle richieste delle famiglie cercare di aiutarli di andarle incontro di offrire dei servizi migliori Ho capito però comunque sia se mi puoi aiutare a chiarire diciamo questo concetto i cambiamenti legislativi o me a dire la riforma Gelmini Comunque per coinvolgere anche la scuola privata giusto Sì allora ogni ministro che passa l'abbiamo visto anche l'ultimo ministra Azzolina cercano sempre di non prestare attenzione a quelli che sono realmente bisogno di ogni insegnante cioè noi insegnanti siamo costretti a lavorare senza risorse senza materiale ama a prescindere dall' aumento dello stipendio noi abbiamo il contratto nazionale fermo da non so quanti anni gli insegnanti non ricevono un aumento da più di 12 anni e siamo costretti a lavorare con le nostre risorse quindi non ci viene non ci viene dato il materiale didattico e quindi noi dobbiamo acquistarlo non ci vengono riconosciuti i nostri diritti e perché comunque sia molti pensano che il lavoro dell'insegnante si conclude con tre mesi di ferie ma questo non è vero perché comunque sia oltre al nostro orario ci sono collegi e riunioni interclassi consigli e questo la gente non lo vede ma non solo il nostro è un lavoro che non finisce quando suona la campanella perché quando io torno a casa quaderni da correggere lavori da preparare il programma da sistemare per cui nostro eh non è un lavoro è una missione e si è fatta con il cuore I risultati si vedono per cui secondo me i ministri che passano non dovrebbero scendere non in piazza ma nelle scuole per vedere quelli che sono i bisogni degli insegnanti perché tu non puoi pretendere di formare degli studenti senza risorse e quindi a partire da su Diciamo che ricordi o comunque Quale di questi cambiamenti diciamo no a livello legislativo colpito magari in maniera positiva Però in maniera anche diciamo negativa uno che tu particolarmente l'abbia sentito allora ad esempio quello che mi è rimasto impresso è stato quando due anni fa a causa del covid 5 marzo e la sospensione delle attività didattiche è il ministro che era in carica quell'anno ha pensato bene di continuare con la Dad con questa didattica a distanza che a mio avviso non è servita un granché perché comunque sia la scuola in primis e socializzazione quindi con la Dad molti studenti che erano indietro Sono rimasti ancora indietro Quindi a me dispiace ma gli studenti che in quei due anni hanno fatto scuola quella Dad le lacune se le porteranno fino alle superiori perché è impensabile attraverso un monitor fare lezione con 20 studenti ho capito puoi anche non lo so hanno prestato attenzione ai banchi i famosi banchi con le rotelle che poi si sono rivelate un buco nell'acqua perché a parte il costo esoso di questi banchi Sono ancora ammassati negli scantinati invece un avviso dovevano dovevano occuparsi del materiale il materiale didattico è quello che serve a noi insegnante è come muratore che va alla partita a lavorare deve costruire e non a scuola né nessun tipo di materiale per cui Ecco dovrebbero un attimino gestire il materiale in maniera diversa e come si fa non lo si può fare così con delle bisogna scendere in campo bisogna andare scuola per scuola e cercare di capire quelle che sono le esigenze perché non possono essere le stesse esigenze per tutti Io ti parlo tipo una scuola piccola come campi non può avere le stesse esigenze di una scuola che è su un territorio della Lombardia nettamente o Maria tornando invece al discorso delle strategie didattiche didattiche te ne accennato e diciamo questa approcciarsi inizialmente con la lettura un discorso con gli studenti per dopo diciamo entrare nell'argomento Ma le tue strategie didattiche nel tempo Comunque sono mutate son cambiate hai avuto il bisogno di cambiarne o ti sei trovata bene e quindi hai mantenuto diciamo l'approccio è una differenza che ho notato da Quando iniziate ad insegnare nel 2007 ad oggi è stata la famiglia Io fortunatamente ho sempre avuto delle famiglie che mi hanno sostenuta perché hanno capito che il mio non è un lavoro ma è una missione perché sanno e si sono resi conto che io mi sono presa sempre cura dei loro figli Però appunto Ecco la famiglia nella scuola gioca un ruolo molto importante quindi il bambino se non si sente diverso se si sente accettato e se si sente considerato dall'insegnante Che cosa fa lo riporta a casa gli portandolo a casa La mamma sta e vede che il bambino è tranquillo e sereno Quindi automaticamente la mamma a prescindere da quello che la maestra insegnerà a Just email è perché sa che il bambino in quelle ore che a scuola con l'insegnante è tranquillo invece mi sono accorta che se il bambino riporta a casa così diverse tipo che la maestra ha preferisce un'altra che non l'ha considerato Allora la mamma Questo risentimento e quindi poi si crea questo clima che non ti permette di lavorare e di andare avanti Quindi come ti dicevo prima io cerco di conquistarmi prima tutti i bambini perché una volta che ti sei conquistata tutti i bambini automaticamente ti sei conquistata anche i genitori e conquistando ti i genitori Riesci a fare un lavoro incredibile Perché riesci ad avere il loro aiuto e se ci sono dei problemi e delle difficoltà Loro sanno che tu sei lì per risolverli infatti a me è capitato un anno di avere in classe una bambina di 10 ca 10 anni fa il tema della dislessia era ancora quasi un tabù si pensava che la dislessia era una malattia E io invece cercato di trovare le parole migliori per poterlo dire alla mamma come se qualcuno lo dicesse a me di mia figlia quindi in quel caso non sono stata più una un insegnante ma sono stata quasi una mamma e con lei abbiamo fatto un percorso meraviglioso Perché lei mi ha lasciato carta bianca perché io avevo detto che era arrivato il momento che tutta la classe venisse a conoscenza di quello che era il disagio della bambina perché gli altri bambini non si rendevano conto perché io non usavo la penna rossa ma usavo la penna verde perché non la facessi leggere quindi i bambini se ne erano accorti e quindi noi la io portai una scatola con della sabbia e con dell'acqua e e chiamarmi un bambino a scrivere qualcosa su questa sabbia con un bastoncino e io di proposito gli versavo l'acqua e lui mi guardava e mi diceva la maestra Ma me l'hai cancellato e così due tre volte e io Guardate la mente di questa bambina è come la spiaggia ogni volta che lei scrive una parola è come se L'onda del mare nella cancellasse e lei deve scriverla sempre come se la schifezze come la sera si veste per la prima volta io non lo so che cosa hanno avvertito ma si sono si è creata questa questo gruppo collaborativo di tutti i ragazzi nei confronti di questa bambina è e poi è cresciuta anche lei perché anche lei non si è sentita diversa ma si è sentita accettata Quindi abbiamo poi cercato di valorizzare quella che era la sua dote perché era una bambina molto brava nel disegno Infatti quando c'era da fare qualche disegno per la classe chiamavamo sempre lei e tutti chiamavano lei ma non pensavano non hanno mai pensato che io la trattarsi in maniera diversa con delle preferenze come hai detto prima valorizzare la capacità l'altro no Quindi questo caso alla bimba Se lavori così la loro autostima non va giù perché ognuno io spiego sempre che ognuno di loro ha una propria dote anche se non qualche bambino non eccelle nello studio ma sicuramente nella vita farà qualcosa per cui è portato quindi non importa se oggi non ho preso 10 e poi anche della valutazione come mi Come dicevamo prima Gelmini le nuove valutazioni anche le ultime che sono state introdotte hanno tolto il numero non ci sono più valutazioni numeriche ma ci sono queste diciture Ecco io su quel discorso sono molto contraria perché se io come insegnante di matematica insegno una matematica quantistica Il bambino sta che al 10 corrisponde un valore Maggiore rispetto a un 5 io questo ho sempre cercato di spiegare i bambini che loro non sono dei numeri non hanno un valore e che ognuno di loro sta Cioè solo loro stanno Quanto valgono e non è un numero che lo può definire ho capito benissimo Per quanto riguarda invece Maria adesso puoi mettere andiamo se hai parlato del rapporto bambino quindi alunno e famiglia per quanto riguarda invece è il rapporto con i colleghi e collaboratori come come l'hai vissuto in questi anni Allora fondamentalmente penso di avere un buon rapporto con con tutti i miei colleghi ho sempre cercato di instaurare un buon rapporto con loro Proprio per per lavorare in maniera serena e e soprattutto per dare un forte segnale i ragazzi perché non è bello quando un uno studente vede che ci sono degli scherzi tra gli insegnanti e lo vedono subito non è vero che sono delle spugne che assorbono i bambini percepiscono a pelle quelle che sono le situazioni e anche da lontano loro riescono a vedere se c'è qualcosa che non va perché e poi si fanno delle domande quindi ho cercato sempre di mantenere con tutti i miei colleghi un buon rapporto e questo rapporto diciamo per tempo con tutti questi cambiamenti ma anche passare il passaggio diciamo una scuola ad un'altra Insomma detto il lavoro quello che hai risposto in questi anni Comunque hai visto che hai notato qualche cambiamento che hai dovuto modificare o adattare qualche diciamo modo di reagire comunque mantenendo sempre un buon rapporto ha una relazione tutto io come persona è difficile che modifico il mio carattere per essere accettata ed è quello che iniziano anche i bambini Cioè per essere accettati non bisogna modificare perché una persona ti deve accettare così come se per quello che la differenza io non ho data quando lavorava nella scuola pubblica e vedevo che c'era molta freddezza distacco ognuno faceva il proprio lavoro non non c'era confronto nemmeno a livello di crescita mi sembrava che l'insegnante all'essere paraocchi come i cavalli nulla e lavoravano ognuno per conto suo senza dire Guarda oggi ho fatto questo secondo te possiamo migliorare in questo questo io non l'ho visto Invece posso dire che quello che vedo nella scuola in cui Attualmente lavoro perché c'è collaborazione e coesione fiducia rispetto e se non ce l'hai è difficile che poi le puoi mandare agli studenti altamente prima ci hai parlato anche del Diciamo quelli tuoi genitori e il tuo percorso no sento che puoi parlare un attimino invece come l'hanno presa anche il cambiamento di andare in un'altra città sia magari dal punto di vista familiare cioè i suoi genitori ma anche tuo marito e i tuoi figli perché ci hai parlato che hai una figlia hai detto prima che sei sposata Quindi come hanno vissuto questo percorso Allora io mi ricordo come mi disse un mio preside mi disse Secondo me tu da piccola eri iperattiva infatti quello che sostenevano anche i miei genitori e io sono stata sempre una bambina tra virgolette irrequieta mi è sempre piaciuto molto studiare Infatti mio padre era molto fiero di me perché io non studiavo mai e non si spiegava perché avessi insieme quelle pagelle bellissime perché a me bastava poco io ascoltavo sempre la spiegazione dell'insegnante perché avevo capito che l'insegnante Non chiedeva quello che era scritto sul libro ma chiedeva quello che aveva detto lei Quindi io studiavo non sui libri ma attraverso gli appunti che prendevo in classe e quindi mi tagliavo sempre questi pomeriggi liberi perché non avevo bisogno di studiare mi piaceva stare molto a contatto con la natura mi piaceva creare mi piaceva sempre sperimentare andare alla ricerca di cose nuove di tutte Quindi quando io dissi a mia mamma che volevo diventare insegnante mia mamma mi disse E cosa dovrei insegnare perché ero veramente una bambina molto irrequieta E infatti poi mio padre mi disse tu sei di un'eterna bambina Io quando sono a scuola Io mi metto alle dei bambini mi faccio piccola piccola e divento come loro non lo so facendomi vedere che mangio quello che mangiano loro alcune volte vestendomi come si vestirebbe lo loro perché io penso che i bambini debbano sempre sorridere e quindi Ecco un altro mio segreto in una strategia didattica E appunto cercare di far sorridere i bambini sempre di divertirsi in qualsiasi momento e anche quando si spiega Tipo che ne so gli egizi Cioè cerco di prendere in ogni lezione che faccio qualcosa che a loro possa suscitare interesse con il divertimento per cui nulla Però allora Queste sono i tuoi genitori ma tuo marito che dice Diciamo che cosa ha detto come ha preso Non lo so se lo conoscevi già prima di intraprendere il percorso professionale te l'ho riconosciuto dopo insomma la famiglia no come come la pensa perché dici giustamente tu dici no io il lavoro lo porta anche a casa molte volte quindi è facile diciamo da questo punto di vista io ho conosciuto mio marito quando avevo 12 anni e nulla Lui mi ha sempre sostenuto in questo e infatti oggi posso dire che è stato un valido aiuto per tutte le mie creazioni che ho fatto a scuola e È quasi diventato come me prima di buttare qualcosa mi chiama mi dice Ma ti può servire per un lavoretto a scuola quindi sta già sa già quello che io vorrei fare e quindi mi mi aiuta mi aiuta Sì mi aiuta anche nelle mie creazioni questo è importante Sì anche perché so che sei un artista quindi fai delle cose stupende un'ultima cosa Ma magari così concludiamo è diciamo te lo hai già detto un po' tra righe però ti faccio la domanda proprio ti pongo la domanda Secondo te quali sono le competenze necessarie per diventare un insegnante un bravo insegnante Allora io ti posso dire che ho conosciuto diversi insegnanti e con delle conoscenze veramente notevoli però mancava mancava qualcosa mancava un tassello perché come ti dicevo prima l'insegnamento non è un lavoro come tutti gli altri l'insegnamento è una passione è una missione quindi tu puoi avere tutte le conoscenze che vuoi ma se non hai le empatia Se non riesce ad entrare nel cuore dei ragazzi avere la chiave giusta la tua formazione e le tue conoscente restano campate in aria perché per lavorare con i bambini intanto Ci vuole tanta tanta umiltà non bisogna dire ai ragazzi Io sono laureata io so no bisogna scendere sempre a livello degli studenti e cercare di creare con loro quello che sarà il futuro di domani Perfetto Sì hai ragione nel patia è una cosa fondamentale io me ne sono accorta quando l'ho visto con mia figlia mia figlia era brava a scuola solo che aveva trovato un insegnante di inglese che che non le piaceva e di conseguenza lei ha iniziato anche a non amare quella materia quindi molto sui bambini influisce questo affetto se il bambino ti ama ama anche la materia che insegni che il bambino non sei simpatico il bambino può essere anche un genio in matematica Ma se non hai empatia se non sei entrato se non l'hai conquistato il lavoro è fatta a metà Maria Allora io ti ringrazio per il tuo tempo per averci dedicato davvero questo tempo ma soprattutto per le tue parole e perché sicuramente saranno importante anche per questo progetto Per ora ti saluto e ancora grazie

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L’intervista, della durata di 40:37 minuti (link: https://www.youtube.com/watch?v=6v5weL7mKX8&t=1s), tratta le memorie lavorative e professionali di Maria Gaetano. Nata a Tricarico, in provincia di Matera, nel 1978, lavora, dopo alcune esperienze condotte in una scuola dell’infanzia della sua città natale, in una scuola primaria parificata a Firenze, dove si è trasferita nel 2001 in seguito al suo matrimonio.

Come spiega nell’intervista, fin da tenera età Gaetano ha sognato di poter insegnare. Il modello era costituito dalla sua maestra, con cui afferma di essere rimasta ancora in contatto e che ammirava in quanto «ti faceva innamorare di ciò che diceva» (m. 2.09). Per quanto riguarda la sua infanzia, si descrive come una bambina irrequieta ma amante dello studio e della scuola. Ha quindi proseguito gli studi iscrivendosi presso l’istituto magistrale di Tricarico, allora gestito da un ordine religioso; l’esperienza delle scuole superiori, tuttavia, non è giudicata pienamente positiva in quanto, secondo Gaetano, le suore gestivano il rapporto con gli studenti in maniera distaccata. Non ha proseguito con l’università in quanto il padre era diffidente all’idea che la figlia si spostasse, per studiare, in un’altra città. Questa decisione, afferma, ha costituito per lei un grande rimpianto. Dal 1996 ha cominciato a insegnare per alcuni anni in una scuola dell’infanzia di Tricarico. Successivamente, con il matrimonio e il trasferimento a Firenze, ha lavorato per un anno come supplente in una scuola primaria statale: un’esperienza, quest’ultima, vista da Gaetano in maniera nettamente negativa, in quanto sostiene di non esser stata libera nella programmazione delle attività. Da questo punto di vista, sostiene di esser più soddisfatta del suo lavoro da quando, nel 2002, ha cominciato a lavorare come insegnante nella scuola paritaria dove tuttora risulta impiegata.

Tra gli argomenti affrontati, l’intervista si sofferma sui metodi di insegnamento. Gaetano, a questo proposito, sostiene di ispirarsi alla sua insegnante di italiano dell’istituto magistrale, che cominciava la lezione trattando argomenti quotidiani per poi inoltrarsi nella spiegazione vera e propria: «senza che noi ce ne accorgevamo ci ritrovavamo appunto a studiare Manzoni ma in realtà eravamo partiti da quello che le aveva fatto la sera prima ecco questo è un modo di dire approcci all'insegnamento che a me piace moltissimo ed è quello che utilizzo anch'io» (m. 10.25 e ss) (Cottini 2017). Altra esperienza raccontata riguarda quella di un’alunna con dislessia che studiò con l’intervistata poco prima dell’introduzione della L. 170/2010, che introduceva il concetto di strumenti dispensativi e misure compensative per alunni con disturbi specifici dell’apprendimento (Trisciuzzi e Zappaterra 2014). I suoi sforzi, afferma, furono diretti alla costruzione in classe di un gruppo cooperativo al cui interno l’alunna potesse sentirsi valorizzata e accettata: «si è creato questa questo gruppo collaborativo di tutti i ragazzi nei confronti di questa bambina e poi è cresciuta anche lei perché anche lei non si è sentita diversa ma si è sentita accettata» (m. 28.45 e ss), soprattutto da quando, nelle attività didattiche, Gaetano cercò di privilegiare la sua attitudine al disegno.

Nella conclusione dell’intervista, la videointervistata afferma l’importanza, per un insegnante, di possedere adeguate capacità empatiche e psicologiche: «tu puoi avere tutte le conoscenze che vuoi ma se non hai l’empatia se non riesci ad entrare nel cuore dei ragazzi avere la chiave giusta la tua formazione e le tue conoscenze secondo me restano campate in aria», afferma infatti dal m. 38.46 (Cambi 2014).

Fonti

Fonti bibliografiche:

F. Cambi, La formazione dell’insegnante oggi: la funzione della riflessività, in A. Mariani (a cura di), L’orientamento e la formazione degli insegnanti nel futuro, Firenze, Fupress, 2014, pp. 31-7

L. Cottini, Didattica speciale e inclusione scolastica, Bologna, il Mulino, 2017.

L. Trisciuzzi e T. Zappaterra, La dislessia. Una didattica speciale per le difficoltà della lettura, Milano, Guerrini, 2014.

Fonti normative

Legge 8 Ottobre 2010, n. 170, Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico, (GU Serie Generale n. 244 del 18-10-2010), permalink: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2010/10/18/010G0192/sg 
 

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