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Graffiti di Valle Giulia

Editore:
Roma TrE-Press - In collaborazione con il Museo della Scuola e dell’Educazione “Mauro Laeng” (MuSEd)
Luogo di pubblicazione:
Piazza della Repubblica, n. 10, 00185, Roma (Italia)
Codice ISSN:
2785-4477
Autore della scheda:
DOI:
10.53220/1613
Scheda compilata da:
giulia.cappelletti
Pubblicato il:
31/03/2022
Autore:
Data opera:
1968 - 2004
Tecnica artistica:
graffiti su intonaco

Sulla facciata della facoltà di Architettura dell’Università La Sapienza di Roma, progettata dall’architetto Enrico Del Debbio, campeggiano ancora oggi le scritte e i graffiti realizzati durante le manifestazioni di contestazione giovanile del 1968 esplose dentro e fuori la facoltà di Valle Giulia. L’opera viene attribuita ad un collettivo di giovani creativi riuniti sotto il nome di “Gli Uccelli”, tra questi: Massimiliano Fuksas, Sandro Petruccioli, Paolo Ramundo. L’idea era di lasciare una testimonianza creativa delle giornate di protesta, utilizzando il graffitismo urbano nel solco della tradizione artistica del muralismo messicano e della street art newyorkese. Sull’intonaco rosa della facciata vengono realizzati un profilo di volto di donna mentre mangia un grappolo d’uva, una mano ed una serie di tralci d’uva sui quali si arrampica una figura di un uomo nudo, con un linguaggio che rievoca i temi e i motivi lineari e stilizzati della pittura murale paleocristiana. I giovani creativi coinvolgono anche Renato Guttuso, artista di fama mondiale e figura autorevole negli ambienti della sinistra italiana, che interviene direttamente fornendo alcuni disegni preparatori per la facciata. Nello stesso periodo il pittore siciliano realizza opere come Giornale murale. Maggio 1968, attualmente al Museo di Aachen, dedicato agli avvenimenti del Maggio francese e alle contestazioni del 1968, alle quali dedica anche un ciclo di litografie dal titolo Maggio 68. Si tratta di opere nate dalla registrazione a presa diretta degli eventi, dal confronto con i protagonisti dell’epoca e da una consapevolezza del carattere rivoluzionario della contestazione studentesca e delle proteste esplose nelle piazze, nelle scuole e nelle università, nella piena convinzione che ad un artista «non riesce di separare la “ragione poetica” da ciò che Vittorini (Elio, ndr) chiamava la “ragione civile”» (R. Guttuso, Prefazione, in Id., Mestiere di pittore. Scritti sull’arte e la società, Bari, De Donato, 1972, p.7). I graffiti sono stati oggetto di un importante restauro, concluso nel 2004, che ha interessato anche la conservazione di quasi tutte le scritte politicizzate realizzate fuori e dentro l’edificio nel 1968 e nei successivi anni Settanta, compresa quella più famosa di «Fuori la polizia dall’università!», con l’obiettivo di conservare la memoria del Sessantotto vissuto dagli studenti.

Fonti bibliografiche:

L. Cardilli (a cura di), Graffiti urbani, Artemide edizioni, Roma 2000.

R. Guttuso, Mestiere di pittore. Scritti sull’arte e la società, Bari, De Donato, 1972.

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