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Registro di classe

Editore:
Roma TrE-Press - In collaborazione con il Museo della Scuola e dell’Educazione “Mauro Laeng” (MuSEd)
Luogo di pubblicazione:
Piazza della Repubblica, n. 10, 00185, Roma (Italia)
Autore della scheda:
DOI:
10.53167/955
Scheda compilata da:
simone.dibiasio
Pubblicato il:
23/11/2021
Tipologia:
Autore:

Edizione

Editore:
Minimum fax
Città di pubblicazione:
Roma
Anno di pubblicazione:
2019
Titolo prima edizione:
Registro di classe
Editore prima edizione:
Einaudi
Città di pubblicazione prima edizione:
Torino
Anno di pubblicazione prima edizione:
2000
Numero di pagine:
100

Indicizzazione e descrizione semantica

Identificatori cronologici:
1990s

Il libro-diario di Onofri (che sua moglie ritrova un anno dopo la prematura scomparsa dell’autore) è attuale e inattuale, la cronaca minuta del mestiere più bello del mondo, quello dell’insegnante, un libro Cuore a cent’anni di distanza dall’originale deamicisiano, che mette dunque in risalto quanto ci sia di diverso e al contempo di immutato nelle classi scolastiche italiane. Oggi, secondo Onofri, la scuola vuole e deve cambiare, stare più al passo con i tempi, ma le preoccupazioni di chi si occupa di rimodellarla «trovano la loro necessità nella coscienza che il mondo scolastico ha di sé, appesantita da un coagulo di paure ormai antico, che si cerca di affrontare con metodologie la cui validità si assume troppo precipitosamente, con troppo conformistico entusiasmo. Piani didattici annuali, programmazioni comuni, test di ingresso, prove uguali per tutti sono il risultato di un inseguimento affannoso della modernità, che si tenta di acchiappare come viene viene, accettando il valore di miti la cui validità dentro la scuola è invece tutta da dimostrare: quello dell’oggettività, quello dell’omogeneità, quello della standardizzazione. Tutti criteri che, se possono andare bene in una logica di marketing e di produzione, adottati in un rapporto pedagogico non portano ad altro che allo schiacciamento delle differenze e delle individualità, sia degli alunni
sia dei docenti» (p. 23).  
Una riflessione che diventa, dunque, anche politica quando si concentra sulle conseguenze delle riforme scolastiche portate a compimento negli anni Novanta del Novecento.
 

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