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Lapide a Tommaso Silvestri a Roma (1934)

Editore:
EUM – Edizioni Università di Macerata
Luogo di pubblicazione:
Corso della Repubblica, n. 51, 62100, Macerata (Italia)
Codice ISSN:
2785-3098
Autore della scheda:
DOI:
10.53218/400
Scheda compilata da:
Valentino Minuto
Pubblicato il:
30/11/2021
Autore dell'epigrafe:
Claudio Lazzerotti
Committenza:
Comitato permanente per i restauri della Chiesa di S. Caterina a Trevigliano Romano, presieduto da Francesco Micheloni
Data di inaugurazione:
8 settembre 1934
Occasione commemorativa e/o celebrativa:
150° anniversario della fondazione della prima scuola per sordi in Italia
Materiale:
Marmo

Ubicazione

Indirizzo:
Via dei Barbieri 6
00186 Roma RM
Lazio
Dettagli sull'ubicazione spaziale:
La lapide è murata sulla facciata di Palazzo Cavallerini Lazzaroni
Testo dell'iscrizione:
IN QVESTA CASA
IL V GENNAIO MDCCLXXXIV
PASQVALE DI PIETRO
APRIVA SCUOLA PVBBLICA PER I SORDOMUTI
E TOMMASO SILVESTRI
– SCIENZA A CARITÀ DISPOSATA –
ALVNNI E ALVNNE
DELLA VITA SOCIALE PARTECIPI FACEVA
CON L’INSEGNAMENTO ORALE
PROVVIDAMENTE

NEL CENTOCINQVANTESIMO ANNIVERSARIO
DALLA FONDAZIONE DELLA PRIMA SCVOLA
I SORDOMVTI D’ITALIA

A. XII. E.F.

Murata sulla facciata di Palazzo Cavellerini Lazzaroni nel 1934, la lapide a Tommaso Silvestri segna la casa dell’avv. Pasquale Di Pietro, dove centocinquant'anni prima  nel 1784 – fu aperta «scuola pubblica per i sordomuti»; l’epigrafe dettata da Claudio Lazzerotti, direttore dell’Istituto dei Sordomuti di Roma ricorda che in quel primigenio nucleo di educazione speciale l’ab. Silvestri  applicò il metodo di «insegnamento orale», rendendo «alunni e alunne della vita sociale partecipi». Allo scoprimento della lapide – l’8 settembre 1934 – pronunciò il discorso di occasione Francesco Micheloni, presidente del Comitato permanente per i restauri della Chiesa di S. Caterina a Trevignano Romano, dove tuttora riposano le spoglie dell’abate-educatore. Il giorno dopo le onoranze svoltesi nella Capitale oltre un centinaio di sordi si recò in pellegrinaggio a Trevignano Romano a rendere omaggio alla tomba di Silvestri (si veda la scheda relativa al monumento funebre a Silvestri). Anche in quella solennità commemorativa a parlare fu Micheloni: «Il Comitato […] ha voluto che non soltanto qui in Trevignano, ma ancora dentro i confini dell’Urbe fossero ricordati nel marmo gli altissimi meriti di Colui che noi Sordomuti consideriamo e veneriamo come l’Educatore, il Liberatore, il Padre spirituale» (Onoranze all'ab. Tommaso Silvestri in Roma e in Trevignano Romano, 1934, p. 18).

Commemorato

Tommaso Silvestri

Tommaso Silvestri nacque a Trevignano Romano il 2 aprile 1744. Vestito l’abito talare, rimase per quasi tre lustri nella città natale in veste di cappellano della Chiesa di S. Caterina. Nel 1782 conobbe a Roma, dove si era trasferito, l'avvocato concistoriale e rettore dell’Università della Sapienza Pasquale Di Pietro; questi, reduce da un viaggio a Parigi, aveva constatato de visu l’efficacia del metodo mimico dell’abate Charles-Michel de l’Epée nell’istruzione dei sordi. Nel 1783 Silvestri soggiornò per sei mesi a spese di Di Pietro nella metropoli francese al fine di apprendere gli espedienti didattici epéeani. Tornò a Roma munito della lettera con cui l’Epée certificava la perizia che il discepolo italiano aveva acquisito nel magistero dei sordi. Il 5 gennaio 1784, sotto gli auspici di papa Pio VI, il religioso trevignanese aprì nell’abitazione di Di Pietro in Via dei Barbieri 6 la prima scuola per sordi in Italia; le lezioni cominciarono con otto allievi di ambo i sessi. Nel manuale Della maniera di far parlare e di istruire speditamente i sordi e muti di nascita, composto nel 1785 e rimasto impubblicato per oltre un secolo, Silvestri illustrò il metodo di insegnamento da lui elaborato, che integrava all’uso della mimica e della scrittura, già contemplato da l’Epée, quello della lingua parlata. L’apprendimento della loquela – perseguito con l’imitazione «del meccanismo degli organi vocali nella formazione di ciascuna parola» – era concepito da Silvestri come la via da percorrere perché i privi di udito fossero «restituiti alla Società, alla quale la sordaggine avevali sventuratamente rapiti» (pp. 50-51). La fama dell’impresa educativa silvestriana superò la cerchia dell’Urbe: vennero a Roma a scopo di studio rispettivamente da Malta e da Napoli i sacerdoti Salvatore Sapiano e Benedetto Cozzolino; quest’ultimo nel 1786 fondò nella città partenopea la seconda scuola per sordi in Italia. Silvestri, ammalatosi, si spense all’età di quarantacinque anni a Trevignano Romano il 7 settembre 1789. Dopo la morte il nome dell’abate-educatore cadde nell’oblio. Nel 1885 padre Alfonso Girolamo Donnino rinvenne parte del manoscritto silvestriano nell’archivio dell’Istituto dei Sordomuti di Roma, dove egli insegnava. Nel 1889 il trattato, ancorché mutilo, venne alle stampe in un volume che conteneva altresì uno studio di Donnino sulla vita dell’abate-educatore e su quella dell’Istituto dei Sordomuti di Roma, le cui origini erano fatte risalire alla scuola silvestriana in Via dei Barbieri; la monografia – intitolata L’arte di far parlare i sordomuti dalla nascita e l’abbate Tommaso Silvestri – uscì con lo scopo di rivendicare a Silvestri il ruolo di primo maestro dei sordi in Italia.

Fonti bibliografiche:
  • A.G. Donnino, L’arte di far parlare i sordomuti dalla nascita e l'abbate Tommaso Silvestri. Memorie, Roma, Con i Tipi di Mario Armanni, 1889
  • A. Bertollini, Onoranze all’abate Tommaso Silvestri in Trevignano Romano. Cenni storici e svolgimento delle onoranze, Roma, La Tipografica, 1932

Fonti

Fonti bibliografiche:
  • Onoranze all'ab. Tommaso Silvestri in Roma e in Trevignano Romano (8-9 Settembre 1934-XII), Roma, Officina Tip. nel R. Istituto Sordomuti, 1934
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