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Lapide a Tommaso Silvestri a Roma (1889)

Editore:
EUM – Edizioni Università di Macerata
Luogo di pubblicazione:
Corso della Repubblica, n. 51, 62100, Macerata (Italia)
Codice ISSN:
2785-3098
Autore della scheda:
DOI:
10.53218/397
Scheda compilata da:
Valentino Minuto
Pubblicato il:
30/11/2021
Committenza:
Istituto per i Sordomuti di Roma
Data di inaugurazione:
1889
Occasione commemorativa e/o celebrativa:
Centenario della morte di Silvestri; Inaugurazione della sede dell’Istituto per i Sordomuti di Roma in Via Nomentana
Materiale:
Marmo

Ubicazione

Indirizzo:

Via Nomentana 54
00161 Roma RM
Italia

Lazio
Dettagli sull'ubicazione spaziale:
La lapide è posta nell’atrio dell’Istituto Statale per Sordi
Credits:

© Istituto Statale per Sordi di Roma

Testo dell'iscrizione:
LA PRIMA SCUOLA
APERTA IN ROMA AI SORDOMUTI
IL V DEL GEN. M-D-CC-LXXX-IV
DAL ROMANO AVV. PASQUALE DI PIETRO
POI DA GREGORIO XVI ERETTA IN ISTITUTO
DALLE TERME DIOCLEZIANE QUI FU TRASFERITA
REGNANDO UMBERTO I

L’AN. M-D-CCC-LXXXIX
AL COMPIERSI DI UN SECOLO DALLA MORTE
DEL SAC. TOMMASO SILVESTRI
COLL’INSEGNAMENTO ORALE
PRECURSORE GLORIOSO DEI PROGRESSI MODERNI

Quando nel 1889 – «al compiersi di un secolo dalla morte del sac. Tommaso Silvestri» – fu inaugurato il fabbricato dell’Istituto dei Sordomuti di Roma eretto in Via Nomentana, il nome dell’abate-educatore, a lungo obliato, fu celebrato in una lapide. Dall’iscrizione risulta che le ascendenze dell’Istituto rimandano alla «prima scuola aperta in Roma»e in Italia«ai sordomuti» il 5 gennaio 1784 in Via dei Barbieri 6, nell’abitazione dell'«avv. Pasquale di Pietro»; maestro per un lustro in quella scuola, Silvestri vi praticò «l’insegnamento orale» e non solo quello mimico; del tutto pioneristica a quel tempo, l’adozione della lingua parlata nell’istruzione dei sordi ha fatto dell’abate-educatore un «precursore glorioso dei progressi moderni». La scuola silvestriana – leggiamo nell'epigrafe – fu «eretta in Istituto» dal pontefice «Gregorio XVI» all’Ospizio di Santa Maria degli Angeli alle «Terme Diocleziane» nel 1838; nel 1889 – «regnando Umberto I», il cui busto campeggia al di sopra della lapide – essa «fu trasferita» nel neocostruito edificio di Via Nomentana.

Commemorato

Tommaso Silvestri

Tommaso Silvestri nacque a Trevignano Romano il 2 aprile 1744. Vestito l’abito talare, rimase per quasi tre lustri nella città natale in veste di cappellano della Chiesa di S. Caterina. Nel 1782 conobbe a Roma, dove si era trasferito, l'avvocato concistoriale e rettore dell’Università della Sapienza Pasquale Di Pietro; questi, reduce da un viaggio a Parigi, aveva constatato de visu l’efficacia del metodo mimico dell’abate Charles-Michel de l’Epée nell’istruzione dei sordi. Nel 1783 Silvestri soggiornò per sei mesi a spese di Di Pietro nella metropoli francese al fine di apprendere gli espedienti didattici epéeani. Tornò a Roma munito della lettera con cui l’Epée certificava la perizia che il discepolo italiano aveva acquisito nel magistero dei sordi. Il 5 gennaio 1784, sotto gli auspici di papa Pio VI, il religioso trevignanese aprì nell’abitazione di Di Pietro in Via dei Barbieri 6 la prima scuola per sordi in Italia; le lezioni cominciarono con otto allievi di ambo i sessi. Nel manuale Della maniera di far parlare e di istruire speditamente i sordi e muti di nascita, composto nel 1785 e rimasto impubblicato per oltre un secolo, Silvestri illustrò il metodo di insegnamento da lui elaborato, che integrava all’uso della mimica e della scrittura, già contemplato da l’Epée, quello della lingua parlata. L’apprendimento della loquela – perseguito con l’imitazione «del meccanismo degli organi vocali nella formazione di ciascuna parola» – era concepito da Silvestri come la via da percorrere perché i privi di udito fossero «restituiti alla Società, alla quale la sordaggine avevali sventuratamente rapiti» (pp. 50-51). La fama dell’impresa educativa silvestriana superò la cerchia dell’Urbe: vennero a Roma a scopo di studio rispettivamente da Malta e da Napoli i sacerdoti Salvatore Sapiano e Benedetto Cozzolino; quest’ultimo nel 1786 fondò nella città partenopea la seconda scuola per sordi in Italia. Silvestri, ammalatosi, si spense all’età di quarantacinque anni a Trevignano Romano il 7 settembre 1789. Dopo la morte il nome dell’abate-educatore cadde nell’oblio. Nel 1885 padre Alfonso Girolamo Donnino rinvenne parte del manoscritto silvestriano nell’archivio dell’Istituto dei Sordomuti di Roma, dove egli insegnava. Nel 1889 il trattato, ancorché mutilo, venne alle stampe in un volume che conteneva altresì uno studio di Donnino sulla vita dell’abate-educatore e su quella dell’Istituto dei Sordomuti di Roma, le cui origini erano fatte risalire alla scuola silvestriana in Via dei Barbieri; la monografia – intitolata L’arte di far parlare i sordomuti dalla nascita e l’abbate Tommaso Silvestri – uscì con lo scopo di rivendicare a Silvestri il ruolo di primo maestro dei sordi in Italia.

Fonti bibliografiche:
  • A.G. Donnino, L’arte di far parlare i sordomuti dalla nascita e l'abbate Tommaso Silvestri. Memorie, Roma, Con i Tipi di Mario Armanni, 1889
  • A. Bertollini, Onoranze all’abate Tommaso Silvestri in Trevignano Romano. Cenni storici e svolgimento delle onoranze, Roma, La Tipografica, 1932

Fonti

Fonti bibliografiche:
  • A. Bertollini, Onoranze all’abate Tommaso Silvestri in Trevignano Romano. Cenni storici e svolgimento delle onoranze, Roma, La Tipografica, 1932 (riferimenti alla lapide sono reperibili alle pp. 21 e 29)
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