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"Come se fossimo di un'altra razza". Memorie d'infanzia di Giuseppa Pero

Editore:
Dipartimento di Formazione, Lingue, Intercultura, Letteratura e Psicologia dell'Università degli Studi di Firenze
Luogo di pubblicazione:
Via Laura, n. 48, 50121, Firenze (Italia)
Codice ISSN:
2785-440X
Autore della scheda:
DOI:
10.53221/2026
Scheda compilata da:
Chiara Martinelli
Pubblicato il:
30/12/2022
Nome e cognome dell'intervistatore:
Lisa Settimelli
Nome e cognome dell'intervistato:
Giuseppa Pero
Anno di nascita dell'intervistato:
1952
Categoria dell'intervistato:
Studente
Livello scolastico:
Scuola primaria
Data di registrazione dell'intervista:
13 giugno 2021
Regione:
Sicilia
Toscana

Indicizzazione e descrizione semantica

Identificatori cronologici:
1950s 1960s

ciao sono qui con mia zia e iniziamo come si chiami giuseppe per gli anni ciplina e sei nata a dove e quando nicosia provincia enna 28 luglio del 1952 sicilia che può essere una storia sulla data di nascita che non era certa ricordo che non è la scelta che sono nata senza l'ostetrica perché in campania non c'era modo da l'ostetrica c'è il tempo materiale perché mia sorella più grande è stato male il parco era con lei sono nata diciamo una vicina di casa di fortuna che usava una volta di down e programmi poi siccome era nata il 23 luglio adesso è andata dal medico e con l'autorizzazione sono stata registrata il 28 di luglio diciamo che il medico anche stato che c'erano un po fuori della terra ricaricabile che quindi il nicosia per chi non la fate un posto un campagne anche foto montagna il paese strutturato in montagna paese un po di quegli antichi caratteristici con molte scalette su e giù è però il centro diciamo e poi c'è tutto ritorno che che erano kata stanza grande come però almeno a contento in quanto voce era tutta campagna e nelle strade e vincendo c'erano soltanto quelle band arrivo di cavalli credo che arrivava al centro e allora poi c'era magari un autobus che portava diciamo catania l'unico che c'era e poi il paese si girano a piedi a quei tempi artieri delle macchine un enorme strade con basta che portava diciamo al santuario particolare per i generi diversi santuari c'è la saluta maria sant angelo riva per poi c'è la chiesa centrale se dicono molto bella con i spero io mi ricordo queste ore su una sua famiglia come era composta che erano sensori sono i fratelli l'ultima per quelli invece mio fratello 4 anni tra medici potrei quattro anni poi c'è la sorella che ci corre sei anni e poi c'è la la prima che ci porremo anni e iv e genitori non la facevano il lavoro facevano da dove venivano il parco e faceva il contadino è nato in sicilia nicosia e poi è andato la necessità è scoppiata la guerra è stato mandato una bella in grecia e lì ha conosciuto la mamma che la figlia dei migranti cresce al mat è cresciuta lì con ingresso alla generazione da parte di mamma e faceva la sarta da uomo bisogno e conoscenti e finisco scoperto è finito la guerra e sono stati loro due sono sposati avendolo già una bambina sono stati rimpatriati sono tornate i capitani sicilia dopo di me purtroppo mia sorella ci sia un'altra un'altra figlia femmina maschio e poi ci sono io che sono l'ultima poi frequentato la scuola lì a nicosia la prima e seconda elementare l'ho fatta di nicosia lo stacco il bel ricordo ancora una foto di quando ero in seconda elementare e poi siamo venuti a stare siamo venuti a stare a provincia di firenze perché ci sono dei parenti hanno dei parenti di mamma e aspetta aspetta azione allora quindi hai fatto i primi anni di anestesia primi due amici ok quindi avevi 7 ha rivolto ai giovani mantenuta e nicosia lì come la scuola era un centro città dove è entrato paese più lontano la scuola era da dove abitavano noi abbastanza lontane c'era più di un'ora di strada a piedi di mulattiera e poi il resto comunque sempre a piedi ci voleva circa un'ora e mezzo ad arrivare secondo l'ata piedi e si i miei fratelli e le mie sorelle mio fratello andavano sempre a piedi io invece sì come la più piccola ero stata lasciata dai tempi della scuola da una zia per non farmi cambiare i prof a piedi perché lo calcola che prendono decisioni e comunque era un sacco di tempo per andare e tornare da scuola per loro si io ci stavo per dove stavo garanzia circa mezz'ora neanche prima la scuola perché eravamo nel centro nel centro del paesino di polizia ci stavo dai lunedì a testa questa è una vaccata ritornano in rai lunedì perché il libro della scuola suo utero dei due anni siamo utili a ti ricordi com'era questa scuola all edificio la pars edificio piuttosto grande era una classe femminile perché allora mi erano separati per gli alimentari maschile 6 fini non ce l'ha se eravamo molti bambini un po che li fa vedere la prima elementare che avevamo un insegnante molto giovane che si occupava preferenzialmente più teresa era quasi sempre assente perché si occupava della mensa quindi eravamo sarebbe la supplente non mentre la seconda rimessa e nel ricordo molto piacere perché aveva una maestra molto molto molto paziente e fatti quando mamma dell'inps e tnt ha detto che era soddisfattissima di me perché mentre all'inizio non sapevo proprio niente alla fine della scuola di diventata diciamo fare meglio ecco giovane steve jobs non erano diciamo sul 40 anni ma molto carina io ricordo a corre nome si chiamava c'è scritto pure la alla via fossano si aspetta insegnante concettina pira sì io lavoravo vecchie guerra era molto buono molto paziente con noi lasciamo perdere che la parte bella anche ad otto anni [Musica] quindi ti piacevano nella scuola tantissimo vivado era buona scuola e qualche sono arrivata in toscana siamo andati da stare in una casa di campagna è contata la mamma perché tanto il bubble è sempre contadino ma era una casa grande in cui avevamo abbastanza spazio però la scuola l'avevano campagna amica sta per arrivare a dieci minuti perda la scuola un'area il primo mezzo c'erano due passi grandi anche allora maschile e femminile poi però il pri la con una classe erano tutti lì quinta ed è stata chiusa eravamo rimasti una diecina allora non essere tutti insieme maschi fermi perché appunto in toscana è andata sempre il paesino cosa più piccoli lo giri al dovere stabili in toscana non ero andato io abitavo campagna la scuola l'avevo in campagna 10 minuti l'ugl adori preciso e si chiamava io stavo la vita la pubblica è lei quella barberino fa parte come fa parte delle cose rari barberino di mugello se però elementali dalla terza fino alla quinta io ho fatto nella casa di campagna nella pa e la sua campagna quindi a pollica sa pubblica mentre poi la prima media sono andata a barberino denis ma l'autobus a prenderci anche perché riferimento sulla scuola fino fino alla prima come sa perché lo voglio ho avuto delle difficoltà non sono stata bene e benché avessi venuti anche molto alti a scorrere alimentare ero bravissima mi piace lo consola però quei tempi i genitori se un anno goccia riera su e io sono stata molto attente quell'anno lì che mi sono ritrovata che ha sanità andando in paese a scuola mi sono presa tutte le malattie che non avevano preso perina perché lì c'è pochi bambini e poi invece di sorpresa la parrocchia di ten di sorpresa dalla licenza che sorpresa un sacco di malattie che non avevo fatto prima in conclusione sono concetta richieste costata moltissimo a casa i miei genitori che con la paura che continuassi a stare male e hanno detto basta perché ecco a andare a scuola genitori per portare in tutto la sat nicola è importantissimo infatti il mio padre che anche oggi avevamo difficoltà lui quando faceva la raccolta del grano diciamo a settembre lui vendeva e la prima cosa che faceva comprava i grembiuli che per noi che si doveva andare a scuola ci comprava quaderni libri tutto l'occorrente e poi il resto il dicevamo qualche modo spacciano per una sonora per la scuola è molto importante per tutte e due cariche e barbu aveva sofferto moltissimo perché non avevano mandato a scuola e per lui era stato un ente carta è terribile poi aveva fatto le scuole serali per riuscire almeno la fermezza alla fine mentre la mamma per quei tempi aveva studiato giallo per fare abbastanza perché leggo anche nella scuola aveva di tantissimi poi l'era fatto a scuola greca e scuola italiana che perché la mattina faceva la scuola greca che ti passava il pomeriggio faceva la scuola italiana passato dal consolato italiano e lei conosceva perfettamente italiano greco e latino e fino a che sarà dato a scuola è andata finora alla sesta e poi la nota volta perché perché il mio nonno aveva avuto un incidente è stato designato della lazio nel senso estrarlo di scuola si no l'ostello estro d'acqua fino all'ottavo notre fatto dopo le dita aveva fatto altri tre anni questo infatti potuto fare l'impiegata però lei non ha voluto e ha preferito andare a non arrivare alla fare lavoro di sarta in grecia era normale che ho studiato così tanto lei era una di quelle che aveva studiato era una scelta dei genitori perché leggo su questo bianco era molto elastico e dava tutto diciamo per leggono la mia mamma era del 1917 sospetto insomma però mia nonna aveva detto aveva voluto che i figli studiassero insomma per lo meno che avessero per la meno un po di scuola perché perché lei sarà sentita molto di charlotte domare senza riuscire le nostre paesi leggere né scrivere e aveva imparato qualcosa anche lei dalle scuole serali e da quando nella cominciata mandare i figli a scuola tornando alla scuola proprio com'era la scuola problematizzazione sia mandare a nicosia che dopo se te lo ricordi qual era la giornata scolastica che ora inizia che finiva la mangiava fellini che ora ecco questa è una cosa in sicilia la allora l'italia usciva da una guerra disastrosa la la famiglia rame specialmente per i bambini molto spesso avere da un pranzo il giorno era qualcosa di importante perché molte famiglie avevano difficoltà a dargli la scuola avevamo anche in sicilia ci davano il pranzo si è entrata in mezzo riusciva a mettere cioè nel mezzo si faceva la testa e lune e mezzo si usciva tutti i giorni e sici in parte dopo mangiato sì sì dopo mangiato mentre i quali siamo arrivati qui h pubblica si faceva anche sera campania però nella struttura dove scendono a scuola c'era una famiglia di contadini diciamo perché è una casa da contadini dove c'era un aula scolastica che avevano fatto il comune e questa signora ci cui c'erano i pasti tutti i giorni tra l'amore per mezzo si finirà all'una si finiva usciva dalla classe sembrava lanciato così fermato a casa anche il primo media perché l'anno buono fatto la prima media allora ancora jade alla messa e senza anche allora ancora nessun genitore pagava la mensa ai tempi perché proprio perché si usciva dalla guerra e dalla povertà [Musica] ti ricordi se c'erano venivano fatte distinzioni tra bambini e bambine sono il figlio di un boss e percepire questa volta no io non la 1 ma è percepita ma anche perché barberino di mugello non cerano un paesino molto molto carino lo è ancora molto però erano praticamente tutti i figli di operai operai contadini era del resto era un paese che veniva proprio da data dai lavori nei campi poi sono tenendo costruire e hanno cominciato a spostarsi per lavorare le industrie che ho eravamo diciamo sullo stesso piano forse un po sofferto un po diciamo razzismo petenti perché siciliano per piero siciliano impegni è parlato poco non sapevo parlare dell italiano perché comunque eravamo visti in modo quasi come se fossimo degli zingari eravamo un'altra razza insomma per me sono stati abbastanza per me ero piccolo sono stato a popoli data dai coetani aliante magari non è la prima elementare cioè il primo anno questo nota su che io e sono tratta né terza l'italiano lo sapevo pochissimo quindi è sono stata aiutata dall insegnante però bohli data dai compagni diciamo il primo anno dopo ho cominciato a esempi di mero che devo dire forse ideato un po fuori le unghia fosse successo mentre in quanto sono andata a scuola sulla messa in prima media no nessun problema di questo tipo ho iniziato a lavorare ancora scena un po di atteggiamento atteggiamento un po ci avete presente molto semplicemente votato niente amore numero fede non essere di questo ecco dice l'insegnante dei primi due anni trani fasetti persona tantissimo al secondo anno di secondo anno tantissimo l'insegnante ha molto dopo era un piano dell'occhio essere una unica insegnerò per il primo anno ea una molto giovane che dei riminesi si impegnava molto della mensa dei ragazzi e non della grande poi secondo anno avevano questa insegnante molto brava poi adesso è arrivata b il primo anno ci sarà un insegnante diciamo con la mezza età che non brava per ora la ricorda un po poco mentre ricordo tantissimo quella di in quarta e la punta contro giovani molto carina molto disponibile e io lavoravo si chiamava manuela io lavoravo perché erano molto giovani e poi a me piaceva leggere e lei e portare i libri della biblioteca e mi diceva e poi chi diceva ma sei sicura di leggerli e allora ho letto il libro cuore ho letto ed i promessi sposi one mi piaceva tantissimo lei mi portavano il sacco di libri che io veramente non avesse potuto questa una causa nei due star sì allora si sta un pochino meglio però insomma non è nel signore siamo nessun e 60 quindi sono entrata nel settembre the 60 tempi in cui terza elementare in cui ancora si faceva abbastanza fatica nel andare avanti per tutte le cose col piano piano se poi la pecora sbagliare un po più adulto ha cominciato a comprare anche nei libri però il periodo in cui ero a scuola magari quando email avevano comprato per ciò che il cordino delle scuole 5 correrà per i fratelli dal cuore rapito insomma aiutando il bubble lavorare e campania poi le mie sorelle sono andata a lavorare gli anni uno stereo insomma resta ho cambiato quale cose e come ogni insegnamento nel senso proprio non so prima serie era come venivano insegnate c'era un metodo particolare oppure non lo so qualcuno di questi scritti ricordi ma io mi ricordo che non si faceva italiano la geografia scienze e allora si faceva parte anche le polizie si studia per i poeti sono impressionato un po i discorsi e io adoravo le polizie anche perché avevo molta facilità riportarle perché io ho una mente abbastanza e apprendevo velocemente mi piaceva leggere nei fascicoli modo velocissimo e si studiava le altre mozzarelle cosa c'era parte c'era i temi con una parte dei problemi c'erano le operazioni cioè la matematica dure parole e gli ultimi e poi quando l'ultimo anno della pinta hanno cominciato a farci anche un po di ginnastica e primamente aveva giù nel paese c'era proprio la palestra e ha connesso un campo sportivo dove una volta alla settimana ci facevano stare la ginnastica cioè cosa che io per una fatto gare quella macchina volo però tutte le settimane sia facevamo genera sprecati materie scientifiche non c'erano timori di scienze senso che sì sì sì le scienze erano certo io diato moltissimo ri corpo umano infatti è vero lo disegnavo tantissimo perché per un certo periodo mi ricordo quinta mi ha affascinato un po il conto ma perché perché mi piaceva sapere che cosa succedeva diciamo al nostro corpo anche oltre oltre alla vita insomma un periodo qui ho studiato moltissimo e conoscenze in una mano la geografia amano la storia tantissimo diciamo che lavorava che quasi quasi ma non imparare a memoria e tutta la storia greco romana tutto parte ii mentre allora che non ho capito tanto non ci facevano su di noi ci hanno fatto a studiare la l'ultima guerra e 40 quella camera per verona oa ridosso proporsi e siccome io hanno sentito parlare di genere che visto che la mamma era distrutta in grecia sotto il dominio poi prima degli italiani poi dei tedeschi aver avuto alcuna vita difficile poiché essi molto papa era stato che ha dovuto nascondersi quando c'è stata la giustizia e la trascorsa una mamma in casa e si sono sposate di notte di nascosto quindi io mi sentivo parlare di queste cose mi sarebbe piaciuto prima ad essere approfondita sprofondino una misteriosa invece quando io non ho chiesto all'insegnante gliel'ho chiesto direttamente infinita perché c'erano soltanto una pagina dove c'è scritto su un conflitto nel quale affronta ci fu maresciallo di nuove mussolini e che poi ci fu una illuminazione dei tedeschi la guerra cipolla armistizio il re fu mandato via e finirà la guerra questo era tutto quello che c'era scritto questa pagina cosa che io non mi è piaciuta repertorio essere una prima e allora gli hanno chiesto alla fine anno però loro appare che a quei tempi ancora non potessero parlare molto lei mi disse beh tutto quello che ti posso dire è quello che c'è scritto qui poi diceva me chiede ai genitori forse si saprà godere però ne so io fino a quelle tagli non al primo ma l'istituto parlare degli ebrei non avevo mai sentito parlare della deportazione avevano mai sentito parlare di tutte a queste cose per cui dopo mi sono molto intestata ai leggeri che molto sentita per quello che è successo quindi se dovessimo per non dire il ricordo più bello creare la scuola del periodo scola seno è bello il momento è triste il momento in cui il sun tatone insegnanti seconda alimentare quando salta pronto quella foto che c'era anche la roma ma è stato un momento triste e è bello per una cosa perché per la prima volta che l'ho sentita elogiata dalla persona crescendo carey che avevo ero arrivata comunque aspettative rue che quello che avrei dovuto essere per una bambina ti secondo alimentare quei tempi in una unica oppure stato libri dario della quinta specialmente stato un anno molto meglio molto sentito forse bellini che ho letto forse perché era un insegnante molto lei è un'insegnante anche se ne era il momento giusto però se forse si accorgeva ad averne un problema ti chiedeva anche perché luciano era corto siccome anche psicologa come un insegnante ma euro di pasteur yo yo la dinamo è nel vero senso della parola e quando l'ho dovuto a lasciare ho un ricordo bellissimo però teste che il contenuto vita lasciare questo si pensi stavo per dire ci vuole un ricordo voluto forse lo stesso mele nessun altro demordo più brutto invece serale capiscono il ricordo più brutto è anch'esso un arrivata il primo a pubbliche sono stata abbastanza pulita primi tempi sono stati difficili per una bambina di quell'età gli è però poi primo non te l'ho chiesto dopo la scuola chi lavora è fatto io dopo sono andate là perfino il centro stata di casa e aiutava la rabbia perché in sicilia lei usciva anche per le persone mentre quelli sono venuti quasi la sua pubblicano trasmesso usciva per noi e basta sulla perciò queste vi va poi a 15 anni sono andato a lavorare fan perché è una confezione dei pantaloni a barberino di mugello e ci sono star si sono stata un anno prima poi è partito il mio fratello militari soffermato l'hanno poi un altro hanno fatto mesi ho fatto un'altra con sé una confezione a settimello dal dott e poi sono ritornate a di nuovo nella fabbrica di burberry ha rinunciato di pantaloni jeans egli ci ho lavorato per 11 anni poi deciso di dismettere smesso perché siamo voluti viene la so perché abbiamo messo da fare i contadini power anziani ce la faceva più siamo tornati a sbarre e prato mi sono sposata è nata la bimba io continuo a lavorare poi si è ammalata la mamma che ho dovuto smettere di avere una bambina e genitori in casa ok cosa pensi quanto pensa abbia influito l'esperienza scolastica quello che è stata scuola della vita w solo dopo ne sono tanto tanto perché io penso che senza scuola si va da poco lontano io ho sentito anche a differenza di studiato anche dell'altro io ho cercato di perché io ho letto tanto continua ancora allergica che sera ci vedo poco però poi amo molto comunque la storia su sto molto dietro se vedo un documentario devo sempre di questa guerra che secondo me è stata proporrà insensata sbagliata insomma è il mediano tutti si piacere se io mi ritrovo da vantare persona che magari mi rendo conto che è molto istruita e che magari mi sento inferiore nel parlare mano magari mirino perché giustamente ecco per me questa cosa mi ha fatto molto molto dispiacere è molto fatti insomma per fortuna mia figlia minore ha studiato e già ottenuto tantissimo londra di studiare francesca è stata stile ad un po meno in una nota la sua strada in un certo modo ok elementi stessi sempre però sentimenti può essere indietro rispetto altre persone però io non so che il mister x lenta ma avrebbe studiato per tanti che finivano le elementari di jeanne rowe per l'epoca aveva studiato la mamma mia mamma se per l'epoca si è fatti nei marmi jr che lei adorava leggere tantissimo elette doc avesse letto di tutto e di tutto quello che anche se lei amava molto i libri di chiesa la pene come la bibbia però lerna letto anche altre leve diciamo con gocce carta anch'io di leggere gelardi libri però a volte ti trovi davanti a un dinho che che può essere è importante però ma non sempre riesce a cogliere la psicologia di bellino perché magari ci sarà anche una persona che ha visto neanche un po di più per capire certi concetti anche se io ho sempre cercato di farlo adesso comunque sono già vecchia ok grazie grazie prima ci siamo dimenticati di far vedere il quaderno di quinta elementare questo quaderno con delle poesie di mia zia che al fine a queste pagine strappate e qua ci sono tanti disegni per cambiarsi a mi ha detto prima che non si mi ha detto adesso che mi piaceva quanto disegnare e poi qua c'è una foto dei suoi genitori perché i miei nonni a pubblica

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L’intervista, della durata di 33:37 minuti (link: https://www.youtube.com/watch?v=o8N2nPwUMNM&feature=emb_logo) ripercorre i ricordi scolastici di Giuseppa Pero. Nata a Enna nel 1952 da famiglia contadina, era l’ultima di quattro figli: mentre il padre proveniva da Nicosia, la madre, figlia di emigranti italiani, è rimasta fino alla giovinezza in Grecia, dove aveva studiato per otto anni e dove aveva trovato lavoro come sarta da uomo. Aveva conosciuto il marito in occasione dell’invasione italiana della Grecia, avvenuta durante la seconda guerra mondiale; dopo la conclusione delle ostilità belliche, avevano deciso di trasferirsi in Sicilia. Rimasero nell’isola fino al 1960, anno in cui, approfittando della presenza di alcuni parenti in Toscana, si trasferiscono a Punica, frazione di Barberino del Mugello, in provincia di Firenze. Emigrazione e “fuga dalle campagne” si intrecciano: la famiglia Pero giunge infatti a prendere il posto di una delle tante famiglie contadine e mezzadrili che l’edilizia fiorentina stava urbanizzando (Badino 2012, Goretti 2011). La videointervistata, anch’essa parte della prima generazione, venne investita da pregiudizi e difficoltà di adattamento in un contesto socialmente, economicamente e financo linguisticamente diverso da quello di provenienza. Il percorso scolastico di Pero si è snodato dal 1958, anno in cui ha cominciato a frequentare le scuole elementari, al 1963: nata nel 1952, fece parte della prima coorte che poté frequentare la scuola media unica, istituita con la L. 1859/1962, e vi venne iscritta; tuttavia, a causa delle cagionevoli condizioni di salute, poté frequentare solo in maniera discontinua, perse l’anno e i suoi genitori preferirono ritirarla (Oliviero 2007). Ha studiato dunque negli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta: gli anni della transizione economica e politica dell’Italia, attraversata dal boom economico e coinvolta nell’esperimento del centro-sinistra, ma caratterizzati da una situazione contraddittoria nel mondo scolastico, segnata da quei processi di autoritarismo e di persistenza di un indirizzo neoidealistico, elitista e classista tacciato poi da don Milani in Lettera a una professoressa (Crainz 2002, Galfré 2017).

Per quanto riguarda le scuole, Pero si sofferma sui primi due anni, frequentati a Nicosia, e i successivi tre, affrontati quando già viveva a Punica. In Sicilia la famiglia viveva a un’ora e mezza dalla scuola più vicina: un tragitto lungo e malagevole, in mulattiera, che i fratelli maggiori avevano percorso tutti i giorni e che a lei, invece, venne risparmiato perché poté contare sull’ospitalità di una zia con cui viveva dal lunedì al sabato. Della prima insegnante conserva scarsi ricordi: impegnata nell’organizzazione del refettorio, era spesso assente, e sostituita da una girandola di supplenti che ben poco riuscirono a insegnare. Ancora in seconda elementare, afferma infatti Pero, non era in grado di leggere e scrivere. Le lacune furono parzialmente colmate l’anno successivo, con l’arrivo di un’insegnante molto più presente.

Con il trasferimento in Toscana, la famiglia Pero, pur continuando a vivere in campagna, abita più vicino alla scuola – a mezz’ora di cammino. La terza elementare è ricordata tuttavia con amarezza: più indietro sul programma rispetto agli altri bambini, con un possesso incerto della lingua italiana, Pero venne presa in giro per la sua origine siciliana, come si dilunga: «eravamo visti in modo quasi come se fossimo degli zingari eravamo un'altra razza insomma», ricorda al m. 17.33. Più positivi i due anni successivi: di questi ultimi, ricorda soprattutto la maestra, che gestiva una biblioteca scolastica e le consentiva, pertanto, di leggere libri che la sua famiglia non poteva acquistare. In questo modo, Pero poté leggere Cuore e I promessi sposi. Un certo sbigottimento provocò tuttavia in lei il programma di storia, che in quinta elementare, ricorda, riservava una sola pagina di libro al fascismo e alla seconda guerra mondiale, argomento che la interessava in seguito alle numerose conversazioni avute con i genitori a casa. Chiese perciò alla maestra se era possibile approfondire l’argomento, ricevendo però un imbarazzato diniego: erano ancora gli anni in cui l’attualità e la storia più recente erano argomenti banditi dalle scuole (Galfrè 2017). Tralasciate erano anche le vicende della Shoah e della deportazione degli ebrei, che cominciarono a essere studiate e discusse solo dalla fine degli anni Sessanta. «lei mi disse beh tutto quello che ti posso dire è quello che c'è scritto qui poi diceva ma chiedi ai genitori forse ti sapranno dire», racconta infatti Pero al m. 25.39; l’approfondimento venne quindi condotto in maniera autonoma e in età adulta.

Nella conclusione dell’intervista, Pero rimpiange di non aver potuto continuare a studiare, evento che provoca in lei ancora disagio quando si ritrova a parlare con persone più colte di lei.

Fonti

Fonti bibliografiche:

A. Badino, Strade in salita. Figlie e figli di immigrati meridionali al Nord dal miracolo economico al declino industriale, Roma, Carocci, 2012.

G. Crainz, Il paese mancato. Dal miracolo economico agli anni Ottanta, Milano, Donzelli, 2002. 

M. Galfrè, Tutti a scuola! L'istruzione nell'Italia del Novecento, Roma, Carocci, 2017.

L. Goretti, I neri bianchi. Mezzadri di Greve in Chianti tra lotte sindacali e fuga dalle campagne (1945-1960), Roma, Odradek, 2011.

S. Oliviero, La nascita della scuola media. Un accidentato percorso legislativo, Pisa, CET, 2007.

 

Fonti normative

Legge 31 dicembre 1962, n. 1859, Istituzione della scuola media statale (GU Serie Generale n. 27 del 30-01-1963), permalink: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1963/01/30/062U1859/sg

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