Salta al contenuto principale

Balilla

Editore:
Roma TrE-Press - In collaborazione con il Museo della Scuola e dell’Educazione “Mauro Laeng” (MuSEd)
Luogo di pubblicazione:
Piazza della Repubblica, n. 10, 00185, Roma (Italia)
Autore della scheda:
DOI:
10.53220/963
Scheda compilata da:
giulia.cappelletti
Pubblicato il:
23/11/2021
Tipologia dell'opera:
Data opera:
1969
Tecnica artistica:
matita e smalti alluminio su carta
Credits:

Fonte: https://www.artribune.com/attualita/2015/11/intervista-giosetta-fioroni-mostra-galleria-marcorossi-milano/attachment/fioroni-giosetta-balilla-1969-cm-100x70/

L’immagine riprodotta in questa scheda è stata reperita su internet. Laddove era indicato il titolare dei diritti, si è provveduto a richiedere l'autorizzazione alla riproduzione nella banca dati, la quale è assolutamente priva di lucro sia diretto che indiretto. Se qualcuno ritenesse che la riproduzione leda i propri diritti di utilizzazione è invitato a scrivere al seguente indirizzo: prin.formazione@uniroma3.it e si procederà immediatamente alla rimozione della immagine. Si ringraziano sentitamente tutti coloro che hanno concesso i diritti di riproduzione delle immagini.

Nel 1969 Giosetta Fioroni realizza un corpus di opere sulla memoria del ventennio fascista riletta attraverso la propria sensibilità di artista e la propria esperienza personale. Si tratta di disegni a matita su carta, lumeggiati con rapide pennellate di smalto color argento secondo la tecnica sviluppata agli inizi del decennio. Balilla viene presentata in occasione di una mostra personale alla galleria dell’Indiano di Firenze nel marzo 1970, a pochi mesi di distanza dalla strage di Piazza Fontana a Milano. L’atteggiamento dell’artista di fronte alla coeva situazione politica è lontano dall’entusiasmo che animava il Sessantotto: per Fioroni la minaccia del fascismo è sempre pronta a irrompere nella società contemporanea e nei suoi costumi. I balilla – corpi complementari all’istituzione scolastica nati e istituzionalizzati nel 1926 per l’educazione spirituale, culturale, religiosa e militare dei «fascisti del domani» – vengono qui ridotti a presenze evanescenti e a volti di «fantasmi» funerei. Dichiara Fioroni nel catalogo: «La partenza alla visita interiore sono state alcune immagini dei primi anni del fascismo. La coincidenza (figurativa) con la visita esterna nella nostra società, sono volti, vestiti e mode e soprattutto sentimenti che si aggirano, spesso fantasmi del consumo, del “remake” funebre intorno a noi» (G. Fioroni, in Giosetta Fioroni, catalogo della mostra, Galleria L’Indiano, Firenze, 7 marzo 1970).

Contenuto protetto da Copyright