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Io speriamo che me la cavo

Sessanta temi di bambini napoletani
Editore:
Roma TrE-Press - In collaborazione con il Museo della Scuola e dell’Educazione “Mauro Laeng” (MuSEd)
Luogo di pubblicazione:
Piazza della Repubblica, n. 10, 00185, Roma (Italia)
Autore della scheda:
DOI:
10.53167/959
Scheda compilata da:
simone.dibiasio
Pubblicato il:
23/11/2021
Tipologia:
Autore:

Edizione

Editore:
Mondadori
Città di pubblicazione:
Milano
Anno di pubblicazione:
1994
Titolo prima edizione:
Io speriamo che me la cavo
Editore prima edizione:
Mondadori
Città di pubblicazione prima edizione:
Milano
Anno di pubblicazione prima edizione:
1990
Numero di pagine:
144

Indicizzazione e descrizione semantica

Identificatori cronologici:
1980s 1990s

Nella scuola elementare di Arzano, periferia nord di Napoli, lavora l’autore di questo libro che narra della propria esperienza attraverso i temi dei suoi bambini, restituendo l’immagine di una scuola e di una regione spesso abbandonate dallo Stato e, per questo, culturalmente più arretrate, sebbene per niente prive di ironia e di crudo realismo. Un ritratto del Paese e dei paesi, della Scuola e delle scuole attraverso 60 temi che l’autore-maestro ha conservato e scelto, tra i più ameni e sorprendenti, senza badare al loro essere sgrammaticati, ma soltanto al valore intrinseco, alla miseria che vi traspare, mista alla gioia di crescere e riscattarsi. 
Uno dei temi, tra i più terribili, racconta di una scuola che è un inferno, coi banchi rotti, senza lavagna, i ragni nei cassetti, i buchi nei muri, i bidelli delinquenti. Qualcun altro, quando fa incubi di notte, sogna la scuola; quando dorme tranquillo, scrive nel tema, semplicemente non sogna la scuola.
 

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