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Inchiostro, penna e calamaio. Memorie di una maestra

Editore
Roma TrE-Press - In collaborazione con il Museo della Scuola e dell’Educazione “Mauro Laeng” (MuSEd)
Luogo di pubblicazione
Piazza della Repubblica, n. 10, 00185, Roma (Italia)
Autore della scheda:
DOI:
10.53165/250
Scheda compilata da:
francesca.pizzigoni
Pubblicato il:
15/09/2021
Data di produzione:
2000
2001
Ordine e grado:
Scuola primaria
Numero di pagine:
72

Il volume riprende in parte ed amplia i contenuti di un precedente diario autobiografico della medesima autrice intitolato Le ali del cuculo. I primi anni di insegnamento, dal 1937 al 1945, sono connotati da numerosi cambiamenti di sede (Cassina Amata, Senago, Cusano Milanino) e dal precipitare degli eventi bellici. Nel primo anno scolastico postbellico l’A. è assegnata alla scuola Cassina Amata, di cui descrive l’organizzazione e gli arredi didattici (p. 22). Insegna poi alla pluriclasse di Brugora, una frazione di Casate Nuovo  in Brianza, e in seguito nel 1947-48 ottiene un incarico sempre di supplente a Brusuglio, frazione di Cormano, in cui non era ancora pronta l’edificio scolastico e si faceva lezione in una vecchia scuderia di Villa Manzoni.  Intanto l’A. partecipa al concorso magistrale per diventare di ruolo e viene interrogata su Gabelli. Continua ad insegnare nella medesima sede fino al 1950-51, poi a Marcallo per poi essere trasferita a Ospitaletto fino al 1955. Nel frattempo a Brusuglio dove aveva insegnato nell’aula di fortuna, viene completato il nuovo edificio scolastico, inaugurato nell’ottobre 1955 e insegnerà li fino alla pensione. Descrive l’edifico e il nuovo materiale didattico (p. 36). Dopo aver ricordato colleghi e alunni, l’A. tratta il proprio metodo di insegnamento (pp. 53-58): si basava su dimostrazioni pratiche, esercizio e metodo oggettivo per i più piccoli. Ricorda come in tempo di guerra aveva coinvolto le alunne nella corrispondenza con i soldati, pratica epistolare ripresa anche negli anni successivi, per esempio in occasione della tragedia del Vajont. L’A. esplicita la propria inclinazione verso il canto, la recitazione, la danza, tutto quanto fosse attinente alla musica che entra a far parte del suo metodo di insegnamento in cui usa filastrocche per apprendere e realizza anche incisioni corali a favore del Patronato scolastico. Dopo il pensionamento avvenuto nel 1965 continua a insegnare canto presso l’Istituto magistrale Cabrini di Milano e gli asili di S. Angelo Lodigiano e di Carcano di Cormano. Affianca anche insegnamenti di pianoforte e di catechismo. Concludono il manoscritto alcune fotocopie di pagine tratte dalle Cronache della classe II A negli anni scolastici compresi tra il 1967 e 1970 che riportano testi e disegni degli alunni.

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