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Lapide a Floreste Malfer a Garda (1933)

Editore:
EUM – Edizioni Università di Macerata
Luogo di pubblicazione:
Corso della Repubblica, n. 51, 62100, Macerata (Italia)
Codice ISSN:
2785-3098
Autore della scheda:
DOI:
10.53218/279
Scheda compilata da:
Valentino Minuto
Pubblicato il:
15/10/2021
Data di inaugurazione:
21 maggio 1933
Materiale:
Marmo

Ubicazione

Indirizzo:
Piazza Catullo 4
37016 Garda VR
Veneto
Dettagli sull'ubicazione spaziale:
La lapide è posta sulla casa natale di Malfer
Credits:

Foto di Massimo Telò - Comuni-Italiani.it; Fonte: http://www.comuni-italiani.it/023/036/

Testo dell'iscrizione:
FLORESTE MALFER
NELLA SCVOLA E NELLA VITA SEMPLICE
DELLA CORPORAZIONE ORIGINARI
ESPRESSE LA ANTICA POESIA
AMORE E SCIENZA
GENIALMENTE ABBINANDO
AD ILLVSTRARE IL SVO LAGO
CHE NE VIGILA IL NOME
E LO PERPERTVA
PER I FIGLI DEI FIGLI

Posta sulla casa ove ebbe i natali, la lapide a Floreste Malfer fu inaugurata il 21 maggio 1933, a quasi sei mesi dalla morte di questo docente di matematica, che era stato presidente della Corporazione degli Originari di Garda e aveva studiato l’oroidrografia e l’ittiologia benacense, «abbinando amore e scienza a illustrare il suo lago». Prima che quel giorno fosse tolto il telo che copriva la lapide, nella sala della Chiesa di S. Stefano si svolse la commemorazione di Malfer, promossa dell’Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere di Verona, di cui il defunto naturalista aveva fatto parte. Fu investito del discorso di occasione Marco Marchi, membro di questa istituzione culturale scaligera, che rischiarò le parole «Floreste Malfer nella scuola […] espresse la antica poesia» incise sulla lapide. Di questo uomo di intelligenza ecclettica – che in gioventù aveva scritto dei versi – l'oratore disse: «è una sintesi pulsante tra il cervello e il cuore. Matematico e poeta […], e potrebbe sembrare una contraddizione per coloro che molto superficialmente incasellano gli uomini a seconda delle loro attitudini prevalenti, creando quasi una antitesi tra il rigoroso raziocinio e il senso della poesia. […] uno svolgimento ampio e serenamente equilibrato delle varie facoltà della mente […] da natura fu sortito a Floreste Malfer» (Marchi, Floreste Malfer, 1933, p. 2).

Commemorato

Floreste Malfer

Floreste Malfer nacque l’8 novembre 1862 a Garda, sulla sponda veronese del lago, figlio di un pescatore. Ancora alle elementari, apprese le fatiche del mestiere del padre. Oramai diciottenne, per interessamento del maestro Gerolamo Belli – che ne conosceva la vivacità d’ingegno, proseguì gli studi a Verona. Ancora studente della Scuola Normale, iniziò a insegnare. Lo stipendio di maestro gli permise di mantenersi agli studi; riuscì così a conseguire, oltre alla licenza magistrale, quella tecnica e quella liceale. Nel 1893 si laureò in Matematica all’Università di Padova. Nel 1897 intraprese la carriera di docente di Matematica: fu a Tivoli, poi in Sicilia, quindi a Chiari nel Bresciano, infine a Verona; nella città scaligera insegnò per trentadue anni – prima alla Scuola Tecnica Michele Sammicheli e da ultimo all’Istituto Tecnico. Nel 1923, per benemerenza, fu iscritto nel ruolo d’onore degli insegnanti medi. Tante le cariche pubbliche che ricoprì a Verona; per menzionare quelle pertinenti all’educazione: fu membro del Consiglio direttivo degli Istituti Educativi Raggruppati, della Commissione Civica degli Studi e della Giunta Provinciale per le Scuole Medie. Cultore di scienze naturali, si dedicò agli studi oroidrografici e ittiologici sul lago di Garda; da cui la pubblicazione di una serie di saggi. L’Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere di Verona gli conferì, a titolo di premio per monografie da lui pubblicate, una medaglia d’argento nel 1897 e una d’oro nel 1909. Riconosciuto come il massimo esperto di ittiologia benacense, partecipò ai lavori di una commissione d’inchiesta sulla pesca nel lago di Garda, nominata nel 1908 dal ministero dell’Agricoltura; seguì la stesura di una relazione, edita nel 1911. Nel 1927, sotto gli auspici della summenzionata Accademia – a cui era stato ascritto fin dal 1903, diede alle stampe Il Benaco, opera ancora oggi fondamentale per la conoscenza oroidrografica e ittiologica del lago di Garda. Legatissimo alla terra natia, fece rinascere la Corporazione degli Originari di Garda, il sodalizio che custodiva i diritti esclusivi di pesca in acque itticamente assai produttive del lago. Fu posto a riposo – dopo cinquant’anni di insegnamento – nel 1932. Ammalatosi, morì a Verona il 26 novembre di quell’anno.

Fonti bibliografiche:
  • A. Scolari, Floreste Malfer, «Bollettino di pesca, di piscicoltura e di idrobiologia», a. VIII, fasc. 6, novembre-dicembre 1932, pp. 883-884
  • In morte del m.e. prof. Floreste Malfer, «Atti e memorie dell’Accademia di agricoltura, scienze e lettere di Verona», ser. 5, vol. X, 1933, pp. XV-XVI
  • M. Marchi, Floreste Malfer. Commemorazione letta nella sala di S. Stefano in Garda il giorno 21 maggio 1933, Verona, La Tipografica Veronese, 1933 (oltre che sotto forma di opuscolo indipendente, il discorso commemorativo fu pubblicato in «Atti e memorie dell’Accademia di agricoltura, scienze e lettere di Verona», ser. 5, vol. XI, 1934, pp. 99-115)
  • Malfer Floreste, in G. F. Viviani (a cura di), Dizionario biografico dei veronesi (secolo XX), 2 voll., s.l. [Verona], Fondazione Cassa di risparmio di Verona Vicenza Belluno e Ancona, 2006, vol. 2 (M-Z), pp. 501-502

Fonti

Fonti bibliografiche:
  • M. Marchi, Floreste Malfer. Commemorazione letta nella sala di S. Stefano in Garda il giorno 21 maggio 1933, Verona, La Tipografica Veronese, 1933 (oltre che sotto forma di opuscolo indipendente, il discorso commemorativo fu pubblicato in «Atti e memorie dell’Accademia di agricoltura, scienze e lettere di Verona», ser. 5, vol. XI, 1934, pp. 99-115)
  • 21 Maggio. Commemorazione del prof. Floreste Malfer, «Atti e memorie dell'Accademia di agricoltura, scienze e lettere di Verona», ser. 5, vol. XI, 1934, pp. XII

 

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