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Lapide sepolcrale di Laura Solera Mantegazza a Milano (1906)

Editore:
EUM – Edizioni Università di Macerata
Luogo di pubblicazione:
Corso della Repubblica, n. 51, 62100, Macerata (Italia)
Codice ISSN:
2785-3098
Autore della scheda:
DOI:
10.53218/364
Scheda compilata da:
Valentino Minuto
Pubblicato il:
30/12/2021
Tipologia:
Committenza:
Comitato per le onoranze a Laura Solera Mantegazza, costituitosi per iniziativa dell’Unione Femminile Nazionale
Data di inaugurazione:
3 giugno 1906
Materiale:
Marmo

Ubicazione

Lombardia
Dettagli sull'ubicazione spaziale:
Segnata dalla lapide, la tomba di Laura Solera Mantegazza è posta nella cripta del Famedio del Cimitero Monumentale
Testo dell'iscrizione:
LAURA SOLERA MANTEGAZZA
SERVÌ LA PATRIA NEI GIORNI DEL PERICOLO
CON SAPIENTE CARITÀ MERITÒ IL NOME DI MADRE DEI POVERI
FONDÒ IL PIO ISTITUTO DI MATERNITÀ
LA SOCIETÀ DELLE OPERAIE E SCUOLE PROFESSIONALI
ADDITANDO CON SPIRITO PRECURSORE
NELLA SOLIDARIETÀ E NELLA ISTRUZIONE
LA VIA NOBILE E VERA DELLA ELEVAZIONE SOCIALE
N. 15 GENNAIO 1813 - M. 15 SETTEMBRE 1873

Il 3 giugno 1906, a trentatré anni dalla morte, le spoglie di Laura Solera Mantegazza furono trasferite al Famedio del Cimitero Monumentale di Milano quale attestato di pubblica stima per le benemerenze patriottiche e umanitarie della cittadina meneghina. L’epigrafe incisa sulla lapide sepolcrale celebra la Solera con titoli di lode: servitrice della «patria nei giorni del pericolo»; «madre dei poveri», da lei beneficati con la raccolta di fondi; fondatrice – nel capoluogo lombardo – del «Pio Istituto di Maternità», della «Società» di Mutuo Soccorso e Istruzione «delle Operaie» e della Scuola Professionale Femminile; precorritrice dei tempi, indicando «nella solidarietà e nell’istruzione la via nobile e vera della elevazione sociale» delle donne lavoratrici. A promuovere il tributo degli onori del Famedio – tra i defunti illustri che avevano onorato la città di Milano – fu un gruppo di socie dell’Unione Femminile Nazionale, che, capeggiato dalla presidente Ersilia Bronzini Majno, si costituì in comitato. Lo stesso giorno della traslazione della salma il Comitato per le onoranze pubblicò un numero unico contenente: una biografia della Solera; lettere inedite di Giuseppe Garibaldi alla Signora Laura per l’azione a pro dell’Italia; documenti relativi alle istituzioni assistenzialistiche, mutualistiche ed educative fondate dalla filantropa. Nell’occasione del trasporto delle ceneri al Famedio venne altresì alle stampe una raccolta di omaggi, quasi tutti femminili, dedicati Alla memoria imperitura di Laura Solera Mantegazza. L’opuscolo comprende una lettera che Ada Negri aveva indirizzato alla Bronzini; la scrittrice, nel congratularsi con la presidente dell’Unione Femminile Nazionale per la riuscita dell’iniziativa, affermò che l«inestinguibile ardore» della Solera doveva animare le conquiste dellemancipazione femminile: «L’eredità morale di Laura Solera Mantegazza è ormai raccolta da migliaia di coscienze femminili evolute; e pare facile compiere il bene che cinquant’anni or sono Ella divinò, precorrendo i tempi, indicando la salvezza della donna operaia, nell’elevazione dell’animo suo, nella cooperazione, nel mutuo soccorso, nella religione e nell’orgoglio della sua maternità, legittima o no» (Alla memoria imperitura di Laura Solera Mantegazza, s.d., pp. 10-11).

Fonti

Fonti bibliografiche:
  • Onoranze a Laura Solera Mantegazza. Milano III giugno MCMVI (numero unico a cura del Comitato per le onoranze a Laura Solera Manetagazza), Milano, Tip. Nazionale di V. Ramperti, 1906
  • Alla memoria imperitura di Laura Solera Mantegazza pel trasporto delle sue ceneri nel Famedio, s.l, s.n., s.d. [1906]
  • Laura Solera-Mantegazza, «Nuova antologia di lettere, scienze ed arti», ser. 5, vol. CXXIII – vol. della raccolta CCVII, fasc. 828, 16 giugno 1906, p. 733
  • E. Scaramuzza, Di madri, di figlie e di sorelle: amicizia e impegno politico in Lombardia nel “lungo Ottocento”, in Ead. (a cura di), Politica e amicizia. Relazioni, conflitti e differenze di genere (1860-1915), Milano, FrancoAngeli, 2010, pp. 87-114 (in particolare le pp. 98-99 )
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