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Monumento a Edmondo De Amicis a Torino (1923)

Editore:
EUM – Edizioni Università di Macerata
Luogo di pubblicazione:
Corso della Repubblica, n. 51, 62100, Macerata (Italia)
Codice ISSN:
2785-3098
Autore della scheda:
DOI:
10.53218/292
Scheda compilata da:
Valentino Minuto
Pubblicato il:
15/10/2021
Autore dell'epigrafe:
Edmondo De Amicis (ai lati del basamento); Amalia Guglielminetti (sullo zoccolo dell’esedra)
Autore dell'artefatto:
Edoardo Rubino
Committenza:
Comitato promotore del monumento a Edmondo De Amicis, su iniziativa della «Gazzetta del popolo»
Data di inaugurazione:
21 ottobre 1923
Materiale:
Marmo

Ubicazione

Indirizzo:
Piazza Carlo Felice
10121 Torino TO
Piemonte
Dettagli sull'ubicazione spaziale:
Il monumento è posto all’interno del Giardino Sambuy
  • Image:
    1) Foto del monumento a Edmondo De Amicis, opera di Edoardo Rubino, a Torino
  • Image:
    2) Foto del lato anteriore del piedistallo
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    3)Fot o della statua della "Seminatrice di buone parole"
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    4) Foto del fregio in alto rilievo dell’esedra del monumento
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    5) Foto dell’esedra. Dettaglio dell’altorilievo: l’"Amore filiale"
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    6) Foto dell’esedra. Dettaglio dell’altorilievo: lo "Studio"
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    7) Foto dell’esedra. Dettaglio dell’altorilievo: il "Lavoro"
Credits:

1), 2), 3), 4) Fotografie di Giuseppe Caifa, 2011. © MuseoTorino; Fonte: http://www.museotorino.it/view/s/107f32f9fbff400dbca4521370bae824

5), 6), 7) © 2021 TorinoXL; Fonte: https://www.torinoxl.com/edmondo-de-amicis/

Testo dell'iscrizione:
(lato anteriore del piedistallo)
EDMONDO
DE AMICIS

MDCCCXLVI - MCMVIII

(lato destro del piedistallo)
RICREATE IL PADRE STANCO, FATE SORRIDERE
LA MAMMA TRISTE, DOMANDATE GRAZIA PER
IL PICCOLO FRATELLO COLPEVOLE, COMPONETE I
DISSENSI, SPANDETE LA VOSTRA VOCE COME
VNA MVSICA NELLA PACE OPEROSA DELLA
FAMIGLIA.

DE AMICIS ALLE RAGAZZE

(lato sinistro del piedistallo)
LA VOSTRA BONTÀ È LA DIGNITÀ E LA GRAZIA
DELLA SCVOLA, LA CONCORDIA E IL SORRISO DELLA
CASA, LA BENEDIZIONE DELLA VITA E DELLA
MORTE DI CHI LAVORA E SOFFRE PER VOI.

DE AMICIS AI RAGAZZI

(sullo zoccolo dell’esedra)
DATE AI FANCIVLLI SEMENTE DI BVONA PAROLA
NE TRARRETE DAGLI VOMINI MESSE D’OPERE OTTIME

ED. RVBINO (firma dello scultore)

Il monumento a Edmondo De Amicis reca sul fronte di un parallelepipedo di marmo di Seravezza, entro un medaglione, il profilo in basso rilievo dello scrittore (Foto 2). Gli ammonimenti che si leggono ai lati del basamentoa destra quello «alle ragazze» e a sinistra quello «ai ragazzi» – sono tratti dai discorsi che De Amicis aveva pronunciato alle scolaresche torinesi in qualità di consigliere comunale. Sopra il piedistallo, a tutto tondo, una donnasomigliante a una Vittoria per lo slancio del passoregge con il braccio sinistro una sacca di semi; il braccio destro, con il pugno chiuso, è teso all’indietro nel gesto di lanciare i chicchi di grano (Foto 3): la statua è la personificazione del capolavoro deamicisiano che dispensa «ai fanciulli» la «semente» della «buona parola». Alle spalle della statua, per la cui concezione lo scultore Edoardo Rubino si ispirò alla figura della semeuse che era impressa sulla moneta francese, si allunga un’esedra anch’essa marmorea (Foto 4); sul semicerchio corrono in alto rilievo allegorie delle virtù destate dalla lettura di Cuore; da sinistra a destra si sviluppano in successione simbolica sette gruppi scultorei: per l’Amore filiale, un giovinetto che sostiene la nonna; per l’Amore materno, un gruppo di bambine che guida i primi passi di un infante (Foto 5); per lo Studio, giovanetti intenti alla lettura di un libro (Foto 6); per l’Amicizia, fanciulle che corrono abbracciate e giovinetti che si stringono in cerchio; per la Carità, ragazzine che si prodigano per una piccola mendicante; per il Lavoro, giovinette alle prese con attività donnesche (Foto 7); per l’Amore di patria, adolescenti che incedono marzialmente, in testa un giovanotto che stringe al petto la bandiera. Nell’intenzione dell’artista, le due parti del monumento – la statua della Seminatrice di buone parole e la retrostante fascia di gruppi scultorei – si fondono in un concetto unico: come recita l’iscrizione ai piedi dell’altorilievo – dettata da Amalia Guglielminetti, la «semente» della «buona parola» di Cuore, «data ai fanciulli», fruttifica in una «messe di opere ottime», riassunte nelle scene che formano il fregio dell’esedra. L’iniziativa di innalzare il monumento a Edmondo De Amicis a Torino fu lanciata dalla «Gazzetta del popolo». Alla cerimonia inaugurale – tenutasi il 21 ottobre 1923 – a prendere la parola furono: a nome del Comitato promotore del monumento, Raffaello Nardini Saladini, vice-direttore della «Gazzetta del popolo»; Lorenzo La Via, commissario prefettizio della città di Torino; Ernestina Rossi, alunna della VI classe elementare a nome di tutti i piccoli lettori di Cuore.

Commemorato

Fonti

Fonti bibliografiche:
  • M. Bassi, Il Monumento a "Cuore", «La Stampa», a. LVII, n. 249, 19 ottobre 1923, p. 4
  • E.F, L’inaugurazione del monumento a De Amicis (segue Il banchetto a E. Rubino), «La Stampa», a. LVII, n. 251, 22 ottobre 1923, p. 3
  • L’inaugurazione del monumento a De Amicis, «La Stampa», a. LVII, n. 252, 23 ottobre 1923, p. 4
  • G. Deabate, L’inaugurazione del monumento a Edmondo De Amicis a Torino il 21 ottobre, «L’Illustrazione italiana», a. L, n. 43, 28 ottobre 1923, copertina e pp. 526-527
  • “Cuore”. Il monumento ad Edmondo De Amicis, «L’Artista moderno. Rivista quindicinale illustrata d’arte pura ed applicata», a. XXIII, n. 5, 10 marzo 1924, pp. 81-85 e 87-89
  • M. Mosso, I tempi del cuore. Vita e lettere di Edmondo De Amicis ed Emilio Treves, Milano, A. Mondadori, 1925, pp. 9-12
  • Edmondo dei languori, in Cittadini di pietra. La storia di Torino riletta nei suoi monumenti, Torino, Comune di Torino, 1992, pp. 244-248

 

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