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Lapide a Rosa Agazzi a Volongo (1961)

Editore:
EUM – Edizioni Università di Macerata
Luogo di pubblicazione:
Corso della Repubblica, n. 51, 62100, Macerata (Italia)
Codice ISSN:
2785-3098
Autore della scheda:
DOI:
10.53218/2043
Scheda compilata da:
Valentino Minuto
Pubblicato il:
30/12/2022
Autore dell'epigrafe:
Luigi Molina
Committenza:
Opera Nazionale di Assistenza all’Italia Redenta (ONAIR); Centro Didattico Nazionale per la Scuola Materna (CDNSM)
Data di inaugurazione:
8 gennaio 1961
Occasione commemorativa e/o celebrativa:
Decennale della morte di Rosa Agazzi
Materiale:
Marmo
Stato di conservazione:
buono

Ubicazione

Indirizzo:

Via Giuseppe Garibaldi 20
26030 Volongo CR
Italia

Lombardia
Dettagli sull'ubicazione spaziale:
La lapide è posta sulla facciata della casa dove Rosa Agazzi morì nel 1951

Indicizzazione e descrizione semantica

Lingua:
Identificatori di nome:
Carolina Agazzi
Identificatori cronologici:
1960s
Testo dell'iscrizione:
ROSA AGAZZI
NATA A VOLONGO IL 26 MARZO 1866
SI SPENSE IN QUESTA CASA IL 9 GENNAIO 1951
DOPO AVER DEDICATO LA SUA LUNGA VITA
ALLA CURA DELL’INFANZIA
CON LA PREZIOSA COLLABORAZIONE DELLA SORELLA CAROLINA
DEFINENDO E VIVIFICANDO
CON ACUTA VEGGENZA E ARDORE GENEROSO
LE LINEE MAESTRE DI UNA DELICATA ARTE EDUCATIVA
ISPIRATA ALLA LIBERA ATTIVITÀ E ALLA SOLIDARIETÀ UMANA

L’OPERA NAZIONALE DI ASSISTENZA ALL’ITALIA REDENTA
A PERENNE RICORDO DELLA SUA ILLUSTRE COLLABORATRICE

9 GENNAIO 1961

La cerimonia di inaugurazione di questa lapide fu promossa dall’Opera Nazionale di Assistenza all’Italia Redenta (ONAIR) e dal Centro Didattico Nazionale per la Scuola Materna (CDNSM) in occasione del decennale della morte di Rosa Agazzi, anche se si svolse l’8 gennaio 1961 nel paese natale delle sorelle Agazzi. Erano presenti Mons. Agostino Poma, vescovo di Mantova (in quanto Volongo, in provincia di Cremona, fa però parte della Diocesi di Mantova); Giovanni Vezzoli, Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Brescia; Giovambattista Carron, presidente dell’ONAIR, insieme alla direttrice generale Teresa Sassudelli e ai direttori regionali per il Trentino e il Friuli Venezia Giulia; Aldo Agazzi, presidente del Centro Didattico Nazionale per la Scuola Materna di Brescia insieme al direttore Franco Tadini, Cecilia Ronchi e Annamaria Rossi; per la casa editrice La Scuola di Brescia don Giuseppe Tedeschi, Vittorino Chizzolini e Sergio Salucci, redattore della rivista «Scuola Materna». Erano inoltre presenti anche il Provveditore agli Studi di Cremona, il sindaco di Volongo e il sindaco di San Martino dell’Argine, dove l’ONAIR aveva fondato una scuola materna intitolata a Ferrante Aporti. Intervennero alla cerimonia anche la direttrice della scuola materna eretta dall’ONAIR a Volongo in memoria delle sorelle Agazzi, appartenente all’Istituto delle Piccole Suore della Sacra Famiglia, e una folta delegazione di maestre triestine, recanti simbolicamente il labaro che nel 1919 per iniziative delle sorelle Agazzi era stato offerto dalla città di Brescia a quella di Trieste, dove era stato recato dalle maestre venute a Brescia per specializzarsi nel metodo agazziano. Le onoranze si erano aperte con la deposizione di una corona di fiori sulla tomba delle sorelle Agazzi, «riunite nella pace eterna» all’interno del cimitero di Volongo, e l’omelia di don Giuseppe Tedeschi, cui era seguita la messa solenne celebrata da Mons. Poma nella chiesa parrocchiale di Volongo, che aveva esaltato i valori cristiani insiti nel metodo educativo agazziano. Terminata la messa era stata dunque scoperta la lapide sulla facciata della casa dove Rosa Agazzi era morta, il cui testo era stato dettato da Luigi Molina, Provveditore agli Studi di Trento e direttore generale dell’ONAIR. I convenuti si spostarono dunque presso il piccolo teatro comunale di Volongo, dove Giovanni Battista Carron per l’ONAIR e Aldo Agazzi per il CDNSM pronunciarono i propri discorsi commemorativi. In particolar modo, Carron nel suo discorso ricordò la figura di don Francesco Maria Zapparoli, l’arciprete di Volongo sottoposto a sorveglianza nel 1851 in seguito all’inchiesta sulle attività politiche antiaustriache in provincia di Mantova che avrebbe condotto alla scoperta del comitato rivoluzionario ispirato da don Enrico Tazzoli, zio delle sorelle Agazzi, della cui educazione si era fatto carico durante la loro infanzia. Carron sottolineava il profondo ascendente esercitato dallo zio sacerdote sulle due sorelle, ispirandole nella creazione di «un’educazione italiana per gli italiani», aspirazione al centro della loro azione educativa anche quando – dopo la Prima guerra mondiale – si sarebbero recate a Trento invitate dall’ONAIR per organizzare corsi di formazione al proprio metodo per le maestre trentine. Carron proseguiva: «E qual è allora lo spirito di Rosa Agazzi che vive? Rileggiamo le parole della lapide: “La sua azione fu ispirata alla libera attività e solidarietà umana”. E sono ancora parole di Rosa Agazzi: “Il concetto limpido del problema educativo è nello stesso tempo il concetto del bene sociale”. E le sue tre grandissime idee: la libertà della persona umana, la comunità nella sua realtà storica, la maestra come interprete e suscitatrice di vita. Non ci si educa, pare essa ci dica, che nella libertà, costruendoci passo per passo la nostra vita, la nostra personalità. Non ci si educa però che nella comunità per la comunità, con la comunità; non ci sono solamente i bambini, ma ci sono i bambini con le loro mamme, i loro papà, con il loro paese, con la patria, con l’umanità» («Scuola Materna», 1961, pp. 288-289). È interessante notate come l’ONAIR abbia svolto un ruolo fondamentale sia nelle onoranze tributate a Rosa Agazzi il giorno della sua tumulazione nel cimitero di Volongo l’11 gennaio 1951, quando il presidente Luigi Granello pronunciò un discorso solenne, nel corso delle onoranze tenutesi il 9-10 giugno 1952 a Cremona e Volongo, nel corso delle quali dinnanzi alla lapide funeraria delle due sorelle fu accesa la lampada votiva offerta dalle maestre delle scuole materne dell’ONAIR, e ancora in occasione delle celebrazioni promosse il 26-27 marzo 1966 a Brescia e Volongo Comitato nazionale d’onore per il primo centenario della nascita di Rosa, cui facevano parte – non a caso – Giovanni Battista Carron e Aldo Agazzi.

Commemorato

Fonti

Fonti archivistiche:
  • Centro studi Sorelle Agazzi di Volongo (Sezione del Centro di documentazione dell’Ecomuseo delle Valli Oglio-Chiese), Album fotografico dei funerali di Rosa Agazzi e ciclostilato Maestra Rosa. Brevi note a cura di Maria Bignotti e suor Vittoria Plotegher (Volongo, agosto 1973)
  • Archivio di Stato di Udine, fondo «ONAIRC – Direzione regionale di Udine», b. 3, fasc. 6 «Onoranze a Rosa Agazzi, 8-10 giugno 1952 Cremona – Volongo»
  • Archivio storico della Provincia autonoma di Trento, fondo «ONAIRC – Direzione regionale di Trento», categoria II/A, b. 85 «O.N.A.I.R. – Rosa Agazzi»
  • Fondazione Museo Storico del Trentino, fondo «Luigi Granello», segnature 2.5.10 e 3.17
  • Fondazione Museo Storico del Trentino, fondo «Luigi Molina» (in fase di riordino)
Fonti bibliografiche:
  • Commemorato il decimo anniversario della morte di Rosa Agazzi, in «Scuola Materna», n. 9, 1961, pp. 288-289
  • Rosa Agazzi a dieci anni dalla morte, Centro Didattico Nazionale per la Scuola Materna, Brescia, 1961
  • Rosa Agazzi nel primo centenario della nascita, Centro Didattico Nazionale per la Scuola Materna, Brescia, 1966
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