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Il romanzo d'un maestro

Editore:
Roma TrE-Press - In collaborazione con il Museo della Scuola e dell’Educazione “Mauro Laeng” (MuSEd)
Luogo di pubblicazione:
Piazza della Repubblica, n. 10, 00185, Roma (Italia)
Autore della scheda:
DOI:
10.53167/1056
Scheda compilata da:
teresa.gargano
Pubblicato il:
21/12/2021
Tipologia:
Curatore:
Anna Ascenzi, Roberto Sani

Edizione

Editore:
ETS
Città di pubblicazione:
Pisa
Anno di pubblicazione:
2021
Titolo prima edizione:
Il romanzo d'un maestro
Editore prima edizione:
Treves
Città di pubblicazione prima edizione:
Milano
Anno di pubblicazione prima edizione:
1890
Numero di pagine:
358

Frutto di un lungo lavoro di documentazione basato sullo studio dei provvedimenti legislativi, delle delibere dei comuni, dei periodici scolastici e magistrali dell’epoca, inviato all’editore Treves nel maggio del 1886, insieme al più noto Cuore scritto, al contrario, in poche settimane, Il romanzo di un maestro descrive uno straordinario affresco della condizione magistrale e della vita della scuola popolare dell’Italia degli ultimi decenni dell’Ottocento e rappresenta una denuncia dell’estrema povertà culturale e materiale che caratterizzava la realtà scolastica di quegli anni. Il maestro Emilio Ratti, attorno a cui ruotano figure emblematiche del mondo della scuola di allora, non ultima la maestra Pedani, è il protagonista del romanzo. Al di là di ogni retorica spesso presente nella pubblicistica dell’epoca, la sua scelta di diventare maestro appare inizialmente più dovuta a necessità (la prematura morte del padre e il dovere di mantenere la famiglia) che a vera vocazione e prende un avvio deludente già a partire dalla frequenza della scuola normale, che si presenta al protagonista, senza infingimento alcuno, assai povera culturalmente. Così come, d’altra parte, assai disgraziata si manifesta, di lì a poco, la vita dei maestri e ancor di più quella delle maestre. Le condizioni difficili in cui versavano le scuole municipali erano rese ancora più dolorose dall’assenza di tutele giuridiche per gli insegnanti, dall’esigua retribuzione salariale, dai soprusi delle autorità locali e dai frequenti controlli degli ispettori ministeriali. Trasferitosi a Torino, in seguito alla vincita di un concorso, vi diviene insegnante municipale, in un clima meno angusto e, per certi versi, più promettente. Il romanzo si conclude con il racconto della sua partecipazione ad una “Conferenza pedagogica” (nell’ambito di iniziative promosse per la formazione degli insegnanti) animata da molti maestri e maestre, descritti dall’Autore come un “esercito” pronto ad affrontare una nuova battaglia per il rinnovamento della condizione magistrale e della scuola italiana.

 

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