Il volume si apre con la prefazione del marito Francesco Orsini. La narrazione, sotto forma di diario personale che accompagna l’esperienza di un intero anno scolastico da novembre a luglio presso una scuola di montagna a Selvanova (CE), si apre con la descrizione dell’arrivo in paese e dell’edificio in cui si trovano l’aula e l’abitazione. L’anno scolastico non viene volutamente esplicitato dall’autrice che inserisce puntini di sospensione al posto dell’indicazione dell’anno. Le vengono affidati 40 alunni di classe mista e unica. La narrazione si sofferma sui dialoghi con le persone del paese, sull’avvicendarsi delle stagioni e delle festività, riportando scene di vita quotidiana tra freddo, natura e vita umile. Il racconto scolastico rimane in sottofondo e viene tratteggiato solo attraverso pochi cenni: il 19 aprile la visita dell’ispettore (p. 40); il 24 giugno gli alunni «disertano la scuola» visto che i genitori sono impegnati nei lavori estivi e loro devono badare ai fratelli minori (p. 55); il 1 luglio si istituisce in un Comune limitrofo il patronato scolastico. A fine luglio l’autrice termina il suo anno a Selvanova e saluta i luoghi diventati cari.