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La mia autobiografia

Editore
Roma TrE-Press - In collaborazione con il Museo della Scuola e dell’Educazione “Mauro Laeng” (MuSEd)
Luogo di pubblicazione
Piazza della Repubblica, n. 10, 00185, Roma (Italia)
Autore della scheda:
DOI:
10.53165/164
Scheda compilata da:
francesca.pizzigoni
Pubblicato il:
07/09/2021
Autore:
Ordine e grado:
Scuola primaria
Collocazione:
MP/00
Numero di pagine:
224

Dopo aver sostenuto il concorso da maestra nel 1925, B. ottiene il primo incarico a Compofontana (Verona) con le classi I e III dove si impegna nell'autoproduzione di tabelloni (p. 43) e di materiali didattici: “secondo la mia logica i bambini dovevano apprendere divertendosi [...]. La nostra scuola diventò un arsenale di cianfrusaglie” (p.44). Viene trasferita in provincia di Belluno, frazione di S. Pietro di Mel, dove trova bambini senza scarpe, locali scolastici di fortuna e malsani (p. 47). Segue una pluriclasse con cui organizza uscite per trovare materiali per lezioni di botanica e matematica (p.50). Nel 1927-28 insegna a Brancon di Nogara (classe con 58 scolari), per poi divenire insegnante di ruolo prima a Correzzo di Gazzo Veronese, poi a Pitigilano. Propone il metodo della composizione (p. 102): a casa ogni alunna cercava qualche favola, lei ne creava copie da distribuire a ciascuna alunna che traeva ispirazione per comporre. Nel 1941 si trasferisce a Grosseto e poi sfolla a Pitigliano (nelle grotte). Nel dopoguerra B. si dedica alla produzione di libri scolastici (p. 132), dando alle stampe un sillabario per alunni di prima: “ero certa che i libri adottati durante il periodo fascista sarebbero stati gettati al macero. La scuola perciò si doveva modernizzare e di conseguenza il Ministero avrebbe indetto un concorso per nuovi libri scolastici”. Il testo vince il concorso e riceve autorizzazione per la pubblicazione che lei presenta all'editore Bonacci di Roma, con illustrazioni di Paolo Paschetto. Seguono altri incarichi da parte dell’editore per scrivere un libro di lettura per la seconda classe e un sussidiario. Si trasferisce ad Ostia Lido dal 1946 al 1951, periodo in cui scrive altri libri che le portano buoni guadagni (p.144). Trasloca a Roma dove prende servizio presso la scuola Ugo Bartolomei, in una V elementare femminile (pp. 150-51). Poi si trasferisce nella scuola Ferrini dove realizza un “nuovo metodo d’insegnamento, basato sul gioco e su particolari ricerche”: modifica il setting d’aula a semicerchio e introduce giochi e nuovi metodi di valutazione (p. 152-3). Accoglie in classe una alunna bimba poliomelitica (p. 154) e insegna la matematica organizzando in aula una simulazione di mercato (p. 157). Emerge il ruolo innovatore di B.: promuove l'analisi grammaticale con i giochi di Arlecchino e potenziando gli aspetti artistici (p. 161); mette a punto un metodo per alunne con problemi di apprendimento. Presso la scuola Mazzini prepara insegnanti con il suo metodo: le sue lezioni sono riportate nel volume Tra i banchi della scuola. Usa il disegno e l'adozione di un quaderno “Rubrica illustrata” e “Rubrica dei numeri”. B. non manca di sottolineare l'ostracismo da parte di colleghi e direttori ma anche la consapevolezza della propria vita lavorativa segnata dalla considerazione della creatività e del gioco come elementi centrali per l'apprendimento.

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