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Busto di Vincenzo Garelli a Mondovì (1881)

Editore:
EUM – Edizioni Università di Macerata
Luogo di pubblicazione:
Corso della Repubblica, n. 51, 62100, Macerata (Italia)
Autore della scheda:
DOI:
10.53218/379
Scheda compilata da:
Valentino Minuto
Pubblicato il:
30/10/2021
Autore dell'artefatto:
Pietro Della Vedova
Data di inaugurazione:
20 ottobre 1881
Materiale:
Marmo

Ubicazione

Indirizzo:
Piazza IV Novembre 4
12089 Mondovì CN
Piemonte
Dettagli sull'ubicazione spaziale:
Il busto è posto nel chiostro del Liceo Vasco Beccaria Govone
Testo dell'iscrizione:
(sulla copertina del libro)
DELLA PENA
E DELL’EMENDA

(al di sotto del busto)
VINCENZO GARELLI
INTELLETTO SAGACE CUORE RETTO
PROVVEDITORE AGLI STUDI IN GENOVA TORINO
ACCADEMICO DELLE SCIENZE
SCRITTORE VALENTE E PEDAGOGISTA OPEROSO
PREMIATO DA AUTOREVOLI SODALIZI
NATO 8 MAGGIO 1818 - MORTO 8 AGOSTO 1870

Opera di Pietro Della Vedova, il busto di Vincenzo Garelli è inserito in una nicchia a centina; al di sotto è riquadrata l’iscrizione onoraria. «Provveditore agli studi in Genova [e] Torino», seguace della pedagogia rosminiana, promotore dell’istruzione popolare, Garelli si occupò anche della questione della riabilitazione del reo, a cui dedicò un’opera il cui titolo – Della pena e dell’emenda – è inciso sulla copertina del libro che questo «pedagogista operoso», nel ritratto che di lui fa lo scultore, tiene con la mano sinistra (il saggio aveva ricevuto il premio Carlo Ravizza bandito dal Liceo Cesare Beccaria di Milano per gli studi volti alle applicazioni sociali e civili). Il 20 ottobre 1881, alla cerimonia per lo scoprimento del busto – che fu onorata dalla presenza di Domenico Berti, ministro dell’Agricoltura, dell’Industria e del Commercio, a pronunciare il discorso di commemorazione di questo uomo di «intelletto sagace» e «cuore retto» fu Giovanni Marchetti, titolare di Lettere italiane al Liceo di Novara; l’oratore –  rivolgendosi all’uditorio che si era raccolto nella cappella del Liceo Giambattista Beccaria, nel cui chiostro era stato eretto il busto – affermò: «Voi, o Signori, gli collocaste il marmo in questo glorioso recinto degli studi, perché l’antico alunno rimanga qui esempio d’onore alla gioventù presente, e alle generazioni che sorgono […]. La sua benedetta immagine io vorrei riprodurla mille e mille volte, e locarla nella cella, ove geme il colpevole; nella officina, ove fatica l’operaio; nella capanna, ove riposa il colono; nella scuola ove insegna il maestro; – perché di tutti egli fu il consolatore, il consigliere, la guida; e tutti si sentivano migliori, leggendo i suoi libri, e imitandone gli esempi» (Marchetti, Commemorazione di Vincenzo Garelli, 1881, p. 8). In quella occasione inaugurale fu altresì distribuita tra gli invitati una copia della Commemorazione di Garelli che Giovanni Scipione Vinaj aveva dato alle stampe nel 1879.

Commemorato

Fonti

Fonti bibliografiche:
  • Annali universali di statistica, vol. CXXXV  della serie prima - vol. XIX della serie terza, luglio-agosto-settembre 1858, pp. 329-336
  • V. Garelli, Della pena e dell'emenda: studi e proposte, Firenze, G. Barbèra, 1869
  • G.S. Vinaj, Vincenzo Garelli. Commemorazione, Torino, Roux e Favale, 1879
  • Il ministro Berti a Mondovì, «Gazzetta piemontese», a. XL, n. 290, 21 ottobre 1881, senza pagina
  • G. Marchetti, Commemorazione di Vincenzo Garelli letta da Giovanni Marchetti nel giorno 20 ottobre 1881 quando Mondovì alla presenza del ministro Domenico Berti inaugurava il suo busto collocato nel R. Liceo a ricordo ed esempio, Mondovì, Tip. Gio. Issoglio, 1881
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