Salta al contenuto principale

Casa Materna Asili Nido Ada Bolchini Dell’Acqua (Asilo al Lorenteggio)

Editore:
Roma TrE-Press - In collaborazione con il Museo della Scuola e dell’Educazione “Mauro Laeng” (MuSEd)
Luogo di pubblicazione:
Piazza della Repubblica, n. 10, 00185, Roma (Italia)
Codice ISSN:
2785-4477
Autore della scheda:
DOI:
10.53220/1073
Scheda compilata da:
giulia.cappelletti
Pubblicato il:
21/12/2021
Tipologia dell'opera:
Data opera:
1953 - 1954
Luogo di conservazione:

Milano MI
Italia

Indicizzazione e descrizione semantica

Identificatori cronologici:
1950s
Credits:

Fonte: Balerna, Archivio del Moderno, Fondo Marco Zanuso

© Balerna, Archivio del Moderno, Fondo Marco Zanuso

L’edificio di via Cascina Corba nel quartiere del Lorenteggio, alla periferia sud-ovest di Milano, nasce tra il 1953 e 1954 come sede di un asilo nido con annesse abitazioni per ragazze madri. Il complesso viene commissionato dal Pio Istituto per i Figli della Provvidenza all'architetto e designer Marco Zanuso. Per questo incarico Zanuso si avvale della collaborazione di architetti, designer e artisti. Lucio Fontana viene chiamato a realizzare il soffitto e una via crucis in ceramica nella cappella al piano seminterrato; ad una giovanissima Cini Boeri, da poco entrata nel suo studio, Zanuso affida «l’interpretazione del progetto» per «dare dignità, conforto e aiuto» alle madri e ai bambini (C. Boeri, Progettare con gioia, in A. Piva, V. Prina, Zanuso: architettura, design e la costruzione del benessere, Gangemi editore, Roma 2007, p.124). L’attenzione ai bisogni di una piccola comunità si traduce in un’opera commisurata alla dimensione umana, che interessa tanto la costruzione dell’edificio quanto il disegno e la produzione ad hoc degli arredi con soluzioni personalizzabili e modulabili lontane dal carattere freddo e anonimo dei luoghi di assistenza. Un esempio interessante nel panorama dell’architettura scolastica in cui lo stesso progettista è stato anche autore degli arredi. L’asilo diventa un micro-ambiente in cui le relazioni spaziali e interpersonali si esauriscono all’interno dell’edificio, dotato anche di un giardino, che si rende autonomo rispetto al contesto esterno, periferico e non ancora urbanizzato. Ne deriva in pianta una chiara separazione degli spazi e delle funzioni: nel seminterrato vi sono i servizi centrali e la cappella; al pianterreno gli uffici della direzione e gli asili con i dormitori; al primo piano le camerate delle madri con laboratori, soggiorno, cucina, mensa e infermeria; al secondo piano alloggi per bambinaie e suore.

 

Fonti bibliografiche:

- M. De Giorgi (a cura di); Marco Zanuso: architetto, catalogo della mostra (Milano, Triennale di Milano, 24 marzo-30 maggio 1999), Skira, Milano, 1999;

- A. Piva, V. Prina, Marco Zanuso: architettura, design e la costruzione del benessere, Gangemi, Roma, 2007.

Contenuto pubblicato sotto licenza CC BY-NC-ND 4.0 Internazionale