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Busto di Giannina Milli a Teramo (1895)

Editore:
EUM – Edizioni Università di Macerata
Luogo di pubblicazione:
Corso della Repubblica, n. 51, 62100, Macerata (Italia)
Codice ISSN:
2785-3098
Autore della scheda:
DOI:
10.53218/275
Scheda compilata da:
Valentino Minuto
Pubblicato il:
15/10/2021
Tipologia:
Autore dell'artefatto:
Luigi Cavacchioli
Committenza:
Società operaia di Teramo, presieduta da Francesco Bindi
Data di inaugurazione:
24 giugno 1895
Occasione commemorativa e/o celebrativa:
34° anno di vita della Società Operaia di Teramo; 26° anniversario della battaglia di Solferino
Materiale:
Marmo

Ubicazione

Indirizzo:
Via Giosuè Carducci 38
64100 Teramo TE
Abruzzo
Dettagli sull'ubicazione spaziale:
Il busto è collocato nell’atrio del Liceo Giannina Milli
Data di ricollocazione:
1938
Indirizzo della ubicazione spaziale originale:
Via Giannina Milli 2 (già Via del Tiro 13, dove era la sede della Scuola Normale Femminile)
64100 Teramo
Abruzzo

Nel 1889, a un anno dalla morte di Giannina Milli, la Società Operaia di Teramo deliberò di tributare un omaggio monumentale alla poetessa-educatrice e nominò un comitato di signore affinché cooperasse al compimento del proposito. Incaricato dell’esecuzione dell’opera, lo scultore Luigi Cavacchioli riprodusse le sembianze della Milli in marmo di Carrara. La Società Operaia affidò il busto alla Scuola Normale Femminile di Teramo, che alla poetessa improvvisatrice era stata intitolata. L’inaugurazione si svolse il 24 giugno 1895; per il letterato Giacinto Pannella, a cui si doveva un studio Della vita e delle poesie di Giannina Milli, quella cerimonia inaugurale fu una «festa specialmente d’operai, ché figlia d’operaio fu Giannina» (Pannella, Per la inaugurazione del busto della Poetessa Teramana, 1895, p. 7). Tennero discorso: Francesco Bindi, presidente della Società Operaia; il prefetto Costantino Fanelli in rappresentanza del ministro della Pubblica Istruzione Guido Baccelli; Albertina Rabbaioli, direttrice della Scuola Normale Femminile. Quest’ultima, rivolgendosi alle alunne, disse: «Vedete, mamme, padri e maggiori vostri vi tramandano questa effigie; Giannina Milli è un esempio. Esse ed essi che vollero qui posto questo parlante ricordo della concittadina grande, vi dettero vita e mezzi di arricchirvi moralmente come la patria reclama. […] Gentilezza di sentimento, giovanette, e dignità tutta informi la vita vostra da lavoro sostenuta, dalla poesia all’ideale guidata. Ideale di carità e virtù domestiche cittadine e patrie quale fe’ grande e bella la vita della poetessa faconda» (Bindi, Per l’inaugurazione del busto a Giannina Milli, 1895, pp. 22-23). Nel 1938 l’Istituto Magistrale Giannina Milli fu trasferito e il busto trovò nell’atrio dell’edificio scolastico appena costruito la collocazione tuttora mantenuta. Nel 2007 l'opera è stata sottoposta a intervento conservativo; ad avviso della restauratrice Valentina Muzii le perdite di materia marmorea riscontrabili in più parti della scultura sono compatibili con l’azione lesiva di colpi di arma da fuoco, a conferma della veridicità del racconto tramandato oralmente secondo cui il busto della Milli fu ridotto a bersaglio di tiro per gare di mira tra soldati, ingaggiate quando, durante la seconda guerra mondiale, la sede dell’Istituto fu convertita in ospedale militare.

Commemorato

Fonti

Fonti bibliografiche:
  • F. Bindi, Per l’inaugurazione del busto a Giannina Milli (24 giugno 1895), Teramo, Tip. Bezzi-Appignani & C., 1895
  • G. Pannella, Per la inaugurazione del busto della Poetessa Teramana, 24 Giugno 1895, Teramo, Tip. del Corriere Abruzzese, 1895
  • V. Muzii, L’intervento di restauro sul busto di Giannina Milli, «Notizie dalla Delfico», a. XXII, n. 1, 2008, pp. 33-36
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