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Due ruote...e via col vento

Editore:
Roma TrE-Press - In collaborazione con il Museo della Scuola e dell’Educazione “Mauro Laeng” (MuSEd)
Luogo di pubblicazione:
Piazza della Repubblica, n. 10, 00185, Roma (Italia)
Autore della scheda:
DOI:
10.53165/849
Scheda compilata da:
francesca.pizzigoni
Pubblicato il:
23/11/2021
Autore:
Ordine e grado:
Scuola primaria
Collocazione:
MP/94

Indicizzazione e descrizione semantica

Identificatori cronologici:
1940s 1950s

L’opera si presenta come una raccolta di brevi ricordi dei primi anni di carriera scolastica dell’autrice. Il racconto inizia durante la seconda guerra mondiale quando Fabris, dopo aver conseguito il diploma magistrale, in qualità di orfana di guerra ottiene subito una supplenza annuale vicino a casa. L’autrice è consapevole di non disporre di alcuna cognizione didattica e si rivolge «alle colleghe anziane per apprendere l’avvio all’insegnamento» (p. 2). La scuola è dotata di un orto in cui con gli alunni seminano fagioli e patate. Nello stesso anno viene istituita la refezione scolastica. Relativamente agli anni compresi tra il 1943 e il 1953 Fabris traccia brevemente la descrizione della sua esperienza in varie scuole rurali in Veneto (di cui non specifica la località), accomunate dalle condizioni poco adatte alla didattica. Prima insegna in una pluriclasse in un paesino che costeggia il fiume Piave in cui l’aula si trova in canonica. Come premio di fine anno scolastico progetta un viaggio con gli alunni fino a Feltre (p. 6) da cui emerge l’ingenuità degli scolari di campagna che non avevano mai preso un treno o visto dei manichini in un negozio. In altre sedi scolastiche Fabris sottolinea le scarse condizioni igieniche degli alunni e l'attenzione dei familiari rivolta per lo più al lavoro. Al momento dell’ennesimo trasferimento l’autrice viene assegnata ad una scuola del capoluogo dotata di un vero e proprio edificio scolastico (p. 9). L’anno successivo insegna nuovamente in un paese privo di locale scolastico, accontentandosi di una stanza dell’osteria come aula, poi trasferita presso la colonia estiva delle suore, più adatta ad accogliere i suoi 52 alunni divisi in due sezioni. Nell’ultimo anno scolastico descritto, 1952-53, Fabris viene assegnata a una sede scolastica al confine con la provincia di Trento (p. 13) che raggiunge con il suo consueto mezzo di trasporto, la bicicletta, a cui è dedicato il titolo della sua raccolta di memorie.

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