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Lapide a Carlo Belviglieri a Roma (1885)

Editore:
EUM – Edizioni Università di Macerata
Luogo di pubblicazione:
Corso della Repubblica, n. 51, 62100, Macerata (Italia)
Codice ISSN:
2785-3098
Autore della scheda:
DOI:
10.53218/192
Scheda compilata da:
Valentino Minuto
Pubblicato il:
30/10/2021
Committenza:
Gli insegnanti e gli alunni del Liceo E.Q. Visconti di Roma
Data di inaugurazione:
30 dicembre 1885
Materiale:
Marmo

Ubicazione

Indirizzo:
Piazza del Collegio Romano 4
00186 Roma RM
Lazio
Dettagli sull'ubicazione spaziale:
La lapide è posta nel Liceo Classico Statale E.Q. Visconti, al primo piano, nel secondo ballatoio
Testo dell'iscrizione:
CARLO BELVIGLIERI
VERONESE
PROFESSORE DI STORIA IN QUESTO LICEO
DAL 1872 AL 1885
EDUCANDO LA GIOVENTÙ
AL CULTO DELLA PATRIA
RICERCÒ LA VERITÀ
CON INTELLETTO D’AMORE
E LA ESPOSE CON LIBERI SENSI
E ORNATA PAROLA

ALL’AMICO AL MAESTRO
IMMATURAMENTE RAPITO
I COLLEGHI E I DISCEPOLI
QUESTO RICORDO
DI AFFETTO E DI RICONOSCENZA
P.

N. 20 SETT. 1826 - M. 20 MAGGIO 1885

L’iscrizione onoraria di Carlo Belviglieri pone in risalto il concetto altamente civile del magistero storico esercitato da questo professore «veronese» al Liceo E.Q. Visconti «dal 1872 al 1885»: egli conduceva alla conoscenza della storia nazionale «educando la gioventù al culto della patria». Da notare che il giorno di nascita è il 18 settembre 1826 e non il 20 – come inciso nell’epigrafe. Belviglieri morì il 20 maggio 1885 all’età di cinquantanove anni. La sottoscrizione per il ricordo marmoreo del «maestro immaturamente rapito» fu iniziata dagli alunni del Visconti già a partire dal giorno dei funerali. La cerimonia inaugurale si tenne il 30 dicembre 1885, dopo l’annuale distribuzione di premi agli alunni delle scuole secondarie classiche e tecniche. Il discorso per lo scoprimento della lapide fu pronunciato da Valentino Cigliutti, preside del Visconti: «questa lapide, […] mentre farà testimonianza a coloro che verranno dopo di noi, del valore e della bontà del nostro compianto Collega, additerà ai Maestri la via che devono seguire per corrispondere degnamente al loro ufficio» (In morte di Carlo Belviglieri, s.d., p. 50).

Commemorato

Carlo Belviglieri

Carlo Belviglieri nacque a Verona il 18 settembre 1826 da famiglia abbiente. Compiuta la formazione ginnasiale e di retorica, si diede agli studi teologici presso il Seminario Vescovile della città scaligera per uscirne ordinato sacerdote nel 1849. Quell’anno — primo di trentasei di ministero didattico — intraprese la carriera di insegnante al Ginnasio Comunale di Desenzano. Poi passò alle scuole governative; fu nel 1857 a Sondrio, nel 1858 a Lodi, nel 1860 a Casale Monferrato, quindi per un anno a Bologna e infine per un quinquennio a Firenze. Testimone e in minor misura attore del Risorgimento (aveva partecipato alla propaganda del Prestito Nazionale), scrisse una Storia d’Italia dal 1814 al 1866, in cui il suo coinvolgimento nelle cose narrate non pregiudicò l’accuratezza nella disamina critica. Nel 1872, dopo reiterati contrasti con le autorità ecclesiastiche, lasciò l’abito talare. In quello stesso anno, con l’elezione di Roma a capitale del Regno, fu chiamato dal ministro della Pubblica Istruzione Antonio Scialoja a insegnare Storia e Geografia all’ex Collegio Romano, oramai Liceo E.Q. Visconti. Il compito che spettava al professore veronese era quello di concorrere al progresso dell’istruzione secondaria a Roma. Belviglieri ebbe pure l’incarico di docenza all’Università Romana: prima Storia medioevale; dopo tre anni Storia antica; infine, nel 1881, promosso professore straordinario, Storia moderna. Nel 1876 accettò di insegnare Storia e Geografia negli ultimi due anni della Scuola Superiore Femminile di Roma. Presso questo Istituto tenne altresì per la Società per l’Istruzione Scientifica e Letteraria della Donna conferenze di Storia e Geografia. Continuò ad attendere al triplice ufficio magistrale fino a pochi giorni prima della morte, sopraggiunta a Roma il 20 maggio 1885. Oltre alla menzionata Storia d’Italia, suoi sono: il manuale Storia della Grecia dai tempi remoti sino alla conquista romana (1872); le Tavole sincrone e genealogiche di storia italiana dal 306 al 1870 (1875); gli Scritti storici (1881), in cui sono per lo più raccolte dissertazioni lette tra il 1863 e il 1880 in occasione di solennità scolastiche.

Fonti bibliografiche:
  • In morte di Carlo Belviglieri, XX maggio MDCCCLXXXV, s.l., s.n., s.d. [1885]
  • G. Dalla Vedova, Carlo Belviglieri. Commemorazione letta nell’aula magna della R. Università Romana il giorno XXI giugno MDCCCLXXXV da G. Dalla Vedova, Roma, Tip. F.lli Pallotta, s.d. [1885]
  • G. Dalla Vedova, Belviglieri Carlo, «Annuario biografico universale. Raccolta delle biografie dei più illustri contemporanei», a. II (1885-1886), 1886, pp. 60-63
  • Carlo Beliviglieri, in Regia Università degli Studi di Roma. Annuario scolastico 1885-86, Roma, Tip. F.lli Pallotta, 1886, p. 145
  • G. Cipriani, La Convenzione di settembre nelle pagine di uno storico coevo: Carlo Belviglieri, in S. Rogari (a cura di), Convenzione di settembre (15 settembre 1864). Alle origini di Firenze capitale (Atti del Convegno di studi — Firenze, 13-14 novembre 2014), Firenze, Ed. Polistampa, 2015

Fonti

Fonti bibliografiche:
  • In morte di Carlo Belviglieri, XX maggio MDCCCLXXXV, s.l., s.n., s.d. [1885]
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