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Lapide a Primo Vannutelli a Roma (1946)

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Editore:
EUM – Edizioni Università di Macerata
Luogo di pubblicazione:
Corso della Repubblica, n. 51, 62100, Macerata (Italia)
Codice ISSN:
2785-3098
Autore della scheda:
DOI:
10.53218/213
Scheda compilata da:
Valentino Minuto
Pubblicato il:
30/10/2021
Data di inaugurazione:
9 maggio 1946
Occasione commemorativa e/o celebrativa:
Primo anniversario della morte di Vannutelli
Materiale:
Marmo

Ubicazione

Indirizzo:
Piazza del Collegio Romano 4
00186 Roma RM
Lazio
Dettagli sull'ubicazione spaziale:
La lapide è posta nel Liceo Classico Ennio Quirino Visconti, al primo piano, nel porticato centrale
Testo dell'iscrizione:
PRIMVS VANNVTELLI
SACERDOS CHRISTI
IN HOC LYCEO
GRAECAS ROMANASQVE LITTERAS
VIGINTI PER ANNOS HVMANISSIME TRADIDIT
IDEMQVE
STVDIOSISSIMVS EVANGELIORVM INTERPRES
MIRVM DOCTRINAE ALACRITATIS FESTIVITATIS EXEMPLAR
NIHIL SIBI OMNIA ALIIS INDVLGENS
OMNIBVS OPIS CONSILI SOLACI EGENIS
SVMMA SEMPER CARITATE SVBVENIT

PRIMO AB EIVS EXITV ANNO EXPLETO
ACERBISSIMO VIRI VIRTVTES DESIDERIO RECOLENTES
PRAESES COLLEGAE DISCIPVLI
V. ID. APR. A.D. MCMXLVI

(traduzione presente nell’opuscolo "In memoria di Primo Vannutelli")
PRIMO VANNUTELLI
SACERDOTE DI CRISTO
IN QUESTO LICEO
PER UN VENTENNIO FU DI LETTERE CLASSICHE
MAESTRO INCOMPARABILE
DEGLI EVANGELI CULTORE PROFONDO
FULGIDO ESEMPIO DI DOTTRINA DI ATTIVITÀ DI SERENITÀ
NULLA PERDONANDO A SE STESSO TUTTO AGLI ALTRI
A TUTTI I BISOGNOSI DI AIUTO DI CONSIGLIO DI CONFORTO
CON SUBLIME AMORE SEMPRE SOVVENNE

NEL PRIMO ANNO DELLA SUA DIPARTITA
CON IL RIMPIANTO INCONSOLABILE DELLE SUE ECCELSE VIRTÙ
IL PRESIDE I COLLEGHI I DISCEPOLI
9 APRILE 1946
(quinto giorno prima delle Idi di aprile MCMXLVI)

Posta «nel primo anno della sua dipartita», la lapide a Primo Vannutelli ricorda che per quasi «un ventennio» questo «sacerdote» – «cultore profondo» dei Vangeli e soccorritore di «tutti i bisognosi» – fu «maestro incomparabile» di Greco e Latino al Liceo E.Q. Visconti di Roma. L’inaugurazione della lapide si tenne il 9 maggio 1946. Il preside Carlo Piersanti pronunciò il discorso commemorativo nell’aula magna dell'Istituto; l’oratore indicò quale cifra intellettuale ed educativa di don Primo la libertà, intesa come «la forma più perfetta della disciplina, perché la libertà più alta è quella di adoperare il pensiero. E a sapere adoperare il pensiero occorre una testa disciplinata contro tutte le seduzioni dell’apparenza e le insidie della viltà» (Piersanti, In memoria di Primo Vannutelli, 1946, p. 13).

Commemorato

Primo Vannutelli

Primo Vannutelli nacque il 27 marzo 1885 a Genazzano, nei pressi della Capitale. Nel 1909, dopo aver conseguito la laurea in Filosofia e Teologia al Seminario Romano, fu ordinato sacerdote. Dal 1909 fino alla morte, eccettuate brevi parentesi extra-romane, risiedette presso i Padri Filippini della Chiesa di S. Maria in Vallicella. In contatto con gli ambienti cattolici più sensibili a istanze di rinnovamento dottrinale, subì la repressione anti-modernista della Chiesa: nel 1916 la «Rivista di scienza delle religioni», a cui egli collaborava, fu condannata dal Sant’Uffizio per propaganda modernista; don Primo, sospeso a divinis, fu reintegrato dopo aver prestato il giuramento di fedeltà alla Chiesa. Sebbene fosse rientrato nei ranghi ecclesiali, mantenne nell’intimo i suoi convincimenti eterodossi – come attesta il suo Testamento di fede pubblicato postumo. Biblista coltissimo, si consacrò all’esame della questione sinottica dei Vangeli. Per la diffusione della conoscenza delle Sacre Scritture tra gli studenti medi di Azione Cattolica, provvide alla pubblicazione di traduzioni del Nuovo Testamento con testo a fronte e commento. Vannutelli – che nel 1917 si era anche laureato in Lettere all’Università della Sapienza – esercitò il magistero didattico del Greco e del Latino: iniziò come supplente al Collegio Nazareno e all’Istituto Massimiliano Massimo, entrambi romani; poi passò al Liceo Pietro Giannone di Caserta; quindi fu per un biennio al Liceo Giuseppe Parini di Milano; infine nel 1926 giunse al Liceo E.Q. Visconti di Roma, dove insegnò per quasi vent’anni. Al Visconti, oltre che un apprezzato docente, fu anche una guida spirituale e un riferimento culturale per generazioni di allievi; non pochi furono i giovani che, fuori dall’orario scolastico, furono da lui introdotti allo studio dell’ebraico per meglio accostarsi ai testi sacri (Don Primo conosceva, oltre al greco e al latino, l’ebraico e l’aramaico). Nicola D’Amico definisce il prof. Vannutelli una chioccia di pulcini antifascisti: grazie all’azione educativa di insegnanti come lui, Cirillo Berardi e Maria Maggi – per menzionarne alcuni, il Visconti divenne una base della Resistenza romana. Raffinato cultore della lingua di Cicerone, Vannutelli tenne da libero docente corsi di composizione latina alla Sapienza. All’attività di ricerca e di divulgazione biblica, nonché all’impegno didattico, Don Primo congiunse l’apostolato caritativo tra i poveri, i moribondi e i carcerati di Regina Coeli; nella Roma occupata nascose nel suo oratorio i perseguitati politici. La morte lo colse nella Capitale il 9 aprile 1945.

Fonti bibliografiche:
  • C. Piersanti, In memoria di Primo Vannutelli, Roma, Casa Ed. Ausonia, 1946
  • N. D’Amico, Eravamo compagni di banco, Milano, SugarCo, 1987, pp. 212 e 220
  • F. Malgeri, Vannutelli, Primo, in Dizionario storico del movimento cattolico in Italia (1860-1980), 3 voll., Casale Monferrato, Marietti, 1984, vol. III/2: Le figure rappresentative, pp. 879-880
  • R. Ronzani, Le carte di Primo Vannutelli nell’Archivio storico della Congregazione dell’Oratorio di san Filippo Neri in Roma, «Chiesa e Storia. Rivista dell’Associazione Italiana dei Professori di Storia della Chiesa», a. X, n. 10, 2020, pp. 181-224

Fonti

Fonti bibliografiche:
  • C. Piersanti, In memoria di Primo Vannutelli, Roma, Casa Ed. Ausonia, 1946

 

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